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“CATANIA SPAZIO E SPORT”: IL NUOVO PROGETTO ANNUNCIATO DAL PRIMO CITTADINO SALVO POGLIESE

Chiunque non abbia conoscenza e memoria di questa amministrazione e dell’attuale livello della classe politica dirigente di questo Paese, probabilmente esulterebbe nel sapere che per Catania verranno finanziati 4 milioni di euro per un progetto dal nome che lascia ben sperare: “Catania spazio e sport”. E noi, sinceramente, vorremmo per un attimo essere tra quelli senza conoscenza e memoria per essere travolti da un minimo di felicità e gioia nel sapere che finalmente a Catania si concretizza uno dei grandi sogni di tante e tanti: alberi, polmoni cittadini, strutture pubbliche sportive, spazi di socialità sicuri.
Purtroppo, o per fortuna, nutriamo più di qualche dubbio. Certo, chi invece si approccia alla politica come fanno le tifoserie nei confronti delle proprie squadre, potrebbe accusarci di essere “picciusi”, di lamentarci sempre, di non essere mai contenti. In realtà basterebbe ricostruire un minimo di cronistoria in merito a questo tema e sollevare qualche contraddizione politica. Faremo solo alcuni passaggi, perché ci sarebbe molto da scrivere su questo tema, e premettiamo sin da subito che se in questa città viene migliorata anche una sola piazza da qualsiasi formazione politica, noi siamo contenti per il fatto specifico in sé. Peccato però che la politica non può limitarsi a questo e che il giudizio di questa o quella amministrazione politica non si può ridurre ad una valutazione iper parziale.
Abbiamo appreso la notizia di questo progetto attraverso gli articoli del web delle varie testate giornalistiche locali. Sergio Parisi (assessore allo Sport, Manutenzione Impianti Sportivi e Politiche Comunitarie, Innovazione Tecnologica del comune di Catania) ha dichiarato che verranno investiti “4 milioni di fondi europei sulla transizione ecologica partendo da piazza Nettuno”. L’idea è partire da Piazza Nettuno: “Con la scusa del rifacimento degli impianti sportivi andremo a riqualificare la piazza, realizzando altri tre slarghi in cui saranno installati nuovi attrezzi sportivi e una piazzola destinata ai bambini. Tutto sarà illuminato con lampade alimentate da pannelli solari”, continua l’assessore. E poi si pensa ad altri interventi: a Librino, Villaggio S.Agata, piazza Europa (piazza Europa???) e la vicina piazza Sciascia. L’intervento di piazza Nettuno costerà 546 mila euro. Ma con gli stessi fondi PON Metro si sta operando già su PalaNesima e Campo scuola a Picanello.
Straordinario, si potrebbe pensare. Per fortuna c’è chi, come noi, nutre diversi dubbi. Innanzitutto si parla da anni (già dall’amministrazione Bianco che, guarda caso, uscì il caso in prossimità delle amministrative del 2018) di questo tema, di rimettere in piedi gli impianti sportivi di questa città, di cambiare il volto di una Catania bruciata dalla lava e dal suo fondo stradale in pietra lavica.
Ricordiamo che nell’ottobre 2020, dopo due anni dalla dichiarazione di Bianco, l’amministrazione Pogliese attraverso Sergio Parisi si pronunciò dicendo che a fine ottobre sarebbero stati assegnati i lavori per il rifacimento del campo da calcio di Nesima, che sarebbe dovuto diventare una struttura d’avanguardia: erba sintetica, tribuna di 700 posti, due campi da calcetto, spogliatoi nuovi. Era il periodo in cui bisogna dare prova che anche Catania utilizzava i fondi PON Metro provenienti dall’Europa e che sarebbero serviti per attuare il programma Europa 2020, utile ad appiattire diseguaglianze tra Paesi e altre ipocrisie simili. Peccato che nessuno sa come siano finiti quei lavori.
Si era detto che entro fine 2021 sarebbe stato tutto pronto ma probabilmente non c’è nemmeno il cantiere in questo momento in quel campo (gli abitanti del posto o visitatori occasionali confutino questa nostra posizione se è errata). Un milione e mezzo di euro dovevano essere stanziati per quell’impianto. Dove sono finiti i soldi, i lavori, il progetto di una città diversa? E ancora: a settembre scorso si diceva che centinaia di migliaia di euro dovevano essere stanziati per rifare il campo da calcio “Duca D’Aosta”. Come è finita? E come  è finita con i lavori del campo di rugby dei Briganti di Librino?
Insomma, noi siamo felici se Catania si trasforma, diventa più verde e ricca di servizi legati allo sport e alla socialità, però a noi questa pare solo una campagna pubblicitaria e propaganda politica bella e buona, utile anche a far pappare qualche centinaia di migliaia di euro a qualcuno.
Noi pensiamo che bisogna partire dalle basi: aprite e curate ogni giorno villa Bellini e il boschetto della Playa, che ad esempio scopriamo spesso chiusi e abbandonati a se stessi; non cementificate più e fateci vedere le nostre bellezza come il mare e la montagna; non tagliate più alberi ma piantateli; fate un progetto vero legato alla mobilità in questa città (tema scottante che tutti hanno paura ad affrontare); coinvolgete i cittadini nelle discussioni importanti per il futuro di questa città, sentite associazioni sportive e ambientaliste. Ricordiamo che questi sono gli stessi che, sull’abbattimento del S.Marta stanno costruendo una stupidaggine inutile e architettonicamente inguardabile, e che sull’abbattimento del palazzo delle poste di viale Africa si è pensato di fare un altro palazzo, altro cemento.
Cambiate paradigma o levatevi di torno lasciando spazio a chi questa città la vive davvero e che conosce realmente l’esigenza di avere il campo da rubgy a Librino, il campetto da calcio in via Toledo agli Angeli Custodi al posto della discarica di spazzatura, i campi da calcio in erba sintetica anziché in terra-cemento con spogliatoi pericolosi, i palazzetti utili per pallamano, pallavolo, basket, calcetto, piscina, eventi sportivi in genere nelle periferie (S.G.Galermo e Nesima su tutti), ville boschi e spazi sportivi e di socialità all’aperto.
Noi vi staremo con il fiato sul collo. Fate voi…

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