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Flop della piazza delle sardine: la nostra risposta alle deliranti dichiarazioni di Mattia Santori

MATTI SANTORI STASERA DICE ANCORA BUGIE SU POTERE AL POPOLO: ECCO LA NOSTRA RISPOSTA

FLOP DI SALVINI, FLOP DELLE SARDINE: NAPOLI VUOLE UN’ALTERNATIVA VERA!

Oggi a Napoli erano previsti due eventi:la venuta di Salvini al Teatro Augusteo e il grande evento delle Sardine a Piazza Dante. Entrambi sono stati due flop.

Pochissimi leghisti sono andati a sostenere Salvini, che è stato invece contestato da centinaia di giovani che hanno sfidato la militarizzazione della città.

Perché Napoli è la città dell’amore, ma anche la città dell’odio contro il razzismo e contro chi fino a poco fa ci chiamava terroni e oggi vuole il nostro voto.

Così stasera la parte più viva della città ha preferito andare a contestare direttamente Salvini lasciando semi-deserta la piazza del concerto delle Sardine. Perché qui la gente non se ne fa niente dei discorsi vuoti. E soprattutto, dopo il connubio fra Sardine, PD e Bonaccini, quello che sta facendo l’autonomia differenziata che danneggia il Sud, tutti avevano capito che l’evento era una manovra politicista per tirare la volata elettorale a Sandro Ruotolo.

Così a Piazza Dante c’erano poco meno di 200 persone, come testimoniano tutte le foto.

Sul palco alcune Sardine napoletane più sensibili ai problemi del territorio avevano chiamato le realtà di lotta della città intervenire. Precari Apu, Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre”, Sardine Nere: tutte queste realtà hanno sottolineato che la loro lotta era contro la destra ma anche contro questo centrosinistra che non dà risposte, che fra i decreti di Minniti e quelli di Salvini non c’era poi tutta questa differenza, che il Sud non vuole l’autonomia differenziata ma ha bisogno di risorse e di intervento pubblico per assicurare lavoro e servizi.

Contenuti in totale dissonanza rispetto alla linea filo-PD di Mattia Santori che, arrabbiato con gli stessi napoletani, decide di non svolgere l’intervento in programma, per poi allontanarsi di fretta quando alcuni giovani gli chiedono ragione delle sue posizioni.

Apprendiamo quindi con sconcerto le dichiarazioni appena rilasciate da Mattia Santori che – invece di parlare di Salvini a Napoli – accusa Potere al Popolo e i centri sociali di aver occupato il palco delle Sardine facendo fallire l’iniziativa!

Fortunatamente, nell’epoca dei social e dei video, tutti possono vedere che Potere al Popolo non è mai salito sul palco né c’è mai stata una nostra bandiera in piazza, leggere che tutti gli interventi erano previsti, che la gente in piazza non c’è mai stata, e che Santori non ha avuto il coraggio di affrontare non solo la piazza, ma anche dei ragazzi come lui.

Semplicemente, quello che Santori non ha capito è che qui i movimenti sono reali e autonomi. La gente, anche quella che loro stessi hanno chiamato a intervenire, è esasperata e non ha fiducia né nella destra né nel centrosinistra, ma chiede un’alternativa vera. Non si fa strumentalizzare a fini elettorali e non fa sconti a nessuno.

Santori oggi ha fatto un Erasmus al Sud e ha scoperto che il mondo reale non è il giardino protetto di casa sua e dei media che lo coccolano.

Noi ci riserviamo di valutare con i nostri legali di querelare Mattia Santori, così dalla giornata di oggi imparerà anche a smettere di raccontare bugie alle telecamere. Non l’abbiamo fatto quando a Raidue, senza possibilità di replica, attaccò la nostra organizzazione inventando che a Firenze avevamo osato portare in piazza le nostre bandiere (cosa smentita da tutti i video). A meno che non voglia ritirare sin da ora le sue affermazioni.

Il nostro Sud e il nostro paese meritano risposte reali, una politica vera, non marketing e pagliacciate.

E i confronti i Presidenti di Regione, i Ministri, devono farli con le realtà di fabbrica, con i cittadini delle periferie, con i lavoratori APU e i disoccupati, con chi conosce davvero i problemi perché li vive sulla sua pelle, non con quattro improvvisati in cerca di visibilità.

Noi continueremo il nostro impegno per far sentire la voce degli ultimi, sostenendo ogni giorno le lotte, continuando ad aprire Case del Popolo nelle periferie e nelle province, e anche alle elezioni del 23 febbraio con Giuseppe Aragno a Napoli e il 1° marzo a Roma con Elisabetta Canitano.

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