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[CIVITAVECCHIA] MAI PIÙ CONTRAPPOSIZIONE TRA AMBIENTE E LAVORO

Notiamo con molto rammarico che tra ampi settori del lavoro portuale e forze ambientaliste della nostra città è in atto uno scontro verbale molto acceso. Il tutto è scaturito dalla proposta del presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia, Enrico Luciani, di scaricare una parte del carbone di Torre Valdaliga Nord sulle banchine merci del porto, per tamponare la grave perdita di lavoro e salario che sta colpendo il nostro scalo a causa della crisi economica dovuta al Covid-19.

Il risultato di questo scontro è il riacurisi di una vecchia ed evidentemente mai sopita frattura, che vede contrapposti i diritti dei lavoratori e le tematiche ambientali. Sin dalla sua nascita, Potere al Popolo Civitavecchia lavora affinché questa ingiusta contrapposizione sparisca, poiché questo è il terreno su cui speculatori, multinazionali e poteri forti hanno seminato discordia per sfruttare il nostro territorio e ridurlo in miseria.

Comprendiamo senza difficoltà le posizioni di tutti, scaturite da preoccupazioni che sono inevitabilmente anche le nostre. Ci sono chiare le motivazioni per cui la Compagnia Portuale cerca soluzioni che garantiscano, almeno nel breve periodo, il sostentamento economico per le famiglie dei suoi soci e di altri operatori portuali. Comprendiamo la richiesta a Enel di restituire, almeno in parte, i guadagni che da decenni il colosso energetico raccoglie a Civitavecchia, con gravi conseguenze per l’ambiente e con il sacrificio dei nostri operai.

Capiamo altresì le preoccupazioni delle forze ambientaliste, riguardo al maggiore impatto ambientale che le procedure proposte avrebbero rispetto a quelle già in atto, visto, tra l’altro, il traffico di automezzi necessario al trasporto del combustibile dalle banchine alla centrale.

Aggiungiamo a questo che la nostra città è arrivata alla presente crisi in una situazione già molto grave. Il porto era in forte difficoltà e scosso da vertenze e mobilitazioni, così come il settore energetico, con i tagli sciagurati di personale, sicurezza e manutenzione da parte di Enel e Tirreno Power.

La situazione ambientale è da sempre sotto gli occhi di tutti i nostri concittadini, con i casi di tumori mortali in aumento costante e il nostro territorio e il nostro mare devastati dall’inquinamento di porto e centrali.

Terminata l’emergenza sanitaria, la nostra città dovrà quindi affrontare una sfida epocale per non soccombere alla miseria. Alla dolorosissima conta dei morti si aggiungerà il conto dei posti di lavoro persi, che sarà enorme e si andrà a sommare ad una crisi occupazionale già gravissima nella nostra città.
L’unico modo per non uscire sconfitti da questa situazione è un progetto per rilanciare l’economia cittadina, che si occupi contemporaneamente della salute, dell’ambiente e del lavoro.

Dobbiamo difendere e restituire dignità e forza alla nostra sanità pubblica. Ora è finalmente chiaro a tutti che i tagli e le risorse deviate alle strutture private hanno posto in grave pericolo i pazienti e gli operatori sanitari. Nonostante questo, medici e infermieri stanno svolgendo un lavoro esemplare per garantire le cure a chiunque ne ha bisogno.

Dobbiamo garantire un futuro senza centrali a combustibili fossili alle generazioni più giovani, accogliendo il loro appello a mettere fine alla devastazione del territorio in cui viviamo. Le compagnie energetiche e il governo centrale devono farsi carico di garantire seri progetti occupazionali ad un territorio che ha pagato un prezzo inaccettabile di vite umane.

Dobbiamo continuare ad opporci fermamente al progetto di realizzazione di una nuova centrale a gas a TVN, puntando invece ad un polo di ricerca e produzione di energie rinnovabili.
Il porto deve superare la dipendenza da pochi e specifici comparti, come quello crocieristico, poiché questo sistema, in caso di una crisi di settore, mette a repentaglio la stabilità economica di troppe famiglie. L’autorità portuale dovrà difendere i diritti dei civitavecchiesi dall’estremo sfruttamento delle compagnie di navigazione, richiedendo tariffe più alte e garantendo forme di reddito ausiliario per tutti i precari del porto. Serve un nuovo piano regolatore portuale in cui la diversificazione delle categorie merceologiche, la cantieristica navale e lo sviluppo di strutture sostenibili per l’ambiente siano al centro del progetto.

Per ottenere questi risultati abbiamo la necessità di creare un ampio fronte, solidale e popolare, per resistere al virus e agli attacchi che speculatori e potenti porteranno alla nostra gente!
È per questo che invitiamo lavoratori e ambientalisti della nostra città a stemperare i toni, per consentire l’inizio di una seria e costruttiva discussione. Dobbiamo permettere alle classi popolari a cui apparteniamo di essere protagoniste della ricostruzione. Il fuoco amico deve cessare immediatamente. Sono già troppi gli avvoltoi che girano sulle nostre teste ed è contro di loro che dovremo lottare per far valere i nostri diritti. I colossi energetici, le compagnie di navigazione e la malavita organizzata non aspettano altro che trovare la solita Civitavecchia litigiosa e autolesionista per sferrare l’attacco finale e prendersi quel poco che ci è rimasto.
I soldi per affrontare la crisi nell’immediato e costruire il benessere di cui la nostra città ha bisogno arriveranno solo se avremo la forza di lottare per ottenerli.
I fondi europei, gli stanziamenti governativi, i bandi regionali e le casse dell’autorità portuale dovranno finanziare la ricostruzione della nostra economia e permettere che nessuno rimanga indietro.
È giunto finalmente il momento di cancellare i vecchi dissapori, guardarsi in faccia e avere il coraggio di lottare tutti per uno stesso obiettivo.

Ci facciamo dunque promotori di un’assemblea pubblica online che, attraverso una semplice piattaforma, metta di nuovo in connessione le istanze dell’ambiente, della salute e del lavoro!

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