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RIPORTIAMO ILARIA SALIS IN ITALIA!

Ilaria è da quasi un anno in carcere in Ungheria. È sottoposta a un trattamento inumano e degradante. Pretendiamo che il Governo italiano si attivi per riportarla in Italia.

I fatti

L’11 febbraio 2023 Ilaria Salis ha partecipato a una manifestazione antifascista in Ungheria, a Budapest, in occasione di un raduno neonazista che celebra la Giornata dell’Onore, ossia la “resistenza” delle SS ormai in ritirata all’Armata Rossa, quella che ha sconfitto le armate naziste, occupato Berlino e provocato la caduta del Terzo Reich. Una manifestazione, quella neonazista, che in Italia sarebbe illegale.

A margine di quella manifestazione si sono svolti alcuni scontri tra militanti antifascisti e neonazisti. Ilaria Salis tuttavia è stata arrestata mentre si trovava in taxi insieme ad altri antifascisti tedeschi. E’ stata in seguito accusata di aver partecipato agli scontri e aggredito due militanti neonazisti, nonostante i video e gli atti su cui si basa l’accusa mostrino persone a volto coperto difficilmente identificabili.

L’accusa nei suoi confronti è gravissima: lesioni potenzialmente mortali, per cui la procura ha chiesto 11 anni di carcere. Tuttavia la prognosi per i due militanti neonazisti, che è stata di 5 e 8 giorni, è stata molto lieve.

Il sistema giudiziario ungherese

Il sistema giudiziario ungherese non è come quello italiano. E’ estremamente meno garantista del nostro, perché improntato su un impianto inquisitorio, in cui il giudice conosce direttamente gli atti dell’accusa e quindi ne è influenzato e non deve sottostare alle incompatibilità richieste dal sistema italiano. Il giudice inoltre è monocratico, vuol dire che deciderà da solo nonostante la pena erogabile sia superiore ai 20 anni, quando da noi per pene così alte da ormai trent’anni non si può affidare la decisione a un unico giudice.
Se consideriamo che Ilaria non accede a tutti gli atti tradotti in italiano e alla visione dei video, che Ilaria è stata condotta di fronte al giudice in ceppi come se fosse una pericolosa terrorista, che è in carcere da ormai un anno in attesa di processo, che è ha subito pressioni psicologiche, che è stata lasciata in pessime condizioni igieniche e che la destra neonazista ungherese, molto ascoltata dal governo ungherese, sta montando una campagna stampa contro di lei, è evidente che le condizioni per un processo equo in Ungheria sono molto deboli e che il trattamento di Ilaria in quanto imputata e detenuta non sia rispettoso dei suoi diritti.

Perché quella di Ilaria Salis è una questione politica

La difesa di Ilaria, d’accordo con la famiglia, sta cercando di riportarla in Italia, agli arresti domiciliari. Si tratta di una possibilità che esiste nell’ordinamento europeo. Perché ciò avvenga sarebbe però importante che il governo italiano fornisse adeguate garanzie delle misure atte a scongiurare il pericolo di fuga. Braccialetto elettronico, controlli regolari da parte della polizia giudiziaria, certezza della partecipazione alle udienze. Rassicurazioni che Nordio e Tajani rifiutano di dare.
Una rigidità, quella del Governo “sovranista”, che stona con l’attivismo di Nordio contro l’abuso d’ufficio, nonché contro l’attivismo dimostrato da Tajani quando sul banco degli imputati c’erano i due marò, che avevano effettivamente ucciso due pescatori indiani (circostanza poi provata dal processo conclusosi 10 anni fa con una compensazione pagata dallo Stato Italiano alle famiglie delle vittime). Allora Tajani chiese addirittura all’Unione Europea di interrompere le relazioni commerciali con l’India.

E’ evidente che il fatto che Ilaria Salis sia una antifascista sia considerato un’aggravante per il Governo di ultradestra, che avrebbe il dovere di tutelare i cittadini italiani all’estero da abusi. Salvini e la Lega si sono invece scatenati in una campagna contro Ilaria. Salvini addirittura afferma che non dovrebbe insegnare – come se gli insegnanti non potessero partecipare alla vita politica al pari degli altri lavoratori e come se essere antifascista fosse un problema e non un requisito essenziale per insegnare in una scuola italiana. Una posizione schifosa e illegale che rivela l’utilizzo distorto che l’ultradestra fa delle istituzioni repubblicane.

Continueremo a mobilitarci insieme alla famiglia perché il Governo italiano faccia il suo dovere e attivi tutti i mezzi per riportare Ilaria in Italia.

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