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[Siena] Vostre le decisioni, nostre le conseguenze

Sabato 31 Ottobre alle ore 16 abbiamo deciso di scendere in piazza a Siena sulla spinta di tanti e tante esasperati dalle conseguenze dei provvedimenti incoerenti, parziali e tardivi da parte delle istituzioni, che vanno a colpire solo i più deboli e non ci tutelano dal punto di vista sanitario ed economico. Il governo ha cercato per mesi di dare l’impressione di rispondere alle esigenze di tutti, quando invece ha evitato accuratamente di pianificare risposte serie ed adeguate alla fase drammatica che stiamo vivendo, tutelando solamente i profitti dei grandi capitali. Ci rivolgiamo quindi ai piccoli commercianti, ai lavoratori precari, alle piccole partite IVA, ai cassaintegrati a cui non sono arrivati i soldi, ai disoccupati, ai lavoratori della cultura e dello spettacolo dicendo che non dobbiamo aver paura di manifestare il nostro malcontento e le nostre richieste, uscendo dallo schema binario “o stai con il Governo e il lockdown o stai con la destra e gli imprenditori”. Dobbiamo far valere un punto di vista autonomo e
rifiutare la contrapposizione tra salute e sopravvivenza. Se appaiono contrapposte, è solo perché il Governo e le Regioni non vogliono dare soldi a chi ne ha bisogno e non vogliono investire su servizi pubblici come sanità e trasporti.
Serve invece:
potenziare il sistema sanitario pubblico, la scuola e i trasporti;
garantire il piccolo commercio, il reddito e la cassa integrazione; per chi lavora;
che lo stato rilevi le aziende in crisi e garantisca l’occupazione;
serve la prosecuzione del blocco dei licenziamenti e degli sfratti;
prendere i soldi dove ci sono e a chi continua ad arricchirsi nonostante la crisi.
Hanno cercato per mesi di dare l’impressione di tutelare gli interessi di tutti, quando invece hanno evitato accuratamente di pianificare risposte serie ed adeguate alla fase drammatica che stiamo vivendo, dal punto di vista sanitario ed economico. Le conseguenze dei provvedimenti incoerenti, parziali e tardivi da parte delle istituzioni, ben attente a tutelare solo privilegiati e grandi patrimoni, le stiamo pagando e le pagheremo solo noi, i ceti popolari.

Cosa possiamo fare quindi?

Innanzitutto non aver paura di manifestare il proprio malcontento e le nostre richieste, uscendo dallo schema binario “o stai con il Governo e il lockdown o stai con la destra e gli imprenditori”: dobbiamo far valere un punto di vista autonomo.

Cosa vogliamo?

– UNIFICARE. Rifiutiamo la contrapposizione tra salute e sopravvivenza. Se appaiono contrapposte, è solo perché il Governo e le Regioni non vogliono dare soldi a chi ne ha bisogno e non vogliono investire su servizi pubblici come sanità e trasporti.

– ALLARGARE. Non ci sono solo i piccoli commercianti ma anche lavoratori a nero fuori da ogni tutela, lavoratori precari, finte Partite IVA, badanti, cassaintegrati a cui non sono arrivati i soldi, disoccupati, lavoratori dipendenti che appena finisce il blocco dei licenziamenti saranno messi per strada. Anche questi soggetti devono prendere parola ed essere riconosciuti.

– PROPORRE. E’ evidente che le cose non funzionano perché ci sono troppi poteri in contrapposizione fra loro, perché non c’è pianificazione, perché si seguono le logiche del libero mercato e dell’individualismo. Serve potenziare il sistema sanitario pubblico, la scuola e i trasporti, serve garantire il piccolo commercio, il reddito e la cassa integrazione per chi lavora, serve che lo stato rilevi le aziende in crisi e garantisca l’occupazione, serve la prosecuzione del blocco dei licenziamenti e degli sfratti. Andando a prendere i soldi dove ci sono e a chi continua ad arricchirsi nonostante la crisi.

Aderiscono:

Potere al Popolo
Cravos
Noi Restiamo
Rifondazione Comunista

QUI L’EVENTO FACEBOOK https://www.facebook.com/events/266159148152792/

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