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Monterotondo programma amministrative 2019

Monterotondo programma amministrative 2019

Potere al Popolo Monterotondo nasce da un gruppo eterogeneo, compagni appartenenti a diversi movimenti e partiti di sinistra, persone che si erano allontanate o che si avvicinano per la prima  volta alla politica attiva, che non si sentono rappresentate da questa classe politica e che hanno deciso di proporre un nuovo modello di partecipazione e nuove forme di lotta e di mutualismo.
Sentiamo la necessità di presentare una lista di sinistra alle prossime elezioni amministrative, ci poniamo l’obiettivo di arginare il vuoto lasciato dal disinteresse della politica verso le esigenze delle classi popolari. Le politiche che vengono espresse dai tradizionali partiti del territorio non esprimono una progettualità corrispondente ai nostri valori, per questo abbiamo deciso di dire la nostra.
Questa volta non stiamo a guardare, ora ci candidiamo noi!

La sicurezza si fa con i diritti

Noi vogliamo mettere in discussione alla radice le politiche neoliberiste messe in atto fino ad oggi. Vogliamo la garanzia dei diritti fondamentali, la moltiplicazione e l’investimento nei luoghi di incontro e di aggregazione popolare. Vogliamo che si torni a investire sui servizi di base al cittadino, da attuarsi anche sostenendo e integrando l’iniziativa svolta da realtà sociali che praticano il welfare dal basso.

Contrasto alle diseguaglianze sociali

Un Paese sempre più in preda alla crisi, impoverito e incattivito, vede crescere l’emarginazione sociale, conseguenza del sistematico smantellamento del sistema di welfare pubblico. 18 milioni di persone sono a rischio di povertà e di esclusione sociale, 12 milioni di persone rinunciano a curarsi per motivi economici. Numeri da “terzo mondo” avremmo detto qualche tempo fa.
Anche Monterotondo conosce la povertà estrema: aumentano le persone senza fissa dimora come pure le famiglie sotto la soglia di povertà, che sopravvivono grazie all’impegno di realtà associative che distribuiscono pasti, vestiti, cure primarie e soprattutto ascolto. L’amministrazione comunale seppur sensibile e collaborativa, non ha ancora messo in campo un intervento strutturale per contrastare la crescita della povertà.

Proponiamo:
• Di destinare una struttura all’accoglienza delle persone senza fissa dimora o a chi è in difficoltà
temporanea, che preveda altresì percorsi di reinserimento sociale.
• Di attivare un programma stabile di lavori socialmente utili per dare supporto alle persone che
perdono il lavoro e sono di difficile ricollocazione o che non hanno un reddito;
• L’ istituzione di una residenza fittizia: il nostro territorio sta vedendo crescere il numero di persone
che vivono per strada, per questo motivo molti di loro non possiedono ufficialmente una residenza;
da questo ne consegue l’impossibilità di accedere a servizi indispensabili come quello sanitario

No alla criminalizzazione della povertà:

Con il pretesto di rendere le nostre città più sicure il ministro Minniti ha dato il via ad una lotta spietata contro gli individui più emarginati delle nostre città, introducendo ad esempio il famigerato D.A.SPO urbano.
Sulla stessa scia, inasprendone anche alcuni passaggi, si è mosso il decreto sicurezza e immigrazione fortemente voluto dall’attuale ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Proponiamo:
• Che il nostro Comune non applichi il suddetto decreto, in quanto contiene norme disumane e
criminogene, nonché destabilizzanti per la sicurezza delle nostre città;
Di conferire la residenza anagrafica ai possessori di permesso di soggiorno umanitario, per
permettere a costoro di usufruire dei servizi sanitari, dei servizi sociali, delle scuole, di accedere al
Rei ed al “reddito di cittadinanza”.

