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[MOLISE] IL GRANDE DISASTRO DEL TRASPORTO PUBBLICO MOLISANO

Se l’Italia non è messa bene in fatto di trasporto pubblico, il Molise rappresenta il fanalino di coda di questa classifica poco lusinghiera. Siamo un concentrato di scelte sbagliate. Assessori e funzionari regionali, nei fatti, hanno provocato questo grave deficit di modernità, riducendo un servizio essenziale ad una pura (e vuota!) formalità. Hanno speso, e spendono, male i nostri soldi producendo ritardi che difficilmente colmeremo in tempi brevi.

Gli effetti, di una amministrazione corruttibile ed incompetente, sono sotto gli occhi di tutti:

  • pendolari costretti a subire disservizi, e conseguenti disavventure, quotidianamente;
  • pendolari che non vengono mai interpellati in fase di progettazione del servizio, in barba alle direttive europee sull’argomento;
  • lavoratori, sia della gomma che del ferro, vessati ed umiliati da imprenditori e dirigenti di aziende poco attente al capitale umano;
  • servizio scadente fatto con materiale (sia su gomma che su ferro) vecchio ed inquinante, spesso scarto di altre regioni;
  • incapacità di portare a termine qualsivoglia gara d’appalto per affidare e riammodernare sia il servizio urbano che quello extraurbano;
  • incapacità di imporre alle aziende dei trasporti un servizio che sfrutti la sinergia dei vari vettori operanti in regione, eliminando sprechi e prendendo finalmente in considerazione i bisogni dell’utenza;
  • la stazione ferroviaria di Campobasso è in “letargo” da tre anni e si sta decidendo di “ibernarla” per un tempo imprecisato;
  • tre tratte ferroviarie: Campobasso-Termoli, Campobasso-Benevento e Carpinone-Sulmona chiuse per sempre;
  • i centri delle nostre città sono pieni di bus sostitutivi di ex servizi ferroviari;
  • il terminal bus di Campobasso è da decenni in uno scandaloso abbandono, quello di Isernia non esiste proprio;
  • tutti i media locali scodinzolano entusiasti all’opportunità di costruire una aviostazione di superfice con le misere risorse regionali.

Questo sconfortante quadretto, sullo stato in cui versa il TPL regionale, potrebbe portare a concludere che il Molise è una regione dove senza auto propria non si va da nessuna parte e provocatoriamente decidere di dirottare le risorse dei trasporti ad altri servizi in sofferenza come sanità e scuola.

Il salto di qualità, per questo scalcinato, ma strategico servizio pubblico è esigere la partecipazione dei soggetti sani (pendolari e lavoratori dei trasporti) ai momenti decisionali dell’assessorato, come non è stato mai consentito, da amministratori scadenti e asserviti ai voleri dei padroni delle ferriere e ai famelici costruttori di infrastrutture, fermi all’insana consuetudine di sfruttamento della natura e degli esseri umani, siano essi dipendenti o pendolari.

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