Inventiamo l’avvenire!

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Il capitalismo è fallito: inventiamo l’avvenire!

La pandemia di Covid-19 lo ha dimostrato chiaramente: questo modello di società, basato sul profitto, sulla devastazione ambientale, sulle guerre e sulla miseria per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale non funziona e non è sostenibile.

Mentre le case farmaceutiche si arricchiscono aumentando il prezzo delle dosi di vaccino, le popolazioni più povere del mondo restano esposte alla crisi sanitaria. Nel nostro paese, l’emergenza sanitaria è diventata emergenza sociale, perché si è innestata su una crisi economica strutturale e mai risolta.

La tanto annunciata ripresa, profetizzata qualche mese fa dalla politica e dal mondo dell’informazione, non c’è e non ci sarà. Anzi, le condizioni materiali della gente comune stanno peggiorando. Il Governo non ha varato nessuna seria misura di supporto al reddito e di sostegno a chi si trova in difficoltà. Non si contano più le aziende che hanno lasciato a casa migliaia di lavoratori e lavoratrici nonostante avessero i conti in attivo: Whirpool, GKN, Gianetti, Logista per prendere solo alcuni esempi.

Aumenta l’esercito di disoccupati e nuovi poveri mentre crescono violenze razziali, di genere, emarginazione, dipendenze e problemi di salute fisica e mentale.

A soffrirne sono soprattutto lavoratori precari e sottopagati, partite iva e piccoli commercianti. Istituzioni, gruppi industriali e classi dirigenti, ormai senza credibilità, non hanno alcuna intenzione né capacità di invertire la rotta e di garantire un minimo di benessere, si stanno già attrezzando a far pagare i costi della crisi alle fasce più deboli, rafforzando i ritmi di sfruttamento, la repressione contro lotte e i movimenti e le torsioni autoritarie dello Stato.

La crisi ambientale con le sue devastanti conseguenze – incendi generalizzati nel Sud d’Italia, esondazioni ed alluvioni nel nord d’Europa, inquinamento crescente nel nostro ecosistema – rende evidente l’insostenibilità di questo sistema economico.

La pandemia ha portato alla luce il fallimento sistemico di questo modo di vivere e produrre, a tutte le latitudini. Ci ha fatto toccare con mano quello a cui andremo incontro se non agiamo subito.

È evidente che chi si trova ai vertici ha paura per il suo potere e teme proteste e rivolte generalizzate.

Questa rabbia è la nostra rabbia, per questo dobbiamo organizzarci.

PERCHÈ ADERIRE A POTERE AL POPOLO?

Il capitalismo ha fallito, ora tocca a noi immaginare il futuro e costruire l’alternativa.

Vogliamo redistribuire le ricchezze, per garantire reddito, casa, welfare a tutti.
Vogliamo lavorare meno e lavorare tutti con la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario.

Vogliamo una pianificazione partecipata dell’economia e realizzare una società veramente ecologica, dove la produzione viene decisa in base alle esigenze della popolazione e viene condotta nel rispetto della salute delle persone e dell’ambiente, a discapito di guerre e spese militari, grandi opere, e rendite.

Vogliamo rilanciare il pubblico e partire da sanità e scuola, laiche e accessibili a tutti, manutenzione e cura del territorio, nazionalizzando banche e settori strategici sotto controllo popolare.

Vogliamo una società che si lasci alle spalle razzismo, patriarcato, omotransfobia ogni forma di negazione di parità e diritti. Una società che sia laica, senza più privilegi ingiustificati per le caste sacerdotali. Una società libera dalla vendetta di Stato, in cui non c’è spazio per il carcere ma per la rieducazione.

Farlo significa togliere le nostre vite dalle mani dei potenti, dei mercati, di quelli che detengono la ricchezza che noi produciamo. Siamo disposti a metterci in gioco, a rompere i tanti blocchi che ora ci fanno la guerra: il ricatto del debito e delle speculazioni finanziarie, i vincoli liberisti dell’Unione Europea, la Nato e le logiche di guerra, cercando di farli saltare con la mobilitazione delle masse italiane e internazionali.

Smettiamo di essere soli, entrare in una comunità coerente e generosa, fatta di migliaia di donne e uomini che ogni giorno si rimboccano le maniche. Non abbiamo intenzione di abituarci alla rassegnazione.

Per far parte di un movimento politico unico nel panorama italiano. Nasciamo senza leader né burocrazie e sponsor da professionisti della politica. Ogni attivista sceglie in prima persona portavoce, statuto, Coordinamento nazionale, e partecipa alle decisioni più importanti della vita collettiva attraverso strumenti che incentivano democrazia, partecipazione e trasparenza.

Perché alla politica italiana serve fare più che parlare. Aderire a Potere al Popolo non è solo limitarsi a dire cose giuste, ma agire con coerenza. La nostra pratica politica si articola ogni giorno nelle lotte, nel controllo popolare, nel mutualismo che è resistenza sociale ed economica e insieme presa di coscienza.

Vogliamo stare col fiato sul collo a chi ci governa, portare la voce del popolo fin dentro le Istituzioni, a partire da quelle locali, in cui i nostri attivisti diventano punti di riferimento per il territorio.

Per dare linfa vitale alla rete nazionale di Case del Popolo e di assemblee territoriali, il cuore del nostro progetto. Per mettere al centro i bisogni delle nostre comunità, per radicarci nei territori e lì sperimentare forme di autogoverno e di resistenza.

Abbiamo bisogno di una svolta radicale, di costruire un socialismo del XXI° secolo.

-Per trasformare il mondo, per cambiare la vita.