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I Cpr sono costosi e disumani. No a un nuovo centro in Toscana. Sì a investimenti nell’accoglienza virtuosa gestita dal pubblico.

Anche noi abbiamo partecipato al presidio indetto oggi da Rete Antirazzista Fiorentina, Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra, Umani per R-esistere e Firenze Città Aperta, alle 14.00 sotto Palazzo Vecchio.

Lamorgese doveva invertire la politica di Salvini, e invece si ritorna sulle vecchie soluzioni. Sono aumentati i respingimenti nel mediterraneo, si prosegue nel finanziamento dei lager libici e della guardia costiera libica, ora si vorrebbe anche costruire un Cpr in Toscana.

I Cpr sono la stessa cosa dei Cpt e dei Cie, vere e proprie carceri dove si finisce senza aver commesso reati, per il solo motivo di non avere i documenti apposto.

Sono luoghi inumani, perchè oggi in Italia ottenere i documenti è difficilissimo, tra burocrazia, disservizi, mancanza di organico e vere e proprie strettoie legislative. Nonostante ciò si scarica sugli immigrati la macchinosità del meccanismo di ingresso nel nostro paese.

Sono luoghi anticostituzionali, perchè nessuno può essere privato della propria libertà in assenza di reato, per via puramente amministrativa.

Sono uno spreco di risorse, perchè accogliere un migrante è più economico e, in prospettiva, utile, che rinchiuderlo in un Cpr per poi, quando il meccanismo funziona ed esistono accordi bilaterali con i paesi d’origine, rimpatriarlo.

Per questo diremo sempre No a un nuovo Cpr in Toscana

La nostra soluzione al “problema” dell’immigrazione:

  • riforma del Trattato di Dublino, restituendo piena libertà di circolazione ai migranti oggi bloccati in Italia, facendo gravare equamente l’accoglienza su tutti i paesi europei;
  • il superamento della gestione emergenziale, militarizzata e “straordinaria” dell’accoglienza, proponendo – a partire dal modello SPRAR – centri di piccole dimensioni, gestite dal pubblico e che permettano a chi arriva percorsi autonomi di inserimento, abitativo, sociale, lavorativo, indipendentemente dal loro status giuridico;
  • la valorizzazione delle professionalità coinvolte nell’accoglienza, persone oggi costrette a contratti precari e a supersfruttamento;
  • l’abolizione del regolamento di Dublino III, delle leggi Minniti-Orlando, dei decreti Salvini e di tutte le leggi razziste che lo hanno preceduto;
  • l’abrogazione degli accordi bilaterali che permettono il rimpatrio forzato e di quelli che servono ad esternalizzare le frontiere, per l’attivazione di canali legali e protetti d’ingresso in Europa;
  • l’abrogazione del T.U. in materia di immigrazione (Bossi–Fini) frutto di emendamenti della Turco–Napolitano, la rottura del vincolo tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, la chiusura di tutte le forme di detenzione amministrativa, il passaggio di competenze ai Comuni per il rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno, meccanismi di regolarizzazione permanente;
  • l’approvazione dello ius soli e la sua estensione a chi è comunque cresciuto in Italia, una revisione estensiva della legge sulla cittadinanza, il diritto di voto a partire dalle elezioni amministrative per chi risiede stabilmente nel nostro paese.

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