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ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL COLPO DI MANO DI PRIGOZHIN E LA REAZIONE DI PUTIN

Non sappiamo come finirà l’avventura di #Prigozhin, né sappiamo quali forze abbia effettivamente dietro. Non sappiamo ancora se sarà farsa o tragedia. Sappiamo però che Prigozhin è un mercenario, ammazza per i soldi, la gloria e il potere.

Prigozhin è il frutto di un sistema oligarchico e mafioso che ha utilizzato la Wagner per ottenere vantaggi economici e politici, altro che “denazificazione”.

Un sistema che si rappresenta come forte e potente, ma che è di per sé fragile perché produce signori della guerra, vassalli pronti a tradire, e quindi caos, guerra e morte.

No, non è da Prigozhin che arriverà una soluzione alla guerra in #Ucraina.

D’altronde questa lezione dovremmo averla imparata anche nel “civile” Occidente, che ha prima armato l’islamismo radicale per le sue guerre per procura, salvo poi produrre fenomeni come Bin Laden e l’Isis.

Ed è qui il punto: l’unica soluzione alla guerra tra Stati e alla degenerazione in senso autoritario della democrazia non è tifare per l’uno o l’altro dei blocchi di Capitale o degli oligarchi dominanti. Ma è l’ingresso in campo di un terzo attore: siamo noi, le classi popolari.

Lo sa benissimo #Putin, che infatti, in queste ore, ha dichiarato “agenti stranieri” anche importanti oppositori della sinistra russa, che niente hanno a che fare con Prigozhin, ma la cui colpa è essersi schierati fin dall’inizio contro l’invasione in Ucraina. Una paura che emerge anche nel suo discorso di stamattina, in cui ha demonizzato ossessivamente la Rivoluzione del 1917, quella che pose fine alla guerra non per mano di qualche mercenario, ma con il protagonismo attivo di operai e contadini organizzati dai comunisti russi e stanchi di patire morte, fame e repressione.

Lo stesso discorso d’altronde vale per noi: siamo ipnotizzati della stessa propaganda, uguale e contraria a quella di Putin. Anche noi siamo numeri nel calcolo malato del Pentagono, dei suoi servili alleati à la #Draghi o #Meloni, e delle multinazionali delle armi. Solo che i nostri Governi a combattere ci mandano gli altri.

O meglio: quando le attuali forze di maggioranza e di “opposizione” (con l’eccezione di Unione Popolare ) hanno deciso di destinare 13 miliardi di spesa pubblica alla spesa militare, quando il Parlamento ha deciso e decide di inviare armi su armi all’Ucraina, quando il nostro Governo ha lasciato e lascia le aziende energetiche o della GDO speculare sulla guerra, siamo noi gente comune ad avvicinarci ogni giorno di più al fronte.

La guerra è una condanna per i popoli, finché i popoli non si organizzano autonomamente per rovesciarla. Perché il nemico non è mai l’altro popolo. Il nemico sono i potenti che dalla guerra ci guadagnano in soldi e potere, in Italia come in #russia .

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