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MONTPELLIER. RABBIA ED INDIGNAZIONE DOPO IL SUICIDIO DI DOONA, STUDENTESSA TRANSGENDER DI 19 ANNI

di Potere al Popolo – Parigi

Doona, studentessa transgender di 19 anni, si è suicidata lo scorso 23 settembre alla Gare Saint-Roch di Montpellier. Un gesto fatale arrivato al culmine di una vicenda che dimostra in maniera eclatante come la precarietà studentesca e la transfobia uccidono. Il sotto-finanziamento e il taglio dei servizi sociali dei CROUS (Centre Régional des Œuvres Universitaires et Scolaires) in tutta la Francia aggravano notevolmente la situazione di tutti gli studenti e di tutte le studentesse, ancor più quella di chi è soggetto a forme di discriminazione ed oppressione.

In un comunicato stampa, diverse organizzazioni e sindacati studenteschi, tra cui Solidaires étudiant·e·s e il Syndicat de Combat Universitaire de Montpellier – SCUM, denunciano la responsabilità del CROUS: la studentessa di psicologia della facoltà Paul-Valéry «aveva già compiuto diversi tentativi di suicidio nella sua abitazione nella Cité Universite Vert-Bois, di cui l’assistente sociale e il medico scolastico erano a conoscenza. […] Il CROUS le disse esplicitamente che se avesse tentato di suicidarsi di nuovo, le avrebbero tolto l’alloggio e la borsa di studio. Esigiamo che il CROUS de Montpellier riconosca le proprie colpe».

Anche il mondo medico viene accusato: «Durante il suo ricovero in ospedale [era stata portata al pronto soccorso il 19 settembre a seguito di un tentativo di suicidio], ha subito notevoli abusi medici a causa della transfobia del personale infermieristico, che l’ha portata a fuggire prima di aver ricevuto tutte le cure adeguate». Un rapporto, pubblicato nel 2014 dal comitato IDAHO e dall’associazione “République & diversité”, conferma la realtà di questo fenomeno: «il 16% delle persone trans si è visto rifiutare l’assistenza a causa della loro transessualità nel 2010; il 35% dei trans ha rinunciato alle cure per paura di pregiudizi o discriminazioni da parte della professione medica; il 65% delle persone sollecitate sono state oggetto di commenti o atti transfobici da parte del mondo medico».
Organizzazioni e sindacati studenteschi hanno fatto appello ad un presidio ieri di fronte al CROUS di Montpellier: «Chiediamo giustizia per Doona» e «che il CROUS de Montpellier intraprenda azioni concrete: la formazione del personale sulle tematiche LGBTI+, l’impossibilità di escludere gli studenti dal loro alloggio, la creazione di cellule psicologiche LGBTI+ non miste, la creazione di una commissione antidiscriminazione, nonché un fondo per aiutare le persone trans».

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