Beni comuni e democrazia partecipata
Negli ultimi vent’anni, strette dalla morsa dei vincoli di bilancio del Fiscal Compact, le amministrazioni comunali hanno di fatto praticato politiche di austerità.
Riteniamo che i comuni devono essere liberi di stabilire piani di investimento per rispondere ai bisogni della propria comunità: dall’edilizia scolastica a quella residenziale pubblica, dalle strategie di tutela ambientale, ad un piano dei trasporti integrato. E perché questi siano pubblici, trasparenti e di qualità pretendiamo di esercitare un controllo dal basso, un “controllo popolare”

Ripubblicizzazione dei beni essenziali

Sono sempre di più le esperienze civiche ed anche di governi nazionali che si sono riappropriate di settori fondamentali per la collettività, restituendo ai cittadini la proprietà, la gestione e il controllo democratico dell’acqua, dei servizi sociali, della raccolta dei rifiuti, della produzione e distribuzione di energia, dei trasporti, dell’educazione scolastica, del governo locale di spazi verdi, attività culturali, sportive o delle politiche abitative.
La ri-municipalizzazione non si riduce alla modifica formale della proprietà o della gestione di un servizio,il punto chiave è ristabilire un valore pubblico e far proprio l’impegno dell’accesso universale alle prestazioni, rivendicando i servizi pubblici per tutti.

Proponiamo:
• La pubblicizzazione dell’acqua, dando attuazione al risultato emerso dal Referendum per l’acqua pubblica del 2011, la nostra amministrazione deve dare un contributo significativo nelle sedi opportune, come ad esempio la conferenza dei sindaci di ATO2, alla creazione di un percorso insieme alle altre amministrazioni locali e al Forum dei movimenti per l’acqua, per tornare alla ripubblicizzazione di questo bene essenziale e vitale. Si scrive acqua si legge democrazia.

Efficientamento della Pubblica Amministrazione

Una amministrazione pubblica locale ha il dovere assoluto di rispondere ai bisogni dei propri cittadini in maniera efficace e con costi possibilmente più contenuti, fornendo servizi innovativi e di qualità, frutto di politiche che mettano al centro di qualsivoglia intervento l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale.
Diventa quindi ineludibile la qualificazione e l’aggiornamento delle risorse umane che costituiscono un volano per aiutare la P.A a diventare sempre più moderna ed efficiente.

Proponiamo:
• Istituzione di un’Equipe di progettazione per l’accesso ai Fondi europei che sia in grado di attivare studi, ricerche ed elaborazione di progetti per aver accesso ai fondi settoriali destinati alle P.A.
• Attivare progetti di smart working, ovvero una straordinaria opportunità per migliorare la qualità del lavoro (e dei servizi offerti), le condizioni lavorative, la qualità del contesto urbano. . Perché lo smart working si affermi con successo nella Pubblica Amministrazione sono necessari alcuni cambiamenti tecnologici e evidenti trasformazioni organizzative e culturali

Valorizzazione dei quartieri

E’ prioritario avere una chiave di lettura precisa e originale delle esigenze della città, che definisca una puntuale riqualificazione e valorizzazione dei singoli quartieri, tenendo conto della complessità dei bisogni espressi direttamente dai cittadini. Liberare i beni immobili pubblici e destinarli a questo scopo è il primo passo.

Proponiamo:
• L’apertura di Case di Quartiere, spazi che dovrebbero svolgere la funzione di “piazze” dove ricostituire il tessuto sociale, ricreando il senso di comunità. Le C.di Q. potranno ospitare sportelli di pubblica utilità, attività, servizi e iniziative culturali, gestite da cittadini ed associazioni residenti in quel quartiere, rispondendo a puntuali bandi di assegnazione elaborati dalla amministrazione comunale e sotto il suo stretto controllo e collaborazione.
• Recupero dei beni pubblici (tra cui quelli confiscati alle mafie) da restituire alla cittadinanza: gli immobili possono diventare luoghi di aggregazione sociale e i terreni possono essere trasformati in orti sociali.

Arte e Cultura:

Nella nostra città sono stati fatti grandi passi in avanti sul piano della cultura, ma questi si sono posti in continuità ad un processo amministrativo in cui le periferie vengono affidate al solo attivismo dei cittadini. Per questo pensiamo che debba essere rivolta una particolare attenzione ai quartieri periferici, consapevoli che per riqualificare il territorio è necessaria una promozione culturale.
Inoltre come si evince dai tanti studi ed indagini statistiche il dato della povertà socio-economica è perfettamente sovrapponibile alla povertà culturale meglio definita come analfabetismo funzionale, è quindi evidente che agire sulla rimozione delle cause dell’una significa ottenere risultati positivi anche nei confronti dell’altra.

