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BASTA REPRESSIONE IN TURCHIA: FREE GRUP YORUM

Che succede in Turchia?

Helin Bölek e Mustafa Koçak sono diventati martiri rispettivamente dopo 288 e 297 giorni di sciopero della fame. La loro colpa? Essere oppositori politici del Governo di Erdoğan.
Mustafa Koçak era stato arrestato nel 2017 in base all’accusa di terrorismo formulata da un collaboratore della polizia.
Helin Bölek faceva parte di Grup Yorum, collettivo musicale della galassia artistica della sinistra turca, fondato nel 1985 e da sempre perseguitato dal governo. Dal luglio del 2016 al Grup Yorum è stato imposto il divieto di esibizione in pubblico, mentre il loro Centro Culturale ha subito ripetute e violente perquisizioni con arresti. Come Helin anche Ibrahim Gökçek, il bassista del gruppo, ha scelto di iniziare lo sciopero della fame e si trova ora al suo 317mo giorno di digiuno.
Dopo il tentativo di colpo di stato militare dell’estate del 2016, Erdoğan ne ha approfittato per inasprire la repressione nei confronti degli oppositori politici, in particolare le organizzazioni della sinistra popolare, benché non avessero avuto coinvolgimenti con il colpo di stato.

Nelle carceri turche si stima vi siano circa 30.000 prigionieri politici. Alcuni di loro sono avvocati come Aytaç Ünsal e Ebru Timtik del gruppo di difesa legale “Avvocati del popolo” che si sono spesi per difendere oppositori politici (il Consiglio nazionale forense calcola 605 avvocati arrestati dal luglio 2016 al febbraio 2020, con 345 le condanne per un totale di 2.145 anni di prigione).

Con l’esplosione del Covid 19 la situazione si è aggravata: se da un lato il Governo Erdoğan ha concesso l’indulto ad una parte dei detenuti comuni (compresi mafiosi e assassini), dall’altra ha peggiorato le condizioni detentive dei prigionieri politici, con l’eliminazione dei colloqui con i familiari e la regolamentazione più stringente dei colloqui con gli avvocati.

In questa situazione il Governo Conte che fa?

Continua l’export di armi verso la Turchia, una delle attività inserite per decreto tra quelle essenziali, mentre l’Ue continua, anche grazie al contributo italiano, a fornire miliardi al regime di Erdoğan per trattenere i profughi delle guerre causate dalla stessa Turchia in Siria. Un’ipocrisia senza fine.

Potere al Popolo sostiene la lotta dei prigionieri politici turchi.

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