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Licenza gratuita dei vaccini per porre fine alla crisi Covid-19: Utopia? No!

Da mesi sosteniamo che la risposta ad un problema di salute globale come la pandemia debba necessariamente coinvolgere in maniera omogenea tutta la popolazione mondiale senza esclusioni di classe, etnia, stato, genere.

Anche la comunità scientifica si è espressa a favore di queste ragioni.

La prestigiosa rivista medica The Lancet pubblica online una lettera dal titolo “Licenza gratuita dei vaccini per porre fine alla crisi COVID-19”.

Ecco i punti fondamentali:

  1. L’articolo denuncia, dati alla mano, che nonostante le aziende farmaceutiche abbiano ricevuto ingenti finanziamenti pubblici per la ricerca e lo sviluppo dei vaccini (per un importo compreso tra 2,2 e i 4,1 miliardi di dollari) i governi non hanno saputo condizionarli a misure per implementare la produzione e diffusione dei vaccini
  2. I ricercatori individuano un ruolo cruciale dei vaccini e della loro diffusione a livello globale nella risoluzione della pandemia. Infatti affermano che i ritardi nella produzione e distribuzione dei vaccini porteranno a morbilità, mortalità e blocchi ripetuti con danni sanitari e socio-economici.
  3. I ricercatori richiamano i governi alla possibilità di stipulare accordi per rendere libero l’accesso alle conoscenze per produrre il vaccino.
  4. Tuttavia, in assenza di tale accordo, propongono la via della licenza obbligatoria, secondo la quale gli stati dovrebbero imporre alle aziende che anche altri possano accedere alle conoscenze vincolate da proprietà intellettuale e produrre il farmaco, in ragione della emergenza di salute pubblica.

Poiché, dice l’articolo, il ritardo nella distribuzione vuole dire malattia, morte nonché danno economico e sociale, se non si arriva ad un accordo con le aziende, gli stati e le istituzioni pubbliche devono intervenire per rendere accessibile e gratuito il vaccino!

Per questa ragione sosteniamo la campagna internazionale #noprofitonpandemic che richiede, attraverso una raccolta firme, proprio la sospensione dei brevetti.

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