Proponiamo:
• Esattamente come per i servizi sociali, la cultura deve essere una voce di bilancio primaria
• Istituire nell’Assessorato competente una delega alla Bellezza e alla Felicità: dare una connotazione diversa all’attività amministrativa anche attraverso l’uso di parole normalmente legate a sfere più intime e personali, significa mettere al centro dell’agire politico concetti e valori che stiamo perdendo di vista in un’epoca fortemente caratterizzata dall’individualismo e da sentimenti negativi legati alla paura ed alla solitudine. Perseguire bellezza e felicità in senso sociale può aiutarci a ridefinire gli obiettivi di pubblica utilità, rafforzando la coesione sociale tra i cittadini. La solidarietà, la capacità creativa e visionaria delle arti, la condivisione e il godimento
degli spazi e del paesaggio possono rappresentare il terreno su cui i cittadini sono chiamati a reinventare la propria città.
• Favorire l’utilizzo dei immobili pubblici per la produzione e il godimento di attività ed eventi artistici e culturali: rendere meno oneroso l’utilizzo del Teatro Comunale Ramarini; organizzare con l’Istituto L. Campanari la fruizione pomeridiana e serale dell’Auditorium Scardelletti promuovendo la partecipazione delle tante realtà associative che nella nostra città si occupano di teatro, danza, musica ed arti varie.
• L’apertura di una Biblioteca comunale nelle adiacenze del Museo Storico di recente istituzione, immaginando così la realizzazione di un polo culturale che riqualificherebbe un quartiere sopraffatto dalla presenza di esercizi commerciali della grande distribuzione, palazzine residenziali, parcheggi.
• Aprire un Liceo con indirizzo musicale nel quartiere Scalo in continuità con la sezione musicale dell’Istituto Comprensivo Loredana Campanari.
• Istituire un ente di Formazione continua per adulti con preciso riferimento alla diffusione dell’alfabetizzazione digitale, riconoscendo tali competenze come strumento ormai necessario soprattutto per chi rischia di rimanere escluso dal mondo del lavoro.

Viabilità e Trasporti

Una delle maggiori emergenze sul territorio è legata alla viabilità ed al trasporto pubblico, questione non indifferente perché riguarda lo sfruttamento del suolo e l’inquinamento. Ogni anno aumenta il numero di automobili in circolazione sul territorio, il che crea grandi disagi per tutti i cittadini. Riteniamo che alla base di un drastico cambiamento su questo aspetto ci sia bisogno di una forte azione politica: è necessaria una nuova organizzazione del trasporto pubblico accompagnata da un progetto per educare la cittadinanza all’utilizzo di mezzi pubblici e mezzi non inquinanti.

Proponiamo:
• Promuovere il trasporto intermodale e collettivo e potenziare il trasporto pubblico in ogni sua forma: aumentare il numero di navette cittadine e di collegamento con i paesi limitrofi; incrementare il servizio di Scuolabus; incentivare economicamente l’utilizzo dei mezzi pubblici.
• Prevedere l’acquisto di mezzi pubblici a trazione elettrica.
• Promuovere modalità di spostamento non inquinanti, favorendo chi adotta soluzioni come il “Bike to work”;
• L’organizzazione di corse per i fruitori degli impianti cittadini sportivi, con agevolazioni sugli abbonamenti per studenti e disoccupati;
• Realizzare un camminamento che colleghi il centro della città con i quartieri sulla Salaria, consentendo ai pedoni di spostarsi in sicurezza su sede protetta.
• Concertare un tavolo con i comuni limitrofi per trovare azioni congiunte nella lotta all’inquinamento e alla tutela ambientale. Alcune proposte: chiedere ad Autostrade Spa l’esenzione dal pedaggio autostradale per i mezzi pesanti nel tratto Settebagni-Fiano Romano, per alleggerire il traffico sulle vie consiliari; costruire una rete di piste ciclabili di collegamento tra i vari comuni.

