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Un anno fa, il 17 novembre 2018, almeno 300.000 persone vestite con gilet gialli da automobilisti prendevano d’assalto le rotonde e le strade di tutta la Francia per protestare contro l’aumento annunciato del prezzo della benzina. Così cominciavano lunghi mesi di una spettacolare rivolta popolare che - molto oltre la semplice questione della "tassa carbone" e nonostante le sue contraddizioni - riportava di forza al centro del dibattito pubblico le questioni della giustizia fiscale, sociale e climatica, e della partecipazione del popolo alla vita politica francese. Quasi un anno dopo la nascita del movimento, i Gilets Jaunes ci sono ancora. Certo,...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_column_text] Domenica 10 novembre 2019 cinque soldati militari delle Forze speciali italiane presenti a Kirkuk, nel Kurdistan iracheno, sono rimasti gravemente feriti dopo l'esplosione di un ordigno rudimentale detonato al loro passaggio. Il giorno dopo, lo Stato islamico tramite un comunicato ufficiale ha rivendicato l'attentato avvenuto proprio a due giorni di distanza dal sedicesimo anniversario da quello avvenuto il 12 novembre del 2003 a Nassiriya in cui furono uccisi 17 italiani e 9 iracheni e feritie58 persone. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un post Facebook ha commentato: “l’Italia non indietreggia e mai...

Potere al Popolo! denuncia l’escalation di violenza israeliana sulla Striscia di Gaza che finora ha provocato la morte di 18 palestinesi. Potere al Popolo!, inoltre, critica con forza l’omicidio mirato del leader del Jihad Islamico Baha Abu Ata compiuto l’altra notte dall’aviazione israeliana su ordine del premier israeliano uscente Netanyahu e dei vertici militari. La tempistica dell’assassinio non è casuale: avviene infatti nelle ore in cui le forze politiche israeliane non riescono ancora a trovare una intesa per la formazione di un governo. Il raid è una chiara mossa da parte di Netanyahu per ricompattare le file e costruire un...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_column_text]“Evviva España! Viva la patria!” Slogan che la società civile spagnola aveva dimenticato o pensava d’aver dimenticato, mentre invece stavano stipati in naftalina e ben protetti dalla polvere, pronti per essere sventolati quando l’occasione l’avrebbe richiesto. La Spagna democratica – quella dei diritti civili e delle quote rosa obbligatorie – si risveglia ultra-conservatrice, intrisa di un reazionarismo rancido pieno di simboli antichi che la storia aveva sepolto e come se di un simbolismo ironico si trattasse, una esumazione si è trasformata in una resurrezione, quella del cattofascismo, oggi più che mai d’attualità. Come si arriva...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_separator type="normal" color="#880024" thickness="3" up="20" down="20"][vc_column_text]Lavoro o salute? Garanzia di un reddito dignitoso o garanzia di una vita sana? Salvaguardia della produzione o salvaguardia dell’ambiente? Chiusura dello stabilimento ex-Ilva o apertura e mantenimento della produzione? Queste sono domande che i tarantini si sottopongono e sottopongono ai loro familiari, ai loro conoscenti, agli amici, nei bar, nei negozi, nei presidi, nelle assemblee, nei cortei, durante gli scioperi e in ogni luogo collettivo. Ma la cosa più rilevante è che sono domande alle quali ogni risposta sembra essere parziale e ingiusta. Non possiamo però fermarci a questo. Come Potere al popolo siamo convinti che la vittoria di Taranto e la “soluzione” del caso Ilva passino necessariamente dal superamento di queste domande e dal forte rilancio della lotta dentro e fuori lo stabilimento. Non abbiamo una ricetta da proporre; anzi, non vogliamo dare una ricetta, perché il momento richiede ben altro. Quello che invece siamo sicuri di volere immediatamente per Taranto è:

Potere al Popolo condanna fermamente il golpe fascista e militare in atto in Bolivia (“civico-policial”, com’è stato definito), esprime piena solidarietà al presidente eletto Evo Morales, costretto alle dimissioni dalla violenza squadrista scatenata nel paese, e alle organizzazioni e ai militanti sindacali, popolari, indigeni, ai collettivi femministi, contro i quali si è scatenata la violenza assassina delle squadracce del golpista Camacho. Il golpe in Bolivia, un paese dove tredici anni di governo progressista per riconoscimento unanime avevano prodotto grandi miglioramenti sociali (l’analfabetismo che scende dal 13% al 2,4%; la disoccupazione dal 9,2% al 4,1%; la povertà dal 60,6% al 34,6% e...

Poche ore fa si è consumato il golpe contro Evo Morales. In conferenza stampa il presidente boliviano ha rassegnato le proprie dimissioni, dopo che le Forze Armate l’avevano “invitato” a rinunciare a nuove elezioni e a una nuova candidatura. Ci sarà il tempo per analisi più approfondite. Ci limitiamo ad alcune considerazioni che possano diffondere un minimo di ragionamento e di informazioni su quanto sta accadendo in Bolivia, visto che in gioco ci sono le vite di migliaia di attivisti, militanti e semplici cittadini. 0. È un golpe. Che piacciano o meno Evo Morales e García Linera che un presidente sia costretto...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_facebook][vc_separator type="normal" color="#820024" thickness="3" up="20" down="20"][vc_column_text] Nulla conoscono dell’amore che ci lega a questa terra e alle sue creature fragili, tenaci e belle. Né immaginano la forza dell’ostinata dignità di chi non si piega ai loro giochi di potere né alle loro minacce. Così ha scritto Nicoletta Dosio, e ci sembra la risposta migliore all’ordine di carcerazione che le è stato notificato qualche settimana fa. Lunedì 11 novembre scadranno i termini per chiedere misure alternative al carcere, ma Nicoletta non ha voluto fare alcuna richiesta a uno Stato che da 30 anni ignora e...

Giovedì 14 novembre il consiglio d'amministrazione della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) si riunirà per decidere definitivamente se bloccare o meno i finanziamenti alle fonti fossili di energia a partire dal 2020. La proposta doveva essere varata già ad ottobre, ma sulla decisione hanno pesato moltissimo le pressioni della Commissione Europea che, fortemente condizionata dalla Germania, non ha voluto esprimere posizioni rigide a riguardo. È bene ricordare a tal proposito che il CdA della BEI è costituito dai governi dei paesi membri dell'Unione Europea ed è quindi fondamentale, secondo noi, che i rappresentanti italiani si esprimano in quella sede contro...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_column_text]INTERVISTA a Sami Adnan, fondatore di “Workers Against Sectarianism”. «Le richieste della piazza – afferma Adnan – sono simili a quelle dei periodi precedenti, ma sono diventate più precise e mirate. Si va oltre l’appartenenza religiosa» da nena-news.it Alle proteste esplose ad inizio ottobre nelle maggiori città dell’Iraq il governo autoritario ha risposto con una violenta repressione. In trenta giorni di manifestazioni si contano già centinaia di morti e migliaia di feriti. Pochi giorni fa il premier iracheno Adel Abdul-Mahdi ha dichiarato di essere disposto a dimettersi così come l’aveva già fatto il suo...

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