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COP15 sulla biodiversità: guida alla sopravvivenza del mondo

Dal 7 al 19 dicembre 2022 a Montreal, in Canada, i governi di tutto il mondo si riuniranno per definire nuovi accordi e obiettivi per arrestare e invertire la perdita di natura. Come per la recente COP27 sul clima anche la COP15 sulla biodiversità parte in salita.

Gli obiettivi che le precedenti COP si erano date non sono stati raggiunti. I riscontri sulla efficacia delle politiche di conservazione vanno nella direzione opposta alle attese e confermano l’inesorabile perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi.

I punti cardine che, la Conferenza sulle parti della Convenzione sulla Diversità Biologica, pone agli attori politici ed economico-finanziari, sono tre:

 

  • La definizione di obiettivi chiari per affrontare lo sfruttamento eccessivo degli ecosistemi, l’inquinamento, la frammentazione degli habitat e le pratiche agricole non sostenibili;
  • Un piano che salvaguardi i diritti delle popolazioni indigene e riconosca il loro contributo come custodi della natura;
  • La definizione di accordi per indirizzare i flussi finanziari a programmi di salvaguardia della natura e al contempo indirizzare finanza verso investimenti sostenibili e lontani da quelli dannosi per l’ambiente.

 

Oggi possiamo contare su una conoscenza straordinaria degli ecosistemi e degli impatti che le società umane hanno sulla biodiversità e sul clima.

Su queste basi le istituzioni scientifiche internazionali da anni prescrivono ai governi di porre dei limiti allo sviluppo del sistema economico estrattivista, dissipativo e predatorio ma poco o nulla viene corretto.

L’importanza del rapporto tra capacità di carico degli ecosistemi e crescita economica mondiale è stato posto con forza già negli anni ’70 quando i calcolatori erano della grandezza di una stanza. È apparentemente paradossale che allo stato attuale malgrado l vasta  crescita delle conoscenze e la disponibilità di informazioni e le incredibili tecnologie a disposizione, i governi non agiscano adeguatamente.

Noi sappiamo che la perfetta coincidenza d’interessi tra i governi e i grandi gruppi di potere economico finanziario rende vani tutti gli appelli che si sono ripetuti nel tempo  sostenuti da evidenze scientifiche documentate, . Manca la volontà politica di interrompere il circolo vizioso.

 

E mentre il “cantiere” della COP si apre, la  Commissione europea ha prorogato l’autorizzazione all’uso dell’erbicida glifosato fino alla fine del 2023. Il terribile erbicida cancerogeno e fortemente nocivo per invertebrati terrestri e marini restarà in uso. Una decisione politica inequivocabile.

 

Una ipotetica guida per la sopravvivenza della vita sulla terra, riporterebbe al primo punto che il sistema economico e finanziario dominante, quello capitalista,  deve essere ribaltato.

 

 

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