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[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_separator type="normal" color="#880024" thickness="3" up="20" down="20"][vc_column_text]Lavoro o salute? Garanzia di un reddito dignitoso o garanzia di una vita sana? Salvaguardia della produzione o salvaguardia dell’ambiente? Chiusura dello stabilimento ex-Ilva o apertura e mantenimento della produzione? Queste sono domande che i tarantini si sottopongono e sottopongono ai loro familiari, ai loro conoscenti, agli amici, nei bar, nei negozi, nei presidi, nelle assemblee, nei cortei, durante gli scioperi e in ogni luogo collettivo. Ma la cosa più rilevante è che sono domande alle quali ogni risposta sembra essere parziale e ingiusta. Non possiamo però fermarci a questo. Come Potere al popolo siamo convinti che la vittoria di Taranto e la “soluzione” del caso Ilva passino necessariamente dal superamento di queste domande e dal forte rilancio della lotta dentro e fuori lo stabilimento. Non abbiamo una ricetta da proporre; anzi, non vogliamo dare una ricetta, perché il momento richiede ben altro. Quello che invece siamo sicuri di volere immediatamente per Taranto è:

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_facebook][vc_separator type="normal" color="#820024" thickness="3" up="20" down="20"][vc_column_text]L’annuncio del passo indietro della Whirlpool con il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e della cessione del ramo di azienda è avvenuta solo grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento napoletano. Solo la loro determinazione, la loro compattezza e la capacità di riuscire ad allargare battaglia a tutta la città hanno permesso di raggiungere questo primo importante risultato: i lavoratori sono riusciti a guadagnare tempo prezioso per riorganizzare le forze e prospettare una possibile soluzione di questa vicenda. Ovviamente questo non basta: le promesse...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_column_text]C'è una storia che, per quanto drammatica, in pochi ancora conoscono. E' la storia dei lavoratori dell'#indotto della #Whirlpool di Napoli. Centinaia di dipendenti di piccole ditte locali sparse in diverse province della regione (Napoli, Caserta, Avellino), il cui destino dipende dalle sorti dello stabilimento di Via Argine. Si tratta di 337 dipendenti, 337 famiglie abbandonate dalla Whirlpool, dal Governo e, spesso, anche dai mass media. L’indotto Whirlpool insiste nei comuni irpini di Montoro, Forino e Sant’Angelo dei Lombardi con le aziende #PASELL (60 dipendenti, 60% produzione Whirlpool), #CELLUBLOOK (40 dipendenti circa, 70% produzione Whirlpool) e #SCAME MEDITERRANEA...

Perché per capire il futuro di Napoli dobbiamo guardare al passato. E ad Avellino C’era una volta, in Valle Ufita, a Flumeri, una fabbrica. Era la più grande fabbrica italiana di autobus, di proprietà FIAT, con committenze essenzialmente pubbliche. Una classica storia italiana di intrecci tra industria e politica – con la FIAT, poi, era quasi una cosa sola – che attraversa varie crisi, sempre più intense, fino ai primi anni 2000. Nel 2001 la fabbrica, che era per metà francese, passa sotto il controllo totale di Fiat Iveco. Nel 2008, una nuova espulsione di lavoratori. Nel 2010 alla Irisbus viene...

Scandalose le dichiarazioni del ministro Di Maio sullo sciopero di ieri, 25 Ottobre, che ha visto una larghissima adesione nel trasporto pubblico locale delle principali città italiane, ormai ridotto al collasso dalle politiche di questi anni. Il vicepremier ha definito lo sciopero “indecente” perché indetto di venerdì, sostenendo che in realtà i lavoratori ne approfittino per fare il fine settimana lungo. Il capo del Movimento che doveva cambiare tutto fa ormai dichiarazioni fotocopia di quelle del suo ex arcinemico Matteo Renzi, che da premier periodicamente attaccava i lavoratori in sciopero, definendo i sindacati che li organizzavano una “minoranza” che teneva in ostaggio...

La nostra proposta per fare della Whirlpool una fabbrica “bene comune” 1. Il privato non è bello e non salva i posti di lavoro La saga della Whirlpool è stata recitata su un copione vecchio e già visto: quando un imprenditore decide di non guadagnare abbastanza dal lavoro degli operai accampa scuse ridicole e chiude (rigorosamente dopo aver preso incentivi, sgravi e altre regalie dallo Stato). La fabbrica di Napoli lavora bene e produce lavatrici di alta gamma, ma gli azionisti hanno fame di maggiori dividendi, per cui decidono di chiudere, portarsi via i macchinari e spostare la produzione dove costa meno,...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_column_text]La Whirlpool ha deciso di chiudere il suo stabilimento napoletano: una storia come tante che avvengono ogni giorno in tutta Europa, come ad esempio quella di Amiens che vede protagonista la stessa multinazionale. Spesso dopo lotte anche dure subentra lo scoramento: lavoratrici e lavoratori ritengono di non farcela, accettano qualche ammortizzatore locale e assistono così al triste epilogo di una vita di lavoro; altre volte no. In altri casi, operaie ed operai non si sono arresi, hanno continuato e hanno vinto. È il caso degli ex dipendenti della Fralib, una fabbrica di thé e...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column width="2/3"][vc_column_text]SOTTOSCRIVI L'APPELLO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI WHIRLPOOL! Basta un messaggio con nome, cognome, professione, città alla pagina facebook Napoli non molla  o alla mail napoli.non.molla@gmail.com. ✅ PARTECIPA ALL'EVENTO DI LANCIO IL 25 OTTOBRE A NAPOLI! 🆘 DONA PER LA CASSA DI RESISTENZA. IBAN: IT81 N030 6909 6061 0000 0106 810 Aiutateci a diffondere la voce della Napoli che lotta! ---- Siamo le lavoratrici e i lavoratori che da mesi si stanno mobilitando per difendere il loro posto di lavoro e la dignità delle loro famiglie. Siamo napoletane e napoletani che lottano per mantenere l’occupazione a Napoli,...

E' stato indetto dai sindacati confederali uno sciopero per mercoledì 24 luglio che riguarda tutto il settore dei trasporti, della logistica e della portualità. Potere al Popolo chiaramente sarà al fianco dei lavoratori che domani si asterranno dal lavoro. Vogliamo però ricordare che lo sciopero e le mobilitazioni sono uno strumento di lotta in mano ai lavoratori, mentre a leggere la piattaforma con la quale i sindacati confederali lo hanno lanciato parrebbe che per loro il lavoratori siano uno strumento al servizio del “Partito del PIL e del cemento” Quel partito che tra le sue fila può vantare un vastissimo schieramento che...

La notizia sulla stampa: - Il Mattino - La Repubblica - Corriere del Mezzogiorno - Napoli Today Questa mattina un gruppo di giovani attivisti di Potere al Popolo! ha calato un enorme striscione dal Castel dell'Ovo. "La Whirlpool non si tocca, né chiusura né licenziamenti", recita la scritta ben visibile dal lungomare affollato. Un luogo simbolico scelto per mostrare che tutta la città è stretta intorno alla battaglia dei 430 lavoratori che rischiano il posto di lavoro per la chiusura dello stabilimento di via Argine. Contro l'asettica "X rossa" posta dall'azienda sulla cartina d'Italia in corrispondenza del sito di Napoli Potere al popolo! ha rilanciato - dalle...

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