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Il Karma dell’Occidente. A un anno dalla Pandemia

Ad un anno dalla Pandemia e/o Sindemia si è preferito l’economia alla Salute

“Ciò che abbiamo compreso in un anno è che ci siamo trovati di fronte al dilagare incontrollabile della pandemia, oggi di fatto divenuta una sindemia – un insieme cioè di patologie non solo sanitarie, ma anche sociali, economiche, psicologiche, dei modelli di vita, di fruizione della cultura e delle relazioni umane. Per combattere una pandemia dobbiamo trattarla come una sindemia migliorando la salute e cancellando le disuguaglianze.
Ma concentrandoci solo sul virus abbiamo fallito. “
( Richard Horton, TheLancet2021)

Un Fallimento Preannunciato: Non eravamo pronti !

Si può parlare, in primis, di un Fallimento Globale (Global Failure). Nei primi mesi del 2020 sono stati pubblicati una serie di articoli sulla prestigiosa rivista The Lancet, una guida dettagliatissima sullo scenario che si prospettava in vista di un virus nel contesto di una società interconnessa. L’appello a fare attenzione non è stato ascoltato. Di fatto, in un anno, 194 stati membri dell’OMS seguono tuttora 194 strategie diverse per affrontare il Covid-19.

Un Caos Globale invece di una Organizzazione Globale (Catastrophic Failure). A 12 mesi dalla dichiarazione della pandemia non c’è stato ancora alcun reale tentativo di Coordinare una Risposta Globale. I governi Occidentali e del Nord America non hanno dato attenzione ai chiari allarmi lanciati sul The Lancet.
Si è ritenuto superficialmente che la Cina non avesse la capacità di gestire un focolaio di una nuova malattia infettiva. Si è ritenuto altresì che l’Occidente non potesse essere colpito da questo virus, é stato sottovalutato, tanto che la nostra risposta è stata troppo lenta, troppo indecisa, si è rincorso il virus, invece di prevenirlo..

NON ERAVAMO PREPARATI A QUESTA PANDEMIA.

I motivi sono molteplici, una sequenza di indecisioni che costituiscono il più grande fallimento della politica scientifica della nostra generazione. È un momento che mostra come l’Occidente sia vulnerabile come mai successo prima. L’industria della Salute non si preoccupa delle popolazioni, della prevenzione, dell’essere preparati a un eventuale disastro pubblico, ma pensa a quanto profitto si può ricavare dalla Salute.
“La conseguenza di ciò è che non eravamo pronti.”

La Sindemia in Italia, si può riassumere nel numero complessivo di decessi, che ad oggi sono 97.227, e nel numero di contagi, che sono persistentemente alti con il relativo ricovero ospedaliero, sia in Reparti Infettivologici, sia in Terapia Intensiva, sia nel numero elevato di pazienti lasciati senza che sia davvero attuata la strategia delle 3 T ( Tracciamento, Tampone, Terapia), soprattutto fra le persone più in difficoltà..

Il 23 Febbraio del 2020, all’inizio di questa pandemia, in Italia iniziavano gli unici veri lockdown totali. In Lombardia, a Codogno e dintorni, e a Vo’ Euganeo in Veneto. In questi due luoghi il virus era stato stroncato, a dimostrazione che l’esperienza umana millenaria dell’isolamento dei contagi vale ancora qualcosa. Oggi, ad un anno di distanza, tutti i dati scientifici, e soprattutto l’esperienza diretta dei sanitari, ci dicono che sta cominciando la terza ondata del Covid, quella delle “varianti”, che potrebbe essere fermata solo dal potenziamento e riorganizzazione dei servizi sanitari e da una rapidissima vaccinazione di massa, attualmente impossibile in tempo breve con le attuali risorse e gestione politica e sanitaria, nonostante gli annunci dei governanti italiani e delle autorità UE.

Ma qual è il bilancio di quest’anno? Cosa non si è fatto? Cosa ci attende?

Piani pandemici

In Italia, oltre a questa scelta capitalistica, di un neoliberismo sfrenato, dove l’uomo conta come numero produttivo, il terreno era già fertile, legato come è stato  allo smantellamento del SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE IN 21 SISTEMI REGIONALI, a loro volta frazionati in Aziende. Ciò non ha permesso l’attivazione dei Piani Pandemici, che pur datati 2006, c’erano, ma semplicemente sono stati accantonati, perché ritenuti costosi e inutili in un paese come l’Italia (scelta fatta nel 2012). 

