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[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_facebook][vc_separator type="normal" color="#820024" thickness="3" up="20" down="20"][vc_column_text]Le lotte popolari non si arrestano. Nicoletta libera, tutti i notav liberi subito! Alla vigilia di capodanno Nicoletta Dosio, comunista, NO TAV e membro del Coordinamento Nazionale di Potere al Popolo!, è stata portata in carcere. Condannata, insieme ad altri 11 militanti, a scontare pene fino a 2 anni per una manifestazione in Valsusa del 2012. Ma questa è solo l'ultima di una lunga serie di persecuzioni che ha dovuto subire il movimento NO TAV, tanto che in carcere già si trovavano altri tre militanti: Giorgio, Mattia e...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_column_text] SCARICA QUI IL VOLANTINO CON LE NOSTRE 5 PROPOSTE! L’assassinio del generale iraniano Soleimani e dell’irakeno Muhandis presso l’aeroporto di Baghdad ha aperto il 2020 peggio di quanto non si fosse chiuso il 2019. Venti di guerra soffiano oggi con più forza. Il fatto che il mandante dell’omicidio sia lo stesso presidente Trump peggiora il quadro. L’uomo che siede alla Casa Bianca non è però un folle, come spesso viene rappresentato, né è impazzito il complesso militare-industriale-finanziario statunitense che è alle sue spalle. Perseguono interessi di lunga data e lo fanno oggi in...

Che cosa hanno fatto italiani e italiane in questi giorni festivi oltre ai consueti ritrovi familiari? Regali last minute? Aperitivi pre-cenone? Allenamenti di scala quaranta? No, piuttosto code in autostrada! Viviamo in un Paese folle e privo di un Governo all’altezza. Un Paese in cui ci mettiamo a fare i controlli sui viadotti autostradali solo dopo il crollo del Ponte Morandi e la morte di 43 persone. Un Paese in cui quegli stessi controlli fanno emergere problemi infrastrutturali vergognosi, che portano al sequestro di viadotti o parti di essi (come nella A14) e a nuove frane o cedimenti (come nella A10...

Si è svolta a Madrid fra il 6 il 13 dicembre la Cumbre Social por el Clima, la rassegna alternativa alla Cop25 svoltasi sempre nella capitale spagnola, a cui alcun* militanti di Potere al popolo hanno partecipato. In questi giorni si è tenuta una grandissima manifestazione con oltre 500.000 partecipanti e un summit ricco di conferenze, dibattiti e workshop che hanno approfondito i diversi aspetti della questione climatica da un punto di vista conflittuale. Le mobilitazioni di piazza, ed in particolare l’immenso corteo del 6 dicembre, si sono da subito caratterizzate in senso anticapitalista ed antimperialista. Non a caso gli...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_facebook][vc_separator type="normal" color="#820024" thickness="3" up="20" down="20"][vc_column_text]Si è conclusa a Madrid, con oltre 40 ore di ritardo rispetto alla chiusura ufficiale, la COP25, l'attesa, cruciale, indispensabile Conferenza delle Parti organizzata dall’UNFCCC e chiamata a rispondere concretamente al problema globale dei cambiamenti climatici. Una conferenza internazionale che mai come quest'anno si è palesata in tutta la sua traballante fragilità diventando in pochi giorni il simbolo di un clamoroso fallimento. Giorni di serrate trattative, pranzi, cene e colazioni di lavoro non hanno sciolto i nodi centrali di questo evento. Se da un lato può considerarsi...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_separator type="normal" color="#880024" thickness="3" up="20" down="20"][vc_column_text]

Sono anni ormai che in Italia si sente parlare di fissare per legge il salario minimo; anche di recente è stato indicato dal Premier Conte come una delle tre misure cardine della manovra, benché poi, nella querelle di maggioranza tra PD e M5S sul Meccanismo Europeo di Stabilità, sia un po’ scomparso dall’orizzonte, pur restando una proposta centrale, specialmente per i grillini. Chiunque ne parli, però, affronta il tema in maniera “strana”, come se fosse, appunto, una spesa da inserire nella manovra di bilancio, come se fosse un’uscita a cui garantire delle coperture, al pari del reddito di cittadinanza o della flat tax. Apparentemente questo modo di parlarne è inspiegabile: l’aumento del salario minimo non c’entra niente con il bilancio dello Stato, riguarda unicamente i soldi con cui le aziende pagano i loro dipendenti. In un paese dove il potere d’acquisto dei lavoratori è pari a quello degli anni Settanta1, ed in cui un quarto dei lavoratori guadagna meno di 10.000 euro all’anno2, far uscire un po’ di euro dalle tasche degli imprenditori e dei proprietari d’azienda per darle a chi lavora non dovrebbe destare tanto scandalo, tanto più se consideriamo che la progressività dell’imposizione fiscale, teoricamente prevista dalla Costituzione, è sempre più un miraggio. Eppure negli ultimi mesi i politici di ogni partito si stanno impegnando per scovare delle “coperture economiche” al salario minimo, per far sì che l’aumento dei salari sia a “costo zero per le imprese”.

