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“QUI NON SI RESPIRA”: OGGI SCIOPERO SPONTANEO ALLA ELECTROLUX!

A Susegana c’è uno degli stabilimenti più grandi del veneto. I lavoratori, costretti a stare in fabbrica con le mascherine per le norme anti-covid, avevano chiesto nei giorni scorsi di poter avere qualche pausa in più per rifiatare. Le mascherine e le altissime temperature dello stabilimento rendono difficoltosa la respirazione. Niente pause, ha risposto l’azienda: si deve fabbricare un frigorifero ogni 42 secondi. Essere produttivi viene prima del respiro che vi manca. E così i lavoratori oggi hanno scioperato, uno “sciopero per respirare”, come dicono loro. E hanno ragione.

La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro in epoca di COVID si può ottenere solo se si riducono i ritmi di lavoro. Non basta fornire i dispositivi di protezione individuale, cosa che per altro in molte realtà lavorative non avviene, bisogna che siano adeguate e che le aziende modifichino la loro organizzazione e i loro ritmi perché lavoratrici e lavoratori possano svolgere in sicurezza e senza soffocare le proprie mansioni.
In molti luoghi di lavoro è su questo che si gioca lo scontro, perché formalmente il lavoratore ha ciò che è previsto per legge, ma se, come allo stabilimento Electrolux di Susegana davanti a voi scorrono 85 frigoriferi ogni ora, questi dispositivi diventano insopportabili.

Sosteniamo questo sciopero e la rivendicazione essenziale di poter respirare! Come si fa? Riducendo i ritmi, introducendo pause di cinque minuti ogni trenta come proposto dai lavoratori!

Crediamo che questo stesso sostegno debba arrivare dalle organizzazioni sindacali che, invece, purtroppo si sono schierate contro la decisione dei lavoratori e del loro delegato più conosciuto Augustin Breda che da anni si batte per la salute e sicurezza all’interno dell’azienda. Proprio per questa sua attività è stato anche licenziato dal gigante degli elettrodomestici con un pretesto infondato. Agustin e tutta la RSU hanno lottato per il suo reintegro che è arrivato giusto due anni fa con una sentenza del tribunale di Pordenone che ha stabilito che si trattava di un licenziamento ritorsivo! Siamo al tuo fianco Augustin, e al fianco di tutti i lavoratori!

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