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[Napoli] Primo caso di coronavirus all’ASIA di Napoli. Messa in sicurezza immediata ed esercito a raccogliere i rifiuti nelle strade!

È delle prime ore di venerdì 13 marzo la notizia del primo lavoratore positivo al tampone all’ASIA, l’azienda municipalizzata del Comune di Napoli che si occupa dei servizi di igiene ambientale come la raccolta dei rifiuti urbani.
Le autorità hanno poi immediatamente provveduto a mettere in quarantena altre decine di lavoratori, entrate in contatto con l’uomo contagiato dal coronavirus.

È da giorni che le Rappresentanze Sindacali Unitarie rivendicano il rispetto delle prescrizioni governative e delle autorità sanitarie. L’ASIA, infatti, ha dotato solo tardivamente i dipendenti di alcuni dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) necessari ad affrontare l’emergenza. Lo ha fatto tra l’altro in maniera insufficiente: le mascherine in dotazione sono mascherine chirurgiche o, nel migliore dei casi, FFP1, che non tutelano sufficientemente la salute, dal momento che occorrerebbero quelle FFP3. Per di più, a qualche lavoratore, alla richiesta di un ricambio quotidiano delle mascherine, è stato risposto che avrebbe potuto tranquillamente lavarla e riutilizzarla l’indomani! Il sistema di timbratura, che prevedeva lo “scan” della mano dei dipendenti, ha continuato a funzionare, malgrado le proteste dei lavoratori, fino a due giorni fa, mettendo inutilmente a rischio la salute dei dipendenti, laddove era immediatamente possibile individuare soluzioni alternative.
Per non parlare delle distanze minime di sicurezza, difficilmente rispettabili sia nei distretti, dal momento che la ristrutturazione aziendale andata avanti nel corso degli anni ha previsto la riduzione degli spazi in cui si riuniscono i lavoratori, costringendoli così “all’ammasso”, sia sui camion deputati alla raccolta dei rifiuti.

L’azienda, anziché minacciare provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti che osano rivendicare il rispetto del diritto alla salute, ben farebbe ad adempiere il prima possibile agli obblighi di legge. Come Potere al Popolo!, rivendichiamo, a maggior ragione dopo la notizia del primo caso di coronavirus in ASIA, l’immediata messa in sicurezza di tutti gli impianti, i mezzi, le attrezzature di lavoro, nonché la fornitura di DPI sufficienti e adeguati nel numero e nella tipologia. Nel periodo necessario alla sanificazione e alla predisposizione delle condizioni di sicurezza, i dipendenti devono poter godere dello stipendio pieno: non si possono scaricare i costi su lavoratori e lavoratrici.

Fino a quando ciò non avverrà, considerato che i servizi di igiene ambientale rientrano tra le attività necessarie per la salvaguardia della salute del nostro popolo, chiediamo che siano l’Esercito e le Forze dell’Ordine a occuparsi della raccolta dei rifiuti, come avvenuto in alcuni casi nel recente passato.

La salute dei lavoratori e delle lavoratrici e di tutto il nostro popolo viene prima di ogni altra cosa.

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