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PaP Roma: con l’arresto di Marcello De Vito nulla di nuovo sotto al sole. Chi decide la politica nella Capitale è sempre e solo il malaffare

Ancora una volta la politica al servizio delle grandi opere inutili si nutre del sostegno della peggiore corruttela. L’arresto di Marcello De Vito del M5S, Presidente del Consiglio Comunale di Roma, coinvolto sulla inchiesta delle tangenti per sostenere la cementificazione di Tor di Valle con annesso lo stadio, insieme alla costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Trastevere e alla speculazione sull’area degli ex Mercati Generali di Ostiense, è la prova provata che nulla è cambiato e che tutto prosegue nel solco dei soli interventi speculativi e inutili nella capitale, che ingrassano sempre i soliti, ora con l’aggiunta di qualcuno nuovo.

A Roma occorre il rilancio delle periferie, un trasporto pubblico che funzioni e che risponda alle esigenze di chi ci lavora e di chi ci viaggia, una mobilità sostenibile e sicura per i pendolari e non l’autostrada Roma-Latina, la sicurezza delle scuole pubbliche, un piano virtuoso dei rifiuti con l’estensione ovunque della differenziata spinta porta a porta, la liberazione dal diffuso lavoro nero e precario che vive dei mancati controlli ispettivi.

Potere al Popolo non smetterà di denunciare e lottare per un progetto che veda finalmente Roma libera dalla corruzione e rispettosa dei suoi abitanti, per una vera riqualificazione urbana e per un pieno riscatto di chi oggi in questa città è sfruttato ed emarginato.

La novità millantata del M5S era un bluff e come tale deve essere smascherata.

Da Roma abbiamo un motivo in più per partecipare alla manifestazione nazionale di sabato 23 marzo contro le grandi opere inutili e per il clima.

Roma, 21 marzo 2019

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