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[TORINO] DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO: UNA ILLOGICA FOLLIA. BASTA TAGLI ALLA SCUOLA!

Ieri, 19 dicembre 2023, abbiamo partecipato al presidio a Palazzo Lascaris a Torino, sede della Regione Piemonte, per portare la nostra solidarietà ai docenti dell’ ISS “8 marzo” di Settimo Torinese, che si battono contro il dimensionamento scolastico e l’accorpamento della propria scuola a un’altra del territorio della periferia del capoluogo torinese, l’IIS Galileo Ferraris.

Presenti anche “Docenti autoconvocatə contro la riforma dei tecnici e dei professionali” e la neonata Assemblea Scuola Torino.

In questa occasione l’assenza della maggioranza regionale ha fatto saltare la seduta della commissione del dimensionamento. Screzi interni a Fratelli d’Italia che fanno pensare anche alla possibilità di un intervento diretto del Ministero. Ma non è solo la destra ad essere in difficoltà su questo tema. Come si legge dal comunicato di Francesca Frediani, Consigliera Regionale di Unione Popolare: “Abbiamo chiesto da tempo audizione in Città Metropolitana ma non è stato possibile confrontarsi con l’Assessore competente, esponente del Partito Democratico, rispetto ad alcune posizioni poco condivisibili”.

Dinanzi alla possibilità di un commissariamento di Valditara circa i 19 dimensionamenti in Piemonte le idee tra chi partecipa al presidio sono nette e chiare: nessun dubbio sul portare avanti la protesta, allargandola ancora di più, continuando ad organizzarsi.

Da mesi le docenti dell’ 8 marzo si organizzano dal basso per far sentire la propria voce coordinandosi con oltre 300 scuole in tutta Italia interessate dalla stessa criticità. Grazie ad un lavoro costante di organizzazione, approfondimento e mobilitazione sono riusciti a votare compatti in collegio docenti contro il dimensionamento (unica astensione quella del Dirigente Scolastico) ottenendo anche il voto favorevole del Consiglio di Istituto , dove, ricordiamo, sono rappresentati anche studenti, famiglie e personale ATA.

Di seguito riportiamo il cuore delle ragioni della loro opposizione al dimensionamento:

“Il nostro è un NO fermo al dimensionamento per almeno tre motivi:

perché noi crediamo che su scuola, sanità e welfare non sia legittimo tagliare, ma che anzi sul pubblico sia necessario investire. E non vediamo nessun motivo dietro questa scelta se non una razionalizzazione delle spese, vale a dire un taglio inaccettabile, prospetticamente pericoloso sotto il profilo culturale. La manovra finanziaria di questo governo disattende dunque le nostre richieste e queste ne sono le dirette conseguenze: le scuole potenzialmente accorpate, un numero di allievi per classe troppo alto, la carenza di personale o la presenza altissima di precari nella scuola (si contano in Italia 223.000 docenti precari, 1 docente su 4 in sostanza (dati Ministero Istruzione e Merito).

Si adduce a motivo di un dimensionamento il decremento demografico previsto per i prossimi anni, ma questo discorso non tiene da un punto di vista logico perché:

alla diminuzione del numero complessivo degli studenti si potrebbe rispondere con una diminuzione del numero di allievi per classe e migliorare così le possibilità della didattica (e questa, lo sottolineo, è una scelta politica, ovvero riguarda il futuro delle comunità che vogliamo costruire e di cui vogliamo essere parte)

Inoltre, perché, davanti al decremento in corso, la media regionale – si tratta di una media regionale – di alunni per istituto prevista è di 961 allievi (Decreto Interministeriale n. 127 del 30/07/2023): qui siamo davanti ad un controsenso perché 20 anni fa, con una popolazione scolastica maggiore avevamo istituti di 600 allievi, oggi ce ne chiedono 961 e le nostre scuole, che risalgono agli anni Settanta/Ottanta sono fatte per contenere 600/700 allievi. E soprattutto chi ha deciso questi numeri e perché? Essi appaiono completamente arbitrari oltre che anacronistici poiché la media prevista è di 961 studenti per il 2024/25; 949 per il 2025/26 e 938 allievi per il 2026/27. Quale ratio si nasconde dietro queste richieste?

Siamo contrari al dimensionamento perché dimensionare significa produrre scuole sopra i 1500 allievi, nel nostro caso si tratterebbe di un istituto di più di 1800. A questo proposito vorrei ricordare l’Atto d’indirizzo regionale DCR n. 292-17321 del 25/07/2023 che prevede “la costituzione di istituzioni scolastiche, a seguito degli interventi di dimensionamento con un numero di alunni non inferiore al coefficiente nazionale per l’a.s. della programmazione di riferimento alunni e di norma non superiore a 1500 alunni”

Oltre che contrario a quanto stabilito dall’Atto di indirizzo regionale apposito, 1800 allievi + docenti e collaboratori è la popolazione di un piccolo paese: per la gestione ordinaria ci vorrebbe almeno un sindaco, non un dirigente, non un collegio ma un consiglio. Per non parlare della perdita in termini di rappresentatività in tutti gli organi collegiali:

un dirigente per 1800 allievi, invece che 700/800

un collegio docenti di 200 persone che dovrà discutere in sessioni di 2-3 ore le proposte: come potranno costoro confrontarsi sulla didattica (operazione che già oggi risulta difficile)? Come potranno discutere le proposte? Ci si troverà verosimilmente a ratificare atti che per ciò stesso perderanno di contenuto mantenendo la forma. Ci domandiamo allora: “È questa la scuola che vogliamo?”

Unire i due istituti prevederà la presenza di una sola segreteria e di una sola DSGA per un numero doppio di allievi: le segreterie delle scuole di questo Paese sono già al collasso e assolvere a tutte le esigenze è operazione impossibile. Quali sono le risorse previste per sostenere tutto ciò? Non accadrà forse quanto accaduto già con i fondi PNRR le cui procedure sono state un ulteriore aggravio sulle segreterie?

I collaboratori non sono già sufficienti ad oggi: ad un livello di complessità maggiore non corrisponderà un aumento delle risorse. Il numero di collaboratori è insufficiente oggi e resterà tale.”

Dal sito https://www.agora8marzo.it/ tutto il lavoro degli ultimi mesi.

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