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VITTORIA PER I LAVORATORI IN APPALTO PER MONDO CONVENIENZA, FIRMATO L’ACCORDO CON ANSI: DA MARZO CCNL LOGISTICA PER 5400 PERSONE IN TUTTA ITALIA

Il 30 maggio 2023 i facchini e montatori di Mondo Convenienza del magazzino di Campi Bisenzio sono scesi in sciopero, accampandosi fuori dai cancelli e bloccando l’entrata e l’uscita delle merci. Una lotta durata 161 giorni e 162 notti, come scrive il @Si cobas Prato e Firenze, che si è allargata in tante altre città, che ha resistito al caldo torrido della scorsa estate, alle botte della polizia, alle lettere di licenziamento intimidatorie, alle denunce, alle provocazioni dei caporali, al freddo e anche all’alluvione che ha colpito la stessa Campi Bisenzio. Una lotta dura, ma che, oggi possiamo dirlo, ha ripagato i sacrifici!

L’intesa è stata firmata da ANSI, associazione padronale che aggrega aziende attualmente impegnate negli appalti di Mondo Convenienza e Cgil-Cisl-Uil, sindacati che non avevano neppure un iscritto tra i lavoratori in sciopero. Non solo è stato escluso il sindacato scelto dai lavoratori, il Si Cobas, ma i lavoratori stessi non sono mai stati chiamati a sedere ai tavoli, né tantomeno sono mai stati informati del contenuto di questi tavoli se non attraverso la stampa. Nonostante ciò, evidentemente non si è potuto ignorare il danno economico di questi mesi e forse ancora di più il danno di immagine al colosso del Mobile inferto dalla lotta dei lavoratori di Campi, che hanno costretto l’azienda a cedere.

L’accordo accoglie le richieste principali dei lavoratori: Finalmente, l’applicazione del Contratto Nazionale della Logistica, che rispecchia le vere mansioni. Niente più CCNL Multiservizi che prevedeva una paga base di 6,8 euro l’ora e che quindi obbligava i lavoratori a privarsi di malattia, ferie e diritti e a sostenere turni massacranti per arrivare ad uno stipendio mensile comunque da fame.

Il comportamento del Governo in questa vertenza riflette anche l’immobilismo della maggioranza di ultradestra (e della finta opposizione di centrosinistra) sul tema del salario minimo. E’ scandaloso, per qualsiasi mansione, che sia legale una paga di 6,8 euro l’ora, come previsto dal CCNL Multiservizi. A maggior ragione se si tratta di lavoratori che si spezzano la schiena 12 ore al giorno trasportando mobili. La vittoria di Mondo Convenienza ci ricorda che anche la nostra lotta per un vero salario minimo, di almeno 10€/h, agganciato all’inflazione e pagato interamente dalle aziende, ha possibilità di vittoria se riusciremo a costruire un fronte attorno a questa proposta – di Unione popolare – che siamo già riusciti a presentare in Parlamento.

L’azienda dalla sua ha agganci politici e mediatici pesanti. Non dimentichiamo gli interventi ripetuti dei reparti anti-sommossa schierati per settimane, con i soldi dei contribuenti, contro lavoratori in sciopero. Come non dimentichiamo la copertura giornalistica scandalosamente inesistente per una vertenza a carattere nazionale, persino da parte della RAI, il cui CDA evidentemente aveva paura di calpestare interessi ben radicati nelle file della maggioranza e non solo.

Questa lotta dimostra che, mentre decenni di concertazione sindacale al ribasso hanno prodotto “la questione salariale” in Italia, unico paese OCSE ad aver visto i salari DIMINUIRE dal 1992, la ripresa del conflitto apre una speranza. Gli operai di Campi Bisenzio ci hanno dimostrato che ciò è possibile anche nella difficile fase politica attuale, sfatando anche il mito degli operai “non sindacalizzabili”: Una ventina di lavoratori migranti, sottoposti quindi a più livelli di oppressione (ad esempio il ricatto del permesso di soggiorno), organizzandosi, sono riusciti a mettere in crisi il sistema di sfruttamento di una multinazionale che fattura miliardi, cambiando non solo la propria vita ma quella di migliaia di addetti.

Ovviamente non finirà qui: l’azienda proverà ad arretrare sulla effettiva applicazione, proverà ad aggirare l’accordo, che attualmente coinvolge le sole aziende in appalto aderenti all’associazione firmataria ANSI. I lavoratori resteranno vigili, e noi con loro. La lotta quindi è ancora lunga: Sia quella per il salario minimo, contro contratti da fame come quello Multiservizi; Sia contro il sistema degli appalti che consente spesso di aggirare anche le conquiste sindacali e deresponsabilizzare i grandi brand. Come ci insegna questa vertenza, niente di tutto questo ci verrà regalato: dobbiamo tuttɜ attivarci per strappare ogni conquista pezzo per pezzo. Continueremo a lottare a fianco dei lavoratori per tutto questo, ma oggi festeggiamo una vittoria importante che dimostra che nessuna battaglia è impossibile!

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