Falsi lockdown

Mancato lockdown totale, (scelta basata su decisioni di tipo economico su pressione di Confindustria) non sono state chiuse le fabbriche non essenziali, specie in Lombardia, comprese le fabbriche di armi, a dispetto dell’annuncio nei vari DPCM dell’apertura delle sole attività essenziali. Molte aziende non hanno fornito i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) adeguati ai lavoratori e non hanno messo in opera i protocolli di protezione, andando spesso anche a impedire agli stessi di denunciare. Ciò ha portato la diffusione del virus nei luoghi di lavoro, e da qui in ogni dove, soprattutto nelle famiglie dei lavoratori stessi, ove è impossibile mantenere le distanze di sicurezza. Anche i trasporti, non essendo stati potenziati, sono diventati veicolo di diffusione del virus.

Niente personale e zero prevenzione

Mancata assunzione e stabilizzazione del personale sanitario dedicato e a tempo indeterminato, soprattutto nei Dipartimenti di IGIENE e PREVENZIONE/Sanità Pubblica, con conseguenze immaginabili, quali il mancato tracciamento e ulteriore diffusione del virus.

Mancata implementazione della Medicina Territoriale in maniera uniforme in tutta Italia, delle cosiddette USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), con i malati Covid abbandonati nel proprio domicilio senza adeguata (se non assente del tutto) assistenza.

Mancata organizzazione di Ospedali Covid e non Covid, che ha portato alla drastica riduzione delle prestazioni per le altre patologie, con un aumento abnorme delle liste d’attesa, dando direttive Aziendali e Regionali di deviare le altre patologie alle Cliniche Convenzionate e accreditate , quindi favorendo il privato anche in questa occasione.

In tutti gli Ospedali sono stati creati dei presunti percorsi “Pulito/Sporco”, con ritardi organizzativi e mero trasferimento di personale, non adeguatamente formato, da altri reparti.

Atteggiamento attendista da parte dell’Aifa e degli Organi Competenti attraverso il protocollo del ” wait and see” per dieci giorni, passando poi a tre giorni a Novembre, monitorando solo il parametro della temperatura, nell’ erroneo presupposto di una guarigione spontanea in tempi brevi e nella speranza di decongestionare le strutture ospedaliere. Il risultato di questo errato approccio è stato, da una parte, le morti “evitabili” e, allo stesso tempo, le file chilometriche di ambulanze fuori i Pronto Soccorso con pazienti sospetti Covid che si rivolgevano al 118 poiché non assistiti in casa. Evidenziando ancora una volta l’abbandono e il depauperamento della Medicina Territoriale.

MMG (Medici di Medicina Generale) lasciati da soli, sprovvisti di DPI, e inibiti a fare visite domiciliari, ma solo il monitoraggio telefonico, con impossibilità persino nel chiedere i tamponi.

Sprechi e corruzione

Ordinazioni di DPI , fra cui le mascherine, le siringhe e le “primule” per i vaccini, lasciati nelle mani del plenipotenziario Arcuri (che ha compreso anche lo spreco dei banchi a rotelle per le Scuole) in un’ottica di acquisti che non ha tenuto conto delle reali esigenze dei malati, della popolazione, dei sanitari e dei lavoratori tutti.

Acquisti di DPI, anche per via diretta fatta dalle singole Regioni, che hanno evidenziato sprechi e truffe, gravi ritardi e carenze nell’approvvigionamento, oltre che la non idoneità (ricordiamo le mascherine ‘panni Swiffer’ spacciati per DPI), con conseguenze gravi sugli utilizzatori degli stessi e sulla salute della comunità tutta.

Mancato utilizzo delle Forze Militari e delle strutture ad esse adibite (ospedali Militari, navi ospedale, ecc.), uniche in grado di allestire ospedali da campo realmente operativi, con personale sanitario al completo e già formato per le emergenze.

Disagio e diseguaglianze

Aumento dei disturbi psichici e psichiatrici. Il senso di abbandono, la solitudine, avvertita principalmente dai malati sia nel loro domicilio che in una stanza di ospedale, la mancanza di informazioni chiare da parte delle istituzioni, la mancanza di accesso, soprattutto per chi privo di risorse economiche ma anche formative, all’assistenza sanitaria, e tutte le problematiche legate alla perdita di lavoro legata alla malattia, hanno determinato esiti negativi nella sfera psichica, emotiva, relazionale.

