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[TORINO] FERMIAMO I COMPLICI DELLA STRAGE DI PALESTINESI!

Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro chi sostiene il progetto sionista e il genocidio del popolo palestinese.

Il massacro portato avanti da Israele e dalle sue truppe di occupazione si sta svolgendo in queste settimane, in questi giorni, in queste ore.

Non nei libri di Storia, non in un documentario su Netflix, non nelle lezioni di Barbero ma ADESSO, SOTTO I NOSTRI OCCHI, A POCHI PASSI DA NOI sta avvenendo un genocidio.

Nessuno può rimanere indifferente.

Oltre 11 mila morti ammazzati, dei quali più di 4000 bambini, sono stati sterminati nelle ultime 5 settimane. Sono numeri enormi, che poche volte sono stati raggiunti e sempre in guerre lunghe , mentre in Palestina li abbiamo visti compiersi in poco più di un mese.

Altri numeri ci parlano di 44 giornalisti morti sotto le bombe israeliane e oltre 100 operatori umanitari: questi sono numeri che non si sono mai visti , in nessun conflitto e che ci danno ancora una volta la cifra dell’enorme violenza di quella che non può in alcun modo essere chiamata guerra, ma semplicemente genocidio, la fase finale di un progetto di pulizia etnica che parte 75 anni fa.

Non è bello mettere a paragone i numeri perché stiamo parlando delle vite di migliaia di persone ma è inevitabile portare questi dati per descrivere la ferocia degli attacchi dello stato di Israele, perché sia chiaro che non è e non è mai stata una guerra alla pari.

Ognuno può fare qualcosa e ogni azione è importate: per rompere la coltre informativa su quello che sta accadendo; per aumentare la solidarietà a livello internazionale; per sostenere il popolo palestinese e la sua lotta di resistenza; per rendere più alto il costo politico ed economico a chi sostiene i crimini israeliani.

Partecipare a un corteo, aiutare la diffusione delle notizie che provengono dalla Palestina, sensibilizzare amici e partenti, contestare la complicità del proprio governo nel sostegno ai crimini di Israele, indossare una spilletta “Free Palestine”, boicottare le aziende complici del massacro, prendere parte a un presidio, esporre la bandiera palestinese dal balcone, cercare di ostacolare la filiera militare che foraggia Israele in tutti i modi possibili è quello che stanno facendo migliaia di persone in tutto il mondo.

È anche per questo che stanotte abbiamo deciso di evidenziare le specifiche responsabilità di tre multinazionali presenti in tutto il globo e nella nostra città: McDonald’s, Burger King e Carrefour.

Come stanno contribuendo al massacro del popolo palestinese?

Le prime due sostengono apertamente l’apartheid israeliana e forniscono generose donazioni in natura all’esercito israeliano nel corso dell’attuale assedio contro gli abitanti della Striscia di Gaza. McDonald’s e Burger King si sono offerte gratuitamente nel contribuire a parte della logistica necessaria a un esercito di occupazione, nel loro caso specifico, far arrivare il cibo all’esercito israeliano. Il cibo a chi affama!

E Carrefour? L’azienda ha una storia di lunga data nel sostegno al progetto sionista di occupazione della Palestina. Solo l’anno scorso Carrefour ha siglato un accordo con due aziende israeliane (Electra Consumer Products e la sua controllata Yenot Bitan) entrambe attive nelle colonie israeliane al fine di distribuire i suoi prodotti e nello sfruttare le risorse naturali dei palestinesi a fini commerciali. Gli insediamenti illegali nelle terre espropriate al popolo palestinese sono una delle più pervasive infrastrutture del progetto coloniale israeliano. Tale infrastruttura ha la possibilità di mantenersi dal punto di vista alimentare anche grazie ai profitti e alla rete di Carrefour e dei suoi partner.

Come se non bastassero i profitti a muovere Carrefour, l’azienda ha messo in campo una iniziativa dal forte carattere ideologico per dimostrare la sua vicinanza al progetto colonialista di Israele: i soldati che prendono parte al genocidio dei palestinesi hanno ricevuto da Carrefour pacchi dono personali per ringraziargli dei servigi offerti nell’assedio di Gaza.

Queste sono solo tre fra le tantissime aziende che sostengono tanto dal punto di vista concreto, quanto dal punto di vista simbolico il massacro contro il popolo palestinese.

Sono multinazionali presenti in tutti il mondo: quindi anche sotto casa nostra! Come già spontaneamente sta avvenendo in tutti i paesi in cui sono presenti, portiamo avanti il boicottaggio, tanto dal punto di vista concreto, smettendo di comprare in questi luoghi; quanto dal punto di vista simbolico, esponendo al pubblico – come abbiamo provato a fare in queste foto – come tali aziende abbiano le mani sporche di sangue!

Siamo di fronte a un massacro in corso. Non possiamo stare in silenzio!

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