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CARO NARDELLA, CARO GIANASSI, DI FRONTE ALLA CRISI SOCIALE LA GIUNTA NON PUO’ LAVARSENE LE MANI!

FONDI PER LA CRISI. CARO NARDELLA, CARO GIANASSI, DI FRONTE ALLA CRISI SOCIALE LA GIUNTA NON PUO’ LAVARSENE LE MANI! CI RIVEDREMO A SETTEMBRE!

La giunta di Firenze, dopo 70 giorni la mozione approvata dal Consiglio comunale, continua a non usare i 6 milioni individuati a bilancio.

Ieri insieme a Firenze città aperta e al gruppo consiliare Sinistra progetto comune, siamo tornati sotto Palazzo Vecchio a pretendere, ma sono poche e deludenti le risposte.

L’assessore al bilancio Gianassi, interpellato dai e dalle manifestanti, ha infatti detto che le risposte arriveranno a settembre, quando il consiglio approverà il bilancio. Una dichiarazione che è il classico SCARICABARILE. Il Consiglio aveva infatti già approvato lo stanziamento dei fondi per l’11 maggio scorso, stava alla giunta avviare una variazione di bilancio e mettere a disposizione i fondi individuati – come d’altronde hanno già fatto altri comuni, per esempio quello di Bologna – con degli appositi bandi per ulteriori buoni spesa, contributi affitto e pacchi alimentari. La giunta poteva e non ha fatto. (qui un prospetto più approfondito su dove sono questi soldi: https://tinyurl.com/y6fo8lt9). Non ci si può certo affidare alla beneficienza di sponsors, crowdfunding, o aspettare il governo che è stato altrettanto assente.

Presidio: Nardella, dove sono i 6 milioni?

Gepostet von Potere al Popolo – Firenze am Montag, 20. Juli 2020

Si potevano anche usare i risparmi sui consumi dovuti alle chiusure delle sedi comunali durante il lockdown, e soprattutto dall’operazione che abbiamo denominato ‘la crisi si paga con gli interessi delle banche’, ovvero prevedendo per il 2020 la restituzione alle banche della sola quota capitale dei mutui. Solo destinando una minima parte delle risorse liberabili a bilancio da queste operazioni si potevano destