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INCHIESTA “KEU”: RESPONSABILITÀ E MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO!

Quello che emerge dall’inchiesta “Keu” della direzione distrettuale antimafia di Firenze è un quadro disarmante di collusione tra organizzazioni criminali, imprenditoria di vario livello e amministrazioni pubbliche. Una rappresentazione plastica di come l’interesse di gruppi privati – come quello dei conciatori e del loro consorzio ma anche del settore edile – vada a braccetto con l’attività criminale di organizzazioni come la ‘ndrangheta e con il beneplacito, quando non addirittura il favoreggiamento, della politica.

Il risultato è un’opera pubblica del territorio realizzata con materiali di scarto dei fanghi utilizzati dalle concerie del Valdarno. Ben 8.000 tonnellate di rifiuti contaminati, infatti, sono finiti tra i rilevati della strada regionale 429, in particolare del V lotto che collega la rotatoria nella frazione di Brusciana a Empoli con la rotatoria di Dogana nel comune di Castelfiorentino. Le indagini hanno evidenziato che anziché realizzare un riciclo totale dei rifiuti conciari, con successivo conferimento in discarica dei residui, le ceneri tossiche derivanti dai fanghi venivano inviate ad un impianto di produzione di materiali riciclati che provvedeva a miscelarle con altri inerti e a classificare il composto come materia prima per l’edilizia. Una bomba ecologica che rischia di contaminare il suolo e le falde acquifere, piazzata da una ditta che aveva preso il controllo del subappalto del movimento terra per i lavori sul quinto lotto della strada grazie all’appoggio della cosca criminale Gallace di Catanzaro.

Le indagini hanno anche rilevato illeciti riguardanti le attività di scarico delle acque depurate trattate dal depuratore “Aquarno” che verserebbe nel canale Usciana acque in realtà non adeguatamente depurate. Le persone indagate in tutto sono 19, tra cui vertici delle pubbliche amministrazioni locali e regionali, esponenti dell’Associazione Conciatori, imprenditori edili.

A pagare ancora un volta sono coloro che sui territori ci vivono, vittime di un sistema colluso e asservito agli interessi dei padroni di turno con il favore di una politica che non è in grado o addirittura non vuole vigilare. Il perpetuarsi di appalti concessi al minimo ribasso, dove a contare è solo il risparmio sui costi che equivale a retribuzioni più basse per i lavoratori e servizi peggiori – in alcuni casi con l’aggravante del rischio per la salute pubblica – per le persone, agevola questo tipo di fenomeni.

Ci auguriamo che venga fatta piena luce sulla vicenda e che i responsabili vengano puniti. Ma soprattutto esigiamo che vengano messe in sicurezza le aree soggette a contaminazione.

di Potere al Popolo Empolese Valdelsa

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