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SE ROMA BRUCIA, LA COLPA È DEL PROFITTO: CAMBIAMENTO CLIMATICO E ASSENZA DI PREVENZIONE

Rispetto allo scorso anno, secondo le rilevazioni della protezione civile, è triplicato il numero degli incendi nel Lazio, e lo scorso fine settimana per Roma è stato drammatico: dopo i fuochi sparsi comparsi negli ultimi giorni, ieri le fiamme si sono divorate gran parte del verde dell’area della Pineta Sacchetti.
Il cambiamento climatico si sta manifestando in tutta la sua portata con fenomeni sempre più estremi di siccità, scioglimento dei ghiacci, incendi, e le nostre città sono via via meno adatte a prevenire ed affrontare i cambiamenti. Basti pensare alla carenza cronica e peggioramento del servizio dei vigili del fuoco: su tutta la provincia di Roma abbiamo un vigile ogni 30 mila abitanti quando in realtà ne servirebbe uno ogni 1500 abitanti – di fatto abbiamo la metà di unità che effettivamente servirebbero.
Questo comporta l’incapacità di essere all’altezza nel fronteggiare il problema, e la gestione criminale da parte delle amministrazioni ricade direttamente sui lavoratori stessi con turni massacranti, maggior rischio di infortuni e logoramento dal punto di vista psico-fisico. Inoltre questa carenza ha delle ricadute sulla cittadinanza tutta, poiché di fronte agli incendi il personale non è in grado di assistere tutti gli altri interventi necessari che devono svolgere i vigili del fuoco come ad es. ascensori bloccati, incendi da appartamento etc.
Il servizio di spegnimento degli incendi è stato nel tempo esternalizzato a ditte private, col risultato che i privati fanno profitto soprattutto con le emergenze, e delle serie politiche di prevenzione degli incendi si tradurrebbero in minor guadagni per le aziende. Ancora una volta, questa volta nella maniera più drammatica possibile, diventa evidente che non si può affrontare una questione di così grande importanza con la logica del profitto e dell’emergenza: bisogna prevenire, con il pattugliamento dei boschi, il controllo delle aree e la pulizia. Bisogna qui aumentare il personale addetto alla prevenzione e allo spegnimento con assunzioni pubbliche e incrementare la dotazione di mezzi e strutture dei vigili del fuoco.
Ci opponiamo alle scelte scellerate dello Stato e della Regione Lazio, le cui politiche portando altro che peggioramenti strutturali, i cui piani di interventi si dimostrano del tutto inefficaci (nonostante, va detto, la stessa Regione Lazio consideri circa il 90% dei sui comuni ad alto rischio incendi). La politica che lascia la città in balia del fuoco è una politica criminale. Oggi più che mai è necessario contrastare questa barbarie capitalista che porta solo morte e distruzione!

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