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[PARIGI] IL LAVORO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Assemblea telematica di Potere al Popolo Parigi via Zoom (il link sarà condiviso qui sull’evento fb un’ora prima dell’inizio dell’assemblea)

Ne discutiamo con gli interventi di:

– Federico Orlandini (sindacalista dell’Unione Sindacale Di Base)

– Chiara Pollio (coordinatrice nazionale di Potere al Popolo)

– Francesco Massimo (ricercatore Sciences Po)

—–

Dallo scoppio dell’epidemia di Coronavirus in Italia, abbiamo assistito ad una serie di inviti e disposizioni del governo che hanno sempre imposto ai cittadini di “stare a casa” ma di “andare al lavoro”, non curanti del rischio di contagi per la salute di milioni di lavoratori e delle loro famiglie.

Sulle questioni relative alla difesa della salute, dell’occupazione e del salario, il sindacato USB ha indetto uno sciopero generale lo scorso 25 marzo. Qualche giorno fa, la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha aperto il procedimento di infrazione nei confronti dell’USB, vietando qualunque sciopero per tutto il mese di aprile e accogliendo praticamente le parole della ministra Bellanova, la quale ha invitato le organizzazioni datoriali e sindacali a fare degli sforzi e ha dichiarato: “Non credo che questo sia il momento per programmare scioperi”.

Il blocco delle attività produttive non essenziali, chiesto sin dall’inizio da Potere al Popolo, ha trovato un’attuazione parziale nell’ultimo decreto del Presidente Conte. Tuttavia, questo non ferma alcuni settori ritenuti “strategici”, come quello dell’industria bellica per la produzione di armamenti. Ma non solo: in numerosi luoghi di lavoro, non vengono forniti i dispositivi di protezione individuale e la salute dei lavoratori viene sacrificata in favore del profitto, in uno scontro tra capitale e lavoro che non sembra affatto sopito, come qualcuno voleva farci credere.

In Francia, numerose attività produttive continuano ad andare avanti – come nel settore delle costruzioni – mentre diverse mobilitazioni, specialmente negli stabilimenti della logistica e della Grande Distribuzione Organizzata, hanno rivendicato il cosiddetto “droit de retrait”, che permette ai lavoratori dipendenti di interrompere qualsiasi attività se questa può arrecare un danno alla salute e alle condizioni di lavoro. Il governo francese di Macron ha preso in carico la tutela degli interessi e dei profitti delle imprese, promettendo coperture e garanzie miliardarie, mentre prepara un nuovo attacco ai diritti dei lavoratori sulle ferie retribuite e sull’orario di lavoro settimanale.

 

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