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[BARI] Dubbi sulla centrale biogas a Terlizzi

impianto biogas terlizzi
Potere al Popolo Bari e Provincia e i dubbi sulla centrale a Biogas a Terlizzi

Come Potere al Popolo siamo con le lotte e le istanze sociali, politiche ed ambientali dei territori.

Come ci trovate nel Salento con i No Tap, a Taranto, in cui si vive il ricatto decennale salute e lavoro, con l’Ex Ilva, o a Brindisi, inquinata da petrolchimico e centrali a carbone, cosi è doveroso essere presenti a Terlizzi, che in passato ha vissuto già la tragedia di Scianatico e dove ora si vuol costruire una centrale a biomasse.

A Terlizzi, in località “Strada Comunale Monte Serino”, potrebbe nascere un impianto a biogas per produrre metano liquido per autotrazione e da parte della Sorgenia Bio Power.

L’area scelta per la realizzazione è a ridosso di una zona dell’agro di rilevanza storica, culturale e natura quale la via Francigena-Appia Traiana, fra l’altro possibile tratto del piano ciclabile nazionale, che invece con l’impianto vedrà l’aumentare del traffico di mezzi pesanti e relative conseguenze per un’area ancora incontaminata.

In tale zona l’impianto dovrebbe estendersi per 47.000 metri quadri, l’equivalente di 6 campi da calcio, e la produzione di gas sarebbe pari a 500 smc/h.

Si tratta di un impianto a digestione anaerobica alimentato prevalentemente da sansa (sottolavorazione olive), ma anche pollina (deiezioni di natura avicola) e sottoprodotti ortofrutticoli.

Nonostante le rassicurazioni che Sorgenia pubblica sul suo sito (La realizzazione dell’impianto, che coerentemente con la sua vocazione è localizzato in area agricola, comporterà la rimozione di circa 400 olivi che verranno comunque sostituiti da nuovi alberi, come richiede l’ispettorato agricolo. Molti degli ulivi saranno riposizionati ai confini dell’impianto stesso per mitigarne la visibilità. Altri saranno donati al Comune per valorizzare aree urbane degradate ), non possiamo non chiederci che impatto avrà tale impianto sull’ambiente e sul territorio.

Stando sempre a quanto dichiara Sorgenia, l’impianto per alimentarsi avrà bisogno di circa “73.500 tonnellate (pari all’82% del totale)” per produrre “oltre 70.000 tonnellate di digestato” e solo 3000 tonnellate di bio GNL.

Che si fa di quel digestato?

L’azienda sostiene che il digestato prodotto andrebbe poi usato in agricoltura come fertilizzante. In realtà la normativa vigente lo considera un rifiuto che non può essere riversato sui campi liberamente come avviene per un ammendante compostato misto.

Negli ultimi anni la realizzazione di tali impianti è sempre più frequente per via degli incentivi di cui questi impianti considerati “sostenibili” godono.

Infatti anche nella bozza del PNRR (Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza) ci sarebbe uno stanziamento pari a 2,2 Mld euro per nuove realizzazioni.

Il vantaggio di tali incentivi è molto alto.

Essi permettono a chi investe di ottenere un introito diverse volte maggiore rispetto al valore di mercato del prodotto finale.

Le tempistiche di questi incentivi sono, tra l’altro, stringenti. Questo spinge le aziende a realizzare gli impianti il più velocemente possibile, mettendo a rischio la sicurezza. E’ quanto avvenuto in alcuni casi, dove a causa della scarsa cura nella realizzazione e manutenzione degli stessi nel tempo ci sono stati sversamenti nei terreni e fuoriuscite di olezzi anche sulla lunga distanza.

L’impianto di Terlizzi fa nascere dubbi fin dal suo iter procedimentale. Prima una PAS (procedura autorizzativa semplificata) rigettata, ora una Autorizzazione Unica comunque mancante di numerosi dettagli necessari ai fini valutativi.

Ma perché non una Valutazione di Impatto Ambientale?

Anche la Regione attraverso l’Arpa ha posto l’osservazione.

La sansa, dal momento in cui da essa si ricavano altri oli alimentari, è davvero uno “scarto” di produzione o è una risorsa?

Perché un’associazione di produttori di oli alimentari (Assitol) ha fatto un esposto al Mise chiedendo di eliminare la sansa dalla lista redatta dal GSE relativa a sotto-prodotti e scarti impiegati per estrarre gas?

Come Potere al Popolo riteniamo che si debba informare la cittadinanza sui possibili rischi che quest’opera porta con sè.

Per tutte le contraddizioni evidenziate riteniamo che la realizzazione di questo impianto sia troppo impattante e che non si debba costruire.

Laddove ci sono grandi investimenti di capitale in mano ad aziende private, l’interesse comunitario passa in secondo piano, a favore del profitto di pochi ed a scapito dell’ambiente.

Cui prodest?

Come Potere al Popolo Bari e provincia siamo pronti a sostenere la lotta della comunità locale.  Auspichiamo che sempre più persone si interessino alla questione. Riteniamo che solo una cittadinanza consapevole possa affrancarsi da un sistema che la desidera silente sulle scelte prese sulle proprie teste e vite.

Potere al popolo Bari e provincia (gruppo di azione)
https://www.facebook.com/poterealpopolobarieprovincia

per contatti
poterealpopolobarieprovincia@gmail.com

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