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RIFORMA DEI TECNICI E DEI PROFESSIONALI: UNA SCUOLA A MISURA DI AZIENDA

In questi mesi, dopo l’approvazione in Cdm (18 Settembre) del Ddl relativo alla Riforma degli istituti tecnici e professionali, abbiamo letto analisi superficiali che spesso si sono concentrate sulla diminuzione del numero di iscrizioni in tali scuole, in contraddizione con l’intento annunciato di criticare la proposta di riforma e finendo così quasi a giustificarla.

Ci sembra perciò doveroso verso le studentesse e gli studenti, le loro famiglie e le lavoratrici e i lavoratori della scuola evidenziare i nodi più ambigui e rischiosi di una riforma che di fatto va a scardinare il sistema d’istruzione nazionale, piegandolo “alle esigenze specifiche dei territori”, cioè al tessuto economico delle diverse regioni.

Non si può non notare che già questo elemento è in piena continuità con l’autonomia differenziata, tanto cara all’attuale Governo, e provocherà una ulteriore difformità delle opportunità di istruzione, vista la differente connotazione dell’economia nei vari territori del Paese, e una differenza di insegnamenti e anche del monte ore di tali insegnamenti.

Non solo l’offerta formativa dovrà adeguarsi alle esigenze del territorio, ma sarà addirittura possibile attivare accordi di partenariato anche con soggetti privati per la co-progettazione dell’offerta formativa, per l’ampliamento e l’incentivazione dei percorsi di PCTO e la stipula di contratti di apprendistato di I livello, e inoltre stipulare contratti di prestazione d’opera per attività di insegnamento con persone provenienti dal mondo del lavoro e delle professioni.

La riduzione da cinque a quattro anni del percorso di studi professionale e tecnico è dunque solo la punta dell’iceberg di un progetto di riforma che mira a ridurre il tempo-scuola e mortifica gli apprendimenti e la costruzione di capacità critiche che da esse derivano, per incrementare l’acquisizione di competenze tecniche spendibili nel mercato del lavoro locale attraverso l’ampliamento del PCTO già dal biennio, l’apprendistato di I livello e programmi decisi dalle aziende, quindi nella pratica da Confindustria.

Invece di sciorinare numeri e percentuali dovremmo chiederci perché l’istruzione tecnica e professionale ha subito, negli ultimi anni, un calo nelle iscrizioni. La risposta riteniamo possa essere indicata nelle riforme dell’istruzione che si sono susseguite, a partire dalla Riforma Gelmini, e in quelle del 2012 e 2017 che hanno privato di qualità questo segmento di istruzione secondaria.

Ricordiamo, peraltro, che il 7 dicembre anche il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha espresso parere negativo su tale riforma

L’istruzione tecnica e professionale necessita piuttosto di una valorizzazione e non di un impoverimento dei curricula.

Crediamo che la scuola debba mantenere il suo compito culturale anche per l’istruzione professionale e in questa, a maggior ragione, offrire l’opportunità di apprendere conoscenze che possano rendere le studentesse e gli studenti in grado di scegliere alla fine dei percorsi da sé, ma forti di un bagaglio di conoscenze spendibili in qualsiasi ambito.

Diversamente, e come si può leggere nel progetto di riforma, vuol dire restare in una concezione gentiliana dell’istruzione.

Le conoscenze sono il motore delle tanto sbandierate competenze, ma è evidente che tale connubio risulta scomodo a chi teme le prime sapendo che sono le uniche che possano aprire le menti, formare persone pensanti e dotate di capacità di analisi, di critica e di libertà, l’esatto opposto dell’intento palese di plasmare schiavi asserviti al mercato e al precariato per il domani.

Alla luce dei pericoli insiti in siffatta riforma, tanto per i discenti quanto per i docenti che, al di là delle dichiarate promesse del ministro Valditara, difficilmente non saranno oggetto di taglio di organico e di ore di insegnamento, rivolgiamo un appello ai Collegi docenti che sono gli unici organi scolastici che possono deliberare la sperimentazione della riforma per l’a.s. 24-25, affinchè rifiutino in massa la sperimentazione.

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