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[CAMPANIA] CHI SONO I LAVORATORI DEL 118?

Il servizio di 118 in regione Campania si appoggia diffusamente su Croce Rossa, Misericordia, Bourrelly, Humanitas e chi più ne ha più ne metta.
Una sorta di partita di giro per cui spesso ruotano gli appalti ma la sostanza è sempre la stessa: l’esternalizzazione di gran parte del servizio per l’emergenza e urgenza territoriale, secondo la classica logica del massimo risparmio, a danno della qualità complessiva del servizio.

I lavoratori, in particolare infermieri e autisti soccorritori, sono inquadrati come “volontari”: hanno diritto a un rimborso spese di circa 3,5€ l’ora, per turni massacranti e deregolamentati. Spesso lavorano senza assicurazione, con titoli non adeguati, senza accesso a corsi di formazione e a tutte le garanzie di chi svolge lo stesso, identico lavoro come dipendente diretto.
È il segreto di pulcinella: lo sanno tutti; nessuno fa niente.

In questa emergenza Covid-19, su un servizio 118 già in gravissima crisi, è precipitata anche la somministrazione a domicilio dei tamponi col loro trasporto nei laboratori dedicati; il trasporto dei pazienti sintomatici negli ospedali; i tempi e le responsabilità delle sanificazioni dei mezzi, degli approvvigionamenti dei DPI intervento dopo intervento, della vestizione e svestizione del personale e una lista di ‘eccetera’ da far paura. Solo un folle avrebbe pensato che si sarebbe potuto reggere a questa ennesima pressione.

I lavoratori della “Misericordia” di Caivano sono in stato di agitazione: denunciano da giorni la scarsa dotazione di DPI, la sollecitazione a utilizzarli più e più volte nonostante siano dotazioni usa e getta e già in partenza non a norma, la proposta di risparmiare sul loro consumo cessando le dotazioni degli autisti soccorritori.
A Sala Consilina il contagio di infermiera e autista soccorritore dell’unica autoambulanza “Humanitas” della zona ha comportato la sospensione del servizio fino a loro rientro.
A Napoli città (e Capri) si lavora con soli 19 mezzi di giorno e 16 di notte, non tutti con medico a bordo. È un vero e proprio colpo di grazia quello della gestione dell’emergenza Coronavirus, a pensare al numero di chiamate “ordinarie”, alla superficie da coprire, alla densità di popolazione della città, ai trasferimenti da ospedale a ospedale, ai ritardi di ore per un ricovero Covid-19, di giorni per la somministrazione di un tampone. Anche qui “Croce Rossa” e “Bourrelly” sopperiscono alle mancanze dell’azienda sanitaria.

“Niente dovrà più essere come prima” significa, a fine emergenza, pretendere anche che non siano più esternalizzati e ceduti a privati i nostri servizi essenziali.
Per la tutela dei diritti di tutti, dei lavoratori e di chi di una sanità pubblica affidabile ed efficiente ha un bisogno sempre più disperato.

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