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[FIRENZE] Bene il contributo affitto, ma non basterà

Bisogna fare presto o vi saranno migliaia di esclusi: serve un reddito di emergenza.

Finalmente il 17 aprile la Sezione Servizi Sociali del Comune di Firenze ha pubblicato l’avviso per la concessione di un sostegno straordinario al canone di locazione conseguente all’emergenza epidemiologica Covid – 19. Grazie a questo sblocco, non proprio “straordinario”, essendo stato ricavato da fondi regionali rimasti inutilizzati, alla città di Firenze spetteranno circa un milione di euro, che verranno devoluti ai beneficiari in tre rate mensili, per un importo pari circa al 50% dell’affitto, ma comunque per un massimo di 300 euro.

Le cifre purtroppo non mentono: si tratta di un cerotto. Nei primi due giorni hanno fatto richiesta, tra domande finalizzate e domande in corso, tra le 1800 e le 2000 famiglie. Considerando il livello assurdo degli affitti fiorentini, la stragrande maggioranza di queste famiglie riceverà 300 euro mensili, che moltiplicato per tre mensilità fa 900 euro, corrispondente al massimo ottenibile. Poiché i fondi sono limitati a 1.008.000 euro, dividendo per 900 abbiamo il numero di famiglie che potranno ottenere il contributo: 1120 famiglie.

Solo nei primi due giorni, le domande superano già la quantità di risorse richiesta per aiutare tutti.

Già con i buoni spesa abbiamo avuto conferma, come scritto nel nostro comunicato, dell’esiguità del sussidio: solo nella nostra città sono state migliaia le famiglie escluse, almeno quante quelle che hanno ricevuto il sussidio, famiglie che ne avrebbero avuto urgente bisogno e per le quali il pacco alimentare non poteva essere un valido sostituto (qui il comunicato). In quel caso si è fatto leva sull’assenza del criterio della residenza, o sull’impossibilità di dimostrare un calo del proprio reddito dovuto al Covid19, per escludere lavoratori a nero o a grigio, precari, disoccupati: ossia paradossalmente escludendo coloro che ne avrebbero avuto più bisogno.

Ci hanno raccontato che “andrà tutto bene”, che “nessuno verrà lasciato solo”, ma non è vero. Sappiamo che gli enti locali, da soli, non possono tutto, ma c’è una cosa che un sindaco e un presidente di Regione possono fare: dire la verità. Dire chiaramente che queste misure non aiuteranno tutti coloro che ne hanno bisogno, lanciare un allarme al governo e pretendere ulteriori risorse per devolvere direttamente dal centro un reddito di emergenza, unica misura in grado di aiutare tutti e tutte senza discriminazioni (qui la nostra proposta).

Nel frattempo vanno rastrellate tutte le poche risorse disponibili nelle casse comunali e regionali, consentendo a tutte le forze che compongono i consigli comunale e regionale di avanzare proposte, senza che tutto venga deciso da un circolo ristretto composto da una manciata di persone (Sindaco o Governatore e assessore al bilancio). Queste risorse andrebbero poi utilizzate aiutando chi più ne ha bisogno. Se non tutti potranno dimostrare di aver perso un reddito a causa del Covid, se non tutti saranno in possesso di una residenza o di un contratto pur pagando l’affitto, come intendiamo aiutare queste persone?
Questa domanda non può rimanere senza risposta, per questo, come è stato per i buoni spesa, attueremo un controllo popolare anche sulla distribuzione del contributo affitto straordinario.

Andrà tutto bene solo se non lasceremo indietro nessuno.

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