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[AOSTA] AIUTI REGIONALI: LETTERA DI UN TIROCINANTE PRECARIO

AIUTI REGIONALI: CHE SI COMINCI DAI PIÙ SFRUTTATI. RIPARTIAMO CON I DIRITTI E LA DIGNITÀ NEL LAVORO

Abbiamo appreso con soddisfazione la notizia che la II Commissione consiliare ieri ha approvato la proposta di legge che stanzia 25 milioni di euro per un’ampia platea di cittadini, “trasversale e inclusivo dei settori economici, attento alla continuità delle relazioni economiche tra le imprese e tra le persone, ma anche alle condizioni di vita delle famiglie”.

Tuttavia, poiché domani mattina il secondo pacchetto di misure anticrisi arriverà in aula, chiediamo al Consiglio Valle di non dimenticare nessuna delle categorie di lavoratori che oggi più che mai stanno soffrendo le conseguenze economiche della crisi e non sanno come fare a tirare avanti.

Sono ancora molti, infatti, anche in Valle d’Aosta, i cittadini rimasti esclusi dalle misure di sostegno messe in campo, e fra loro, alcuni singoli ci scrivono per ricevere la nostra solidarietà e il nostro appoggio nelle loro istanze, sperando che il loro appello alle Istituzioni possa essere più forte attraverso la voce del nostro movimento.

Sono lavoratori delle agenzie interinali senza nessuna tutela o possibilità di rientrare nella lista dei beneficiari, sono operai Cogne “in scadenza” che ora non sanno se avranno diritto alla cassa integrazione, giovani tirocinanti abbandonati a loro stessi e a cui nessuno sta dando ascolto.

Ieri, uno di loro ci ha chiesto di rendere pubblica la sua lettera, che diffondiamo qui di seguito e sottoscriviamo esprimendo la nostra massima solidarietà e sostegno, chiedendo al Presidente della Giunta Renzo Testolin, all’assessore alle Politiche del Lavoro Luigi Bertschy e a tutti i Consiglieri regionali di dare risposta. Una risposta necessaria anche per tutti quei lavoratori precari i cui diritti – già ampiamente calpestati in tempi “di normalità” – oggi rischiano di essere dimenticati in fondo a questo pacchetto anticrisi a nostro avviso ancora troppo poco inclusivo e non attento a tutti.

Qui la lettera ricevuta… Fatela girare, condividete più che potete! Insieme alla nostra, la voce di questo ragazzo sarà più forte.

“Sono un ragazzo valdostano di 27 anni e mi permetto di sollevare un caso che purtroppo
sembrerebbe essere stato dimenticato dai vari decreti emessi in questo periodo a sostegno delle parti sociali ed economiche che hanno pesantemente patito gli effetti delle restrizioni legati all’emergenza COVID-19.

Mi riferisco in particolare alla situazione in cui si vengono a trovare gli stagisti o tirocinanti, ossia chi come me, tramite il centro dell’impiego, ha siglato contratti con enti pubblici o aziende private che prevedevano un periodo di tirocinio al termine del quale avrebbe avuto luogo l’assunzione. Durante il periodo di tirocinio il mio stipendio era di 600,00€ mensili e, configurandosi analogamente ai contratti di formazione, non prevedevano né malattia, né contributi né altri istituti.

Purtroppo, a causa dell’emergenza sanitaria, i contratti di tirocinio sono stati o sospesi o addirittura annullati e per il mese di marzo mi sono ritrovato la somma di 47,00€ di compenso.


Naturalmente non sono in grado di pagare l’affitto e con quella cifra a malapena riesco a fare la spesa per una settimana. Purtroppo, in tutti i provvedimenti presi per aiutare autonomi, stagionali ecc. non sono minimamente presi in considerazione i tirocinanti che, in quanto tali, non sono equiparabili ai lavoratori e quindi non hanno diritti.


Dando un’occhiata in rete, ho scoperto che alcune Regioni si sono accorte della lacuna governativa in tal senso e hanno preso in carico la questione. Ho anche letto che i tirocinanti in Valle d’Aosta dovrebbero essere più di cento quindi so di non essere l’unico in questa situazione, ma purtroppo non conosco personalmente nessuno e quindi mi è difficile riuscire a contattare chi come me ora sta vivendo questo momento così drammatico.

Mi chiedo pertanto se sia possibile portare la mia istanza agli onori delle cronache affinché le istituzioni competenti possano prendere in carico anche la mia categoria svantaggiata ed emanare provvedimenti appropriati.
Ringrazio per l’attenzione e per la comprensione”

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