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[NAPOLI] In un cantiere di Trenitalia decine di lavoratori a rischio!

Il 13 marzo inviavamo una diffida alle autorità competenti per denunciare lo stato di insicurezza in cui sono costretti a operare i lavoratori del sito dell’IMC Alta Velocità di Gianturco (Napoli) di responsabilità di Trenitalia. I provvedimenti adottati alfine di prevenire il contagio di Covid-19 nel cantiere e negli uffici ivi allocati sono del tutto insufficienti e a distanza di quasi una settimana ben poco è cambiato.

In particolare:

a) I convogli rientrano in deposito dopo i servizi commerciali e vengono consegnati alla manutenzione, realizzata sia da dipendenti Trenitalia che dalle ditte fornitrici della stessa (Hitachi, Sitav, Bombardier e loro sub fornitori quali Monticelli, Fdg, Contact, KnorrBremse, Favelay), senza alcun tipo di sanificazione e spesso con ancora presenti a bordo i rifiuti commerciali;

b) I locali destinati ad uffici, in cui si lavora senza soluzione di continuità (24h al giorno e 7/7 la settimana) sono sovraffollati e le distanze di sicurezza prescritte dai decreti non sono affatto rispettate;

c) La pulizia e sanificazione dei suddetti locali non viene effettuata se non dopo reiterate e insistenti richieste e comunque a distanza di giorni l’una dall’altra e in ogni caso, in occasione delle presunte e insufficienti sanificazioni, non viene rilasciato alcun tipo di certificazione che ne dia evidenza non dubbia;

d) il personale della ditta “DussMann” che si occupa delle pulizie convogli e locali è stato, in questi giorni, dimezzato rendendo le condizioni igienico-sanitarie dei locali ancora più critiche e di difficile gestione;

e) il personale che lavora sui convogli, per natura stessa del lavoro svolto, è impossibilitato a mantenere la distanza di un metro dai propri colleghi e i DPI per limitare il rischio contagio, quando vengono distribuiti, sono quasi sempre inadatti; basti pensare che ci sono operatori con mascherine di carta di dubbia provenienza o al più con le FFP1 a fronte delle FFP3 adatte a questo tipo di prevenzione;

g) al momento dell’invio della nostra diffida il servizio commerciale aveva ridotto le uscite commerciali dal deposito IMC da 20 (circa) a 2 giornaliere, ieri siamo arrivati all’azzeramento. Non sappiamo se nei prossimi giorni ripartiranno o meno le commesse, ma riteniamo che a fronte della riduzione drastica dei servizi commerciali non si spiega la necessità di mantenere aperto un sito con così tanto personale e con un così alto fattore di rischio contagio del Covid-19 in un periodo nel quale si cerca di contenerne la propagazione.

Ad oggi gli unici provvedimenti aggiuntivi sono stati la distribuzione di gel igienizzante per le mani e la riduzione del personale impiegato negli uffici di qualche unità.

Pertanto abbiamo richiesto alle autorità competenti di intervenire tempestivamente al fine di ripristinare le misure di sicurezza a tutela della salute e di procedere all’individuazione dei responsabili delle violazioni o in alternativa di procedere alla chiusura del cantiere e degli uffici ivi allocati laddove non fosse possibile assicurare tutte le condizioni di sicurezza succitate.

Invitiamo le istituzioni locali e in particolare il Governatore De Luca di provvedere alle situazioni effettivamente a rischio invece di fare dichiarazioni roboanti che lasciano il tempo che trovano.
Nella nostra regione sono decine le segnalazioni ricevute di attività in cui si ammassano decine o centinaia di lavoratori costretti a operare in condizioni di prevenzione non adeguate. In alcuni casi abbiamo ricevuto segnalazioni di ricoveri o contagi per Covid-19. Bisogna agire prontamente, controllare che ovunque siano rispettate le condizioni di sicurezza e chiudere quei siti dove tali condizioni non possono essere garantite. Ma il Governatore De Luca pensa invece a schierare l’esercito per impedire che le persone isolate facciano passeggiate nei propri quartieri. Stiamo rasentando il ridicolo.

  • Prossime iniziative

    luglio, 2020

    01lug18:3021:00Roma - Roma città pubblica Assemblea cittadina#indietrononsitorna

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