Natura e Ambiente

Una gestione ecologicamente sostenibile del territorio è un’esigenza primaria di qualsiasi politica di tutela dell’ambiente e del paesaggio e di prevenzione del dissesto idrogeologico, anche in virtù degli effetti del cambiamento climatico.

Sfruttamento del suolo e cementificazione
La città ha bisogno di individuare da che parte stare nella contrapposizione tra il diritto alla città e i predatori del suolo. Il modello di sviluppo che segue le “Grandi Opere Inutili si rispecchia anche nel nostro territorio: il consumo di suolo, la cementificazione diffusa, la costruzione di grandi plessi ndustriali e commerciali. I quartieri a ridosso della Via Salaria ne sono un esempio: intere aree sono state massicciamente asfaltate e cementificate sottraendole al verde preesistente.

Proponiamo:
• Mettere in cantiere opere che contrastino il dissesto idro-geologico, causato dalla costruzione edilizia in zone fortemente compromesse del nostro territorio.
• Una moratoria sul consumo di suolo e sull’aumento volumetrico, ma anche e soprattutto recupero e riqualificazione degli spazi abbandonati di proprietà pubblica.
• Riqualificazione delle aree maggiormente cementificate ed asfaltate con apposito piano del paesaggio urbano, che preveda nuove piantumazioni arboree ed arbustive autoctone, favorendo maggiore permeabilità dell’acqua e salubrità dell’aria, nonchè riqualificazione estetica.
• Valorizzazione e recupero degli stabili della zona industriale, a cominciare dal Centro Servizi comunale, attraverso piani di sviluppo che coinvolgano le realtà produttive cittadine, promuovendo anche buone pratiche come il co-working.

Rifiuti e risorse

La situazione dei rifiuti nel nostro comune è decisamente sconfortante. Dopo il fallimento di Nuova Era nel 2008, il Comune di Monterotondo nella gestione dei rifiuti ha di fatto ottenuto risultati appena accettabili, optando per scelte discutibili. La raccolta porta a porta nel 2018 copre solo il 40 % del territorio, e solo il 27 % di rifiuti viene differenziato, risultato a dir poco deludente. Riteniamo una buona base di partenza la delibera “Rifiuti Zero”, che va comunque aggiornata.

Proponiamo:
• Percentuale 80 % di raccolta rifiuti differenziati entro il 2020;
• Incentivi alle attività che favoriscono una drastica riduzione dell’utilizzo di imballaggi (supermercati packaging-free), studiando un piano di riduzione di imposte;
• Promuovere campagne di educazione ambientale, rivolte a tutta la cittadinanza, sul corretto conferimento dei rifiuti, scelte di vita a basso impatto ambientale per combattere sprechi ed inquinamento
• Progettualità e costruzione di soluzioni sul territorio per rendere il rifiuto una risorsa, ad esempio iniziando una collaborazione con le microreti per la compravendita delle materie prime;
• Dare il buon esempio: utilizzare in tutti i servizi a gestione pubblica materiali completamente biodegradabili e senza imballaggi, a cominciare dalle mense scolastiche.
• Stop agli sprechi energetici: studiare incentivi per chi utilizza energie alternative
• Istituire la figura dell’Energy Manager presso la pubblica amministrazione

Questione animale

In un paese in crescita per numero degli abitanti è importante dare un segno sul decoro ambientale, di cui il trattamento degli animali fa parte. La tutela della natura è un valore che passa per piccole azioni ma che contribuiscono a rendere migliore la vita degli animali e del cittadino.

Proponiamo:
• Di dotare Monterotondo di un canile e gattile a gestione pubblica; attualmente il Comune spende una cifra considerevole per la gestione dei cani randagi,che vengono portati in strutture fuori dal territorio comunale e che sono state anche oggetto di polemica. Il canile comunale può inoltre rappresentare anche un occasione di lavoro.
• Relativamente ai circhi con animali che si attendano nel nostro territorio, venga data piena attuazione alla Delibera di C.C. n. 104/2007 con particolare attenzione al rispetto dell’articolo 13 comma 3 in cui viene regolamentata la concessione del suolo pubblico a circhi e mostre viaggianti.

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