Sebbene inizialmente si era parlato di aumentare il salario minimo senza nessun tipo di merce di scambio da dare alle imprese (il presidente dell’Inps aveva stimato un trasferimento dalle tasche dei capitalisti a quelle dei lavoratori di ben 10,8 miliardi di euro3) ormai di salario minimo se ne parla solo legandolo al taglio del cosiddetto cuneo fiscale, cioè della differenza tra la quantità di denaro che spende per ogni dipendente un’azienda e il salario lordo (a cui verranno sottratte le tasse e i contributi che spettano al dipendente) che finisce nella busta paga del lavoratore. Ma tale differenza non è un’inutile gabella, non è una vessazione gratuita delle aziende da parte dello Stato: è in gran parte composta dalla parte dei contributi Inps ed Inail spettanti alle aziende, ed in piccola parte dall’Irap, la tassa sul lavoro che finisce nelle, già esangui, casse regionali. Tagliare il cuneo fiscale vuol dire, in poche parole, diminuire i soldi che finiscono nelle casse dell’Inps, a coprire le pensioni dei lavoratori, e quelli che servono a finanziare i servizi pubblici degli enti locali4.

Sul taglio del cuneo fiscale appaiono d’accordo tutti: M5S, PD, Lega e tutta la destra. Sul salario minimo un po’ meno: per il M5S rappresenta una riforma da spendere come simbolo della lotta al lavoro povero (e la nomina a ministro del lavoro di Nunzia Catalfo, relatrice del loro ddl, è un altro segnale della loro volontà a portarlo avanti); in teoria il PD dovrebbe essere d’accordo (ha anche presentato una proposta di legge simile a quella del M5S quando era all’opposizione) ma nella pratica sta avendo molta cautela, dovuta anche alle posizioni assunte da Confindustria (contraria) e sindacati confederali (contrari perché ne vedono i pericoli alla contrattazione collettiva).

Per noi non c’è dubbio: vogliamo che la riforma del salario minimo sia fatta, ma non nella forma truffaldina che sta assumendo, in cui il salario minimo viene alzato al prezzo di un taglio del cuneo fiscale, non facendo spendere un euro in più alle aziende, ma sostanzialmente anticipando in busta paga parte del salario differito – pensioni, indennità di infortunio, disoccupazione o di malattia – e di quello indiretto – i servizi pubblici – che quindi diminuiranno per tutti.

Oltre ai danni connessi ad un taglio del cuneo fiscale, i contorni che sta assumendo la proposta di salario minimo lasciano fuori molte categorie di lavoratori e alcune questioni che riguardano il lavoro povero, ossia quelle persone che pur lavorando non riescono a raggiungere un reddito sufficiente ad avere una vita tranquilla. Abbiamo provato ad elencarle, provando a ricavarne delle proposte che possono diventare delle rivendicazioni nella lotta per la realizzazione di un vero salario minimo.

In Basilicata si corre in direzione contraria allo sviluppo sostenibile e e alla lotta contro i cambiamenti climatici. Il 27 novembre scorso la Regione Basilicata retta dalla Lega ha firmato un protocollo di intesa per aprire a nuove estrazioni di petrolio. Total, Shell e Mitsui Italia potranno estrarre 50.000 barili al giorno e 40 milioni di metri cubi l'anno di gas. Esse produrranno milioni di tonnellate in più di CO2 e metano che già oggi dovremmo smettere di produrre per ridurre significativamente la temperatura globale del pianeta. Incuranti degli appelli della comunità scientifica internazionale, ignorando le proteste dei comitati locali che segnalano...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_facebook][vc_separator type="normal" color="#820024" thickness="3" up="20" down="20"][vc_column_text]Siglato il 26 Ottobre a Khartoum accordo per un "campo per immigrati illegali" fra UE, Sudan e Unione Africana per 4,5 Mld di € Mentre l'Italia ratificava, con alcune minime modifiche, il Memorandum con la Libia, per la quale è sotto osservazione dell'Onu «per i crimini contro l'umanità posti in essere contro i migranti in Libia», l'Unione Europea ha sottoscritto in Sudan un mese fa un accordo storico del valore di 4,5 Mld di € per l'istituzione di campi per migranti direttamente finanziati e gestiti dall'Unione Europea, in...

La Protezione Civile dirama l’Allerta Rossa: è arrivata la stagione delle piogge, è arrivata l’ennesima stagione delle emergenze e della conta dei danni e per ultimo dei nuovi e vecchi buoni propositi della politica. Altamura, Matera, Venezia, Pomezia, e alcune valli del Trentino Alto Adige, sono solo alcune delle località severamente colpite dalle piogge e dal dissesto idrogeologico e mentre scriviamo altri pericolosi fronti di crisi si aprono. Il fiume Po sta esondando all’altezza di Alessandria e tutta la Liguria è tempestata da una miriade di fenomeni franosi, che hanno portato anche al crollo del viadotto sulla Savona-Torino; a Reggio Calabria...

Potere al Popolo Sardegna sarà alla manifestazione prevista per il 30 novembre al fianco dei/lle 45 indagat* nell’ambito dell’ “Operazione Lince”. Questo è il fantasioso nome dato a un’indagine a carico di 45 compagni e compagne che hanno partecipato alla lotta contro le basi militari in Sardegna dal 2014 al 2018.  I reati di cui sono accusat* sono molto pesanti: cinque di loro, infatti, sono indagat* per 270bis, associazione sovversiva con finalità di terrorismo o eversione, e per loro è stata richiesta l’odiosa misura della sorveglianza speciale per ben 3 anni! Inoltre, per loro e tutt* gli/le altr* vengono contestati...

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