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#GLOBALCLIMATESTRIKE: il 27 Settembre Potere al Popolo in piazza per il clima

Potere al Popolo partecipa alla settimana di mobilitazione sulla crisi climatica che culminerà nel terzo sciopero globale per il clima il 27 Settembre. Aderiamo dunque in tutte le città alla manifestazione che FFF – Fridays For Future – ha organizzato.

Anche USB – Unione Sindacale di Base – ha proclamato lo sciopero generale nazionale di tutte le categorie pubbliche e private, per l’intera giornata del 27 e la FLC CGIL ha annunciato lo sciopero di tutto il personale del Comparto Istruzione e Ricerca, dell’Area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole. Per questa stessa data i Cobas della Scuola e del lavoro privato (esclusi quelli dei Trasporti) hanno indetto lo sciopero generale di tutti i dipendenti.

L’importante risposta positiva di questi sindacati all’appello di FFF fa emergere lo stretto legame tra giustizia ambientale e giustizia sociale, tra lo sfruttamento dissennato delle risorse naturali e dei territori e quello del lavoro; tra la salvaguardia del territorio, la pianificazione urbana orientata ai fabbisogni delle popolazioni e il rispetto dei diritti umani e sociali di tutte e tutti.

La lettera aperta di FFF a tutte le lavoratrici e lavoratori, e a tutte le organizzazioni sindacali, chiaramente indica che la lotta per il clima è la stessa lotta per la giustizia sociale. Leggiamo in quel testo: “ […] c’è un’ interconnessione strutturale tra il sistema che estrae forsennatamente le risorse del pianeta, ignorando i limiti imposti dalla natura, e il sistema iniquo in cui ad essere estratte sono le risorse umane dei lavoratori. Insieme stanno portando al collasso del nostro ecosistema e della nostra società […] La necessaria conversione a un sistema ecologicamente sostenibile deve andare di pari passo con la tutela dei diritti dei lavoratori e delle fasce più deboli della popolazione […]”.

Questo è anche il nostro punto di vista. Con la mobilitazione del 27 ci auguriamo che il percorso di lotta intrapreso già da tempo, vada in direzione anticapitalista, mettendo finalmente in discussione il modello di sviluppo dominante, predatorio e devastante. La lotta ambientale non può essere slegata dalle altre, deve andare di pari passi con tutte le altre lotte per il superamento delle relazioni di dominio, quella femminista, di liberazione omosessuale (LGBT), anti militarista, antinucleare e dallo sfruttamento del lavoro. Rifiutiamo ogni strumentalizzazione della questione ecologica usata per promuovere i mercati della “green economy” o per ricostruire una verginità politica, perché entrambe mantengono inalterati gli stessi rapporti di classe e sfruttamento.

Per noi la lotta ecologista si traduce nei territori nelle battaglie contro l’uso dissennato di risorse naturali; contro la speculazione e saccheggio del patrimonio fisico, culturale e sociale di città, periferie e campagne da parte delle forze economiche di mercato e delle rendite immobiliari; contro la perdita di fertilità e biodiversità; contro l’illegalità e la corruzione che nella male gestione dell’ambiente hanno trovato un terreno fertile per espandersi, commettendo un numero crescente di reati ambientali; contro l’immissione di scarti tossici non metabolizzabili che minano la salute di tutti gli esseri viventi in nome di una presunta “modernità” o “crescita”. E quindi contro tutte le grandi opere inutili, emblemi di questo modello di sviluppo, che anche il PD continua a sostenere.

Pretendiamo programmi e investimenti per la transizione ecologica dell’economia che rispetti i principi di giustizia sociale, ambientale e climatica. Soltanto una trasformazione socio-economica radicale potrà portare prospettive diverse di futuro per questo pianeta. Ma non accettiamo che siano ancora i più poveri, i più deboli e coloro che meno hanno contribuito a questo stato delle cose, con la complicità di una classe politica che non riesce a dare una risposta adeguata ad un problema epocale, a pagarne i costi.

Per questo scenderemo in piazza per dire: “Distruggi il sistema, non il pianeta!

Ci vediamo in piazza!

POTERE AL POPOLO!

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