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Greenwashing: una tattica politica da contrastare

Se anche solo metà delle dichiarazioni in favore dell’ambiente rilasciata dai politici fosse veritiera, ovvero confermate da provvedimenti concreti congruenti, avremmo già salvato il pianeta. Partiamo da Giovanni Toti, Presidente (Forza Italia) della Regione Liguria che solo un mese fa scriveva: “La Liguria che vogliamo guarda all’ambiente”. Ma poi con la sua maggioranza ha approvato una legge finalizzata alla riduzione di 540 ettari la superficie di numerosi parchi e revoca la classificazione di area protetta regionali a 42 territori nel savonese, per un totale di oltre 22mila ettari.
La “sagra delle dichiarazioni” continua: nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini sul versante marchigiano il Sindaco Castelsantangelo sul Nera supportato dalla CIA Marche e Copagri Marche sostiene la realizzazione di un invaso artificiale sul Monte Prata, motivandola con benefici “ambientali”, una opera incomprensibile e paradossale dal fortissimo impatto ed in piena Zona di Protezione Speciale.
Percorrendo lo stivale da Nord verso Sud, mentre L’Italia è sotto procedura d’infrazione per non aver garantito misure di conservazione efficaci per i siti Natura 2000, sono tante, troppe le azioni deleterie. Per esempio in Calabria, a Scalea l’aviosuperficie del locale aeroporto è stato sostenuto, finanziato e realizzato  con fondi statali nonostante fosse all’interno dell’importante sito naturalistico che si collega al Parco Nazionale del Pollino. La salvaguardia del territorio e degli ecosistemi è il nostro futuro: le dichiarazioni mendaci e le vecchie politiche speculative non possono più trovare spazio, non operano nel bene collettivo e ci fanno perdere tempo prezioso che dobbiamo invece utilizzate per mettere in sicurezza l’ ambiente in cui viviamo, base imprescindibile per la nostra esistenza.

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