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Sanità

La salute è un diritto

Presentazione e obiettivi del tavolo

Salute come diritto a una vita che non ci faccia ammalare, quindi ambiente, lavoro, diritti, libertà di scelta nella propria vita.

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Salute come diritto a una medicina che partecipa alla prevenzione e che cura senza mercificazione, quindi no alle assicurazioni, no alla sanità integrativa, sì a una sanità pubblica che lavora per dare ciò che serve davvero al cittadino, in una medicina in continua trasformazione, ma non a ciò che crea profitto.

Ciò che si spende inutilmente nel privato o nell’assicurativo per fare profitto mancherà quando avremo bisogno davvero di cure costose, che solo la sanità pubblica può erogare.

Salute come rifiuto del criterio economicista per valutare gli esiti in sanità. Tornare indietro sull’aziendalizzazione, inserendo nei criteri di valutazione la salute dei cittadini e non solo la cura delle malattie o, peggio, il pareggio del bilancio.

Calcolare nella valutazione del risultato economico del Servizio Sanitario Nazionale anche le ricadute economiche positive sugli altri comparti di spesa, previdenza, disabilità etc. del corretto intervento sanitario
Salute come aumento della spesa sanitaria nei confronti del pil attualmente (8,9%) poco al di sotto della media europea (9%), ma distante dai valori che si registrano in Germania (11,3%), Francia (11%) e Belgio (10,4%).

Salute come diritto dei cittadini ad essere informati e a partecipare alle scelte di salute pubblica tramite le associazioni e la condivisione degli scopi.
Salute come informazione e sostegno alla prevenzione dei fattori di rischio (tabagismo, alcolismo, gioco d’azzardo, dipendenza dagli zuccheri, sedentarietà).

Salute come diritto a non essere una merce, controinformazione sulla pubblicità a prodotti falsamente utili come integratori, cibi corretti dall’industria, in farmacie trasformate in supermarket, rimedi falsi a bisogni veri.

Salute come diritto ad avere il trattamento appropriato nei tempi appropriati, puntare alla scomparsa della sanità mercificata e del consumismo sanitario, abolire gli sprechi, e governare le liste di attesa attraverso la selezione non dell’ultima moda o della medicina difensiva, ma solo delle reali esigenze sanitarie dei cittadini.

Salute come freno al contenzioso sanitario legale opportunistico, che rende il Servizio Sanitario un campo di battaglia invece di sancire l’alleanza fra operatori e cittadini; le aziende risarciscano gli errori come prevede la legge, ma gli operatori non vivano nella paura di essere denunciati, o questo abbatterà la possibilità di operare negli ambienti a rischio.

Salute come diritto a un’assistenza laica, dove le scelte delle donne e dei cittadini tutti su temi etici sensibili vengano rispettate.

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