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PALERMO: L’EMERGENZA ABITATIVA COMPIE 18 ANNI! IL COMUNE LE AUGURA LUNGA VITA!

A PALERMO L’EMERGENZA ABITATIVA COMPIE 18 ANNI: CHE STA FACENDO L’AMMINISTRAZIONE CITTADINA?

Se si riconosce una situazione di emergenza, l’amministrazione comunale deve adottare tutti quei provvedimenti volti a fornire risposte concrete e urgenti a tutte le persone che l’amministrazione stessa riconosce vivere una condizione di emergenza.

L’emergenza abitativa non può essere trattata con gli strumenti di normale amministrazione, altrimenti non è un’emergenza.

A seguito di dure lotte per il diritto alla casa, già dal 2003, le famiglie organizzate dal Comitato di lotta per la casa 12 Luglio hanno ottenuto l’assegnazione degli alloggi confiscati alla mafia per tutte quelle persone che vivevano e vivono gravi problemi di tipo economico e abitativo.
Vennero creati regolamenti comunali che hanno permesso, seppur con molta lentezza, di dare risposte a centinaia di famiglie, compatibilmente con i tempi brevissimi di un imminente sgombero o sfratto esecutivo.

Oggi assistiamo allo smantellamento di uno strumento utile: la distinzione tra alloggi ERP e alloggi confiscati alla mafia e la differenza tra le rispettive procedure di assegnazione.

L’amministrazione Orlando ha equiparato gli alloggi confiscati alla mafia al patrimonio del Comune ad alloggi di edilizia residenziale pubblica. Così facendo:

  1. aggira la specificità della normativa nazionale sui beni confiscati che parla di gratuità. Non è possibile, secondo noi, imporre canone sociale, utenze e spese condominiali ad un alloggio confiscato e assegnato ad una famiglia in emergenza abitativa;
  2. equipara uno strumento innovativo come la graduatoria dell’emergenza abitativa, dotata di parametri estremamente precisi, stabiliti da un complesso lavoro di concertazione tra amministrazione e comitati di lotta, con la graduatoria E.R.P. il cui utilizzo, invece, è destinato ad una platea molto più ampia che include soggetti anche percepenti un reddito da lavoro.

L’amministrazione comunale, non paga, ha deciso di introdurre regole ferree per obbligare gli assegnatari al pagamento delle quote condominiali, pena lo sfratto esecutivo.
Ma stiamo ancora parlando di emergenza o di una normale assegnazione di alloggio E.R.P. ?
L’alloggio confiscato alla mafia ha una natura giuridica totalmente diversa rispetto a quella degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. A nostro avviso, il farne un unico calderone è un processo che non crea altro che confusione e che pecca di trasparenza.

Qual è il parere in merito delll’Agenzia Nazionale Beni Confiscati? L’amministrazione comunale si è confrontata con essa?

Il fine, diciamocelo pure, è quello di eliminare un percorso virtuoso che ha portato oltre 250 nuclei familiari ad ottenere regolarmente un’assegnazione di un alloggio confiscato che una volta equiparato ad alloggio E.R.P. verrebbe assegnato non più secondo i parametri previsti per l’emergenza abitativa, ma seguendo l’obsoleta graduatoria per l’assegnazione di alloggi popolari.

Ancora una volta l’amministrazione Orlando marcia come un treno senza mai porsi il dubbio sulla necessità di confrontarsi con quelle realtà cittadine che sul tema dell’emergenza abitativa lavorano assiduamente ormai da decenni.

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