Esplosione dei casi di Violenza di Genere; la forzata convivenza ha accentuato sia gli episodi di abusi e violenza di genere che le mancate denunce nei confronti dei partner. Non si è voluto tener conto della prevedibile crescita di tale genere di violenza, dimostrando, ancora una volta, l’assenza e la superficialità di una classe politica che non tiene conto del fenomeno della stessa.

Aumento delle Diseguaglianze Sociali, con un alto tasso di contagi nei quartieri periferici e popolosi, dove la sofferenza abitativa è più accentuata e dove la medicina territoriale è lasciata al singolo Medico di buona volontà. Di fatto si è accentuato il divario sociale, perché chi occupa un ruolo di privilegio nella società si è potuto curare in strutture private ben attrezzate, e con tutti i mezzi a disposizione, mentre chi si trovava già in difficoltà economiche si è ritrovato sbattuto in P.S. intasati, e in attesa di posto letto in Rianimazione, quando ormai era già tardi, tra l’altro in solitudine e lontano dai propri cari.

Ritardi diagnostici e all’assenza di screening, o a chi impaurito dal Covid ha rinunciato sempre più a farsi curare, portando così un aumento considerevole delle patologie, anche importanti.
A questo va ad aggiungersi l’esplosione della povertà sanitaria: si stima che almeno 1 povero su 2 non abbia potuto curarsi attraverso gli enti che forniscono gratuitamente cure e medicine, e sia rimasto ancor più deprivato della necessaria protezione sociale.

Come per altri eventi di portata storica (terremoti, inondazioni, guerre, crisi economiche) l’attuale pandemia ha svolto e sta ancora svolgendo il ruolo decisivo di acceleratore delle diseguaglianze economiche e sociali già presenti nel nostro sistema sociale capitalistico.

Il diffondersi del coronavirus, e la conseguente crisi economica innescata da quella sanitaria, hanno ulteriormente peggiorato le condizioni della popolazione più fragile.

Considerazioni finali e prospettive

Insomma in tutti questi mesi, si è rincorso il virus, ma non si è fatto abbastanza per prevenirlo.
La strategia di Conte, Speranza e di gran parte dei paesi dell’Unione Europea si è rivelata fallimentare; e paradossalmente proprio il voler mitigare la pandemia senza Lockdown preventivi, mirati, strategici, ha prodotto più danni economici di un Lockdown vero.
Ora il nuovo governo eredita tutto il fallimento di quello precedente e se ne compiace, già preparandosi a fare le stesse cose. Alla fine sarà il virus a decidere e neppure Draghi, mera espressione di un’Unione Europea che ha sinora fatto acqua da tutte le parti, potrà evitare il duro impatto con la realtà.
Se saremo fortunati e ci sarà un rallentamento dei contagi, cosa attualmente non prevedibile, si potrà continuare con la matita di vari colori, e con una costante di morti a cui ci stiamo abituando. Se invece ci sarà un nuovo collasso sanitario, che già si annuncia in alcuni territori e regioni, allora dovranno decidere il Lockdown con il massimo di ritardo e nelle condizioni peggiori. Parafrasando un giudizio storico, hanno rinunciato alla salute per salvare l’economia, e abbiamo perso sia la salute che l’economia.

Per questo, adesso che abbiamo a disposizione tanti tipi di vaccino, indispensabili per porre fine alla pandemia, chiediamo, come Potere al Popolo, che gli stessi vengano svincolati dai brevetti per permettere a tutti i popoli del mondo di poterne usufruire, in nome del Diritto Universale alla Salute!

L’11 marzo, nell’anniversario della dichiarazione dell’OMS dello stato di pandemia da Covid-19, costruiremo una giornata di sensibilizzazione e azione sulla questione dei vaccini. Non è possibile uscire dall’emergenza sindemica se non si obbligano le multinazionali a smettere di speculare sulla nostra salute, ad utilizzare i vaccini come occasioni di profitto, usufruendo di soldi pubblici, interrompendo forniture e disattendendo accordi, non socializzando i brevetti, e dunque impedendo di fatto la produzione del vaccino da parte di altri, vanificando le possibilità di garantire l’immunità alla maggioranza della popolazione, proteggendola finalmente!
Qui è possibile leggere il nostro appello. La campagna si muove nel solco della mobilitazione europea Right2Cure, lanciata mesi fa, e che è possibile sostenere firmando qui!

LA SALUTE PRIMA DI TUTTO !

Tavolo Nazionale Sanità Potere al Popolo!

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