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Potere al Popolo Roma: un anno di mutualismo e lotte. Continuiamo a far crescere la nostra comunità per costruire insieme una città migliore

Si chiude un anno difficile e tragico, segnato inevitabilmente dalla pandemia di Covid 19 che ha messo definitivamente a nudo le contraddizioni del sistema in cui viviamo.

Mentre questa emergenza sanitaria ha portato quasi al collasso il servizio sanitario nazionale mostrando i risultati fallimentari e devastanti di politiche decennali di tagli ai servizi pubblici, la quasi totale assenza di controllo pubblico sulle attività produttive permetteva da un lato agli speculatori di arricchirsi ulteriormente, dall’altro all’epidemia di espandersi proprio e soprattutto nei posti di lavoro. La gestione del tutto è finita in mano ad una classe dominante incapace di fornire risposte concrete e immediate alle famiglie in difficoltà, affidandosi quindi, quasi ovunque, al volontariato e alla solidarietà di base per affrontare il disagio sociale.

Tutte queste necessità, questa sofferenza, questo vuoto lasciato dall’inettitudine politica, Potere al Popolo, a Roma come nel resto del Paese, l’ha affrontato rimboccandosi le maniche e rimanendo uniti. Come una grande comunità, che non si spezza e non si piega e che, anzi, resiste e lotta, sempre più unita e solidale. Una comunità che non lascia indietro mai nessuno.

Avevamo iniziato l’anno con una bellissima campagna per le suppletive.

Insieme alla candidata Elisabetta Canitano tant* compagn* hanno raccontato a Roma una visione totalmente diversa su temi come la sanità pubblica e la gentrificazione dei quartieri.

Intanto le nostre Case del Popolo proseguivano le attività mutualistiche, culturali, formative già avviate, ma ne lanciavano anche di nuove. Sono state distribuite le arance solidali di SoS Rosarno, sono continuati i servizi di doposcuola, logopedia, sportelli sociali, sui problemi abitativi e del lavoro e i corsi di lingua. Si sono tenute presentazioni di libri e attività ricreative.

L’arrivo della pandemia e del lockdown ci ha quindi sorpreso, ma non ci ha fermato.

Attraverso la Spesa Solidale, infatti, abbiamo distribuito pacchi alimentari in diversi quadranti di Roma e sostenuto tantissime famiglie in difficoltà. Il lavoro di distribuzione alimentare portato avanti ha permesso di condividere le proprie condizioni quotidiane e capire che il problema era comune: siamo quindi scesi in piazza con chi riceveva gli aiuti per protestare contro questa totale assenza delle Istituzioni.

A Roma siamo riusciti anche a portare avanti uno strumento, lanciato durante il lockdown come Potere al Popolo! su tutto il territorio nazionale: il Telefono Rosso. Con il Telefono Rosso abbiamo aiutato i lavoratori e le lavoratrici che per primi hanno subìto gli effetti della mala gestione della pandemia; da un lato offrendo un’assistenza legale a chi veniva licenziato, a chi lavorava a nero, chi doveva ricevere la cassa integrazione, ecc.., dall’altro, tramite la raccolta di queste testimonianze, abbiamo potuto fare emergere tutte quelle situazioni irregolari che venivano perpetuate sui posti di lavoro, facendo esposti e denunce alle autorità competenti.

La “riapertura” ci ha visto protagonisti di due importantissime campagne: quella contro gli Stati Generali convocati da Conte a Villa Pamphilii, e quella contro la speculazione dei privati sulla salute. Con la prima abbiamo chiesto al Governo una netta discontinuità rispetto ad una politica economica troppo spesso asservita agli interessi di Confindustria, con la seconda abbiamo presentato un esposto sulla gestione dell’emergenza Covid nel Lazio, ottenendo, negli ultimi mesi, insieme alle altre forze politiche e sindacali in lotta con noi, l’apertura di un tavolo di monitoraggio alla Regione Lazio.

Abbiamo poi sentito la necessità di costruire un momento di confronto, concretizzatosi nella grande e partecipata assemblea cittadina Roma Città Pubblica, tenutasi all’occupazione di Via delle Province il 1° luglio. In quest’occasione abbiamo espresso la nostra visione della città e le idee su come gestirla, una proposta politica di rottura, viva e in movimento; per i settori popolari e per chi vive i quartieri, contro gli interessi dei privati e in totale discontinuità con le amministrazioni di centrosinistra, destra e M5S. Rilanciare il pubblico per noi significa strappare il governo della città agli speculatori per restituirlo a chi lavora, abita e vive Roma tutti i giorni.

Per questo, durante l’anno abbiamo sviluppato l’iniziativa “Adesso Parlano I Quartieri” restituendo voce alle priorità di chi vive nelle zone popolari nella nostra città: realizzando nostre iniziative o collaborando con altre realtà politiche e sociali in quartieri come Primavalle, Cinecittà, Tor Bella Monaca, Testaccio e Casal Bruciato e portando in piazza le nostre parole d’ordine come il diritto alla salute per tutte e tutti e reddito.

Durante questo anno non abbiamo mancato di affiancare le lotte e partecipare a tante mobilitazioni. Le piazze internazionali, in solidarietà al movimento antirazziste in USA dopo l’assassinio di George Floyd, quelle per Grup Yorun e la libertà dei prigionieri politici in Turchia, per la fine del blocco contro la Cuba socialista e l’assegnazione del Nobel per la pace alle sue brigate mediche, ci hanno arricchito e reso maggiormente consapevoli di lottare insieme a tante e tanti altri in tutto il mondo.

Sia durante il lockdown che dopo, abbiamo sostenuto con forza le vertenze di tante e tanti lavoratori e le lotte di tant* cittadin*.

Siamo stati accanto al Comitato AEC, nella sua battaglia per l’internalizzazione e continueremo a farlo nei mesi perché solo tramite il rilancio dei servizi pubblici e del diritto al lavoro si può realmente ripartire. Allo stesso modo abbiamo partecipato e animato le mobilitazioni dei lavoratori dello spettacolo: il lockdown e le chiusure hanno colpito tremendamente un settore già fragile, per questo siamo stati in prima linea rivendicando il reddito di quarantena; così come siamo stati accanto ai lavoratori del turismo e della logistica: perché per noi il diritto ad un lavoro sicuro ed a un reddito non sono sindacabili. Una parte importante l’hanno avuta le mobilitazioni per la scuola pubblica: le lotte di studenti, docenti e personale hanno rivendicato un sistema formativo differente, fuori dalle logiche del profitto e sicuro per tutti, siamo stati insieme a loro e lo saremo anche nei prossimi mesi.

Davanti alla sede di Autostrade, abbiamo detto chiaramente che l’unica strada possibile per la sicurezza è la nazionalizzazione. Dalla periferia di Tor Bella Monaca fino alla sede di Acea siamo stati in prima linea contro i distacchi dell’acqua, avvenuti in piena emergenza sanitaria a causa della mancanza di giustizia sociale e di una legalità classista; ovunque in città ci siamo schierati contro ogni tipo di sgombero e sfratto, per rivendicare misure reali di sostegno agli affitti e al diritto all’abitare. A Roccacencia e Valle Galeria siamo stati con gli abitanti che lottano contro l’apertura di nuove discariche, perché non possiamo tollerare che la vita e la salute delle persone vengano messe a repentaglio trasformando intere zone abitate nella pattumiera della città.

In autunno, quando il covid ha ripreso a colpire e sono tornate le misure restrittive abbiamo scelto di dire basta e pretendere che a pagare la crisi fossero i ricchi.

Siamo scesi in piazza unendoci alle mobilitazioni cittadine per rivendicare reddito e diritto alla salute per tutte e tutti. Quindi abbiamo lanciato a livello nazionale la campagna per istituire una Billionaire Tax, una tassa del 10% sui patrimoni dell’1% di popolazione più ricca del paese: tassare i super ricchi per investire in reddito, servizi e diritti per tutte e tutti. A Roma, come in tutta Italia, siamo quindi scesi in piazza con lo slogan “A natale puoi… tassare i milionari” e abbiamo organizzato uno spettacolo teatrale di strada per denuncia la farsa della politica italiana.

Infine, mentre il 2020 terminava, è arrivata una bellissima notizia: tra Tufello e Val Melaina sta nascendo la nuova Casa del Popolo “Ladri di Biciclette”. È la terza qui a Roma e per noi è un risultato davvero importante. Significa che la nostra comunità cresce e si rafforza.

Sappiamo che il 2021 sarà un anno difficile e i compiti che ci attendono sono grandi e complicati, a partire dalle elezioni amministrative. Stiamo costruendo qui a Roma, e in tutta l’Italia, un’alternativa politica al profitto e agli interessi privati.. Ma affrontiamo questa sfida con le certezze che il 2020 ci ha lasciato. Insieme, uniti.

Guardiamo a quest’anno con fiducia.

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