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Le scellerate scelte del governo per l’Eni di Stagno a danno di salute e ambiente

I timori e le preoccupazioni che come Potere al Popolo Livorno avevamo espresso nel corso del 2020 circa il futuro dell’impianto Eni e della salute dei livornesi, sembra fossero ben fondati.

La bozza del PNRR aggiornata il 29 / 12/2020 (pag 37) ha suscitato non poche perplessità soprattutto a chi, come noi, ha a cuore e segue le tematiche dell’ambiente e della salute.

Il PNRR destina in un capitolo denominato “rivoluzione verde e transazione ecologica” diversi miliardi proprio ad Eni sia per la riconversione della raffineria di Livorno in un impianto che utilizza olio di palma e derivati, sia per il mega inceneritore di materie plastiche da costruire sempre all’interno dell’area SIN.

Vi è la parte cosiddetta “riforme”, proposta dal Ministro dell’ambiente Costa (Movimento 5 stelle) comprendente il piano delle infrastrutture per i rifiuti, e la parte “investimenti” proposta dal MEF, nella persona del Ministro Gualtieri (Partito Democratico), che ha messo a disposizione questi consistenti fondi per la realizzazione di vari progetti tra cui il mega inceneritore di Livorno, infischiandosene del fatto che le normative europee non si conciliano assolutamente nè con inceneritori nè con ricicli chimici.

Non è una novità! La politica si è sempre piegata agli interessi economici di grandi società, altrimenti non saremmo dove siamo, e si è dimenticata il bene dei cittadini.

Queste multinazionali fossili nel corso di questi anni, hanno pensato che aggiungendo il prefisso “bio” ad una raffineria/inceneritore, si potesse far passare certi progetti come utili, ma non ha fatto in realtà altro che smascherare le loro intenzioni di profitto a danno della nostra salute.
Ma a questo giro non c’è scelta, NON SI PUÒ SBAGLIARE! Sbagliare ora, lasciar cadere tutto nell’indifferenza, vorrebbe dire compromettere il futuro nostro e delle prossime generazioni. Non è possibile lasciare che tutto questo accada.

Non possiamo rimanere indifferenti ed accettare che con fondi pubblici si debba favorire un progetto di un colosso come Eni dal dubbio beneficio per il paese e i suoi cittadini.
Non possiamo non domandarci perché a Livorno non siano state fatte scelte su energie alternative pulite come sono state realizzate in altre località.

Se guardiamo il sito di ENI vediamo che l’attuale piano industriale non è in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi e rimanda le riduzioni delle emissioni di CO2 a dopo il 2030, quindi come possiamo pensare di salvaguardare i posti di lavoro della raffineria finanziando un impianto già condannato alla chiusura?

Qualcuno deve rispondere di queste scelte così sbagliate in questo piano, le forze politiche che sono al governo, e le stesse che sono presenti nel territorio, dovranno spiegare queste scelte senza addossarsi le colpe tra loro e far passare il tutto con l’ennesimo tentativo di scaricabarile.

Perché è bene che ci si renda conto che Eni ha già emissioni globali di CO2 come azienda superiori a quelle dell’Italia, e di green in questo progetto non c’è un bel niente.

Questa società è la stessa che ha dovuto pagare 5 milioni di euro di sanzioni per pubblicità ingannevole per aver usato in maniera impropria il termine “green” nella pubblicità del diesel.

Il paese ha bisogno di essere innovato, mettendo al centro, soprattutto per la parte ambientale, i territori e le persone e non gli interessi di Eni. Non accetteremo un rimpallo di responsabilità tra M5S e PD, ma lotteremo per scongiurare questa prospettiva per la difesa della salute dei nostri concittadini e la salvaguardia dell’ambiente.

Potere al Popolo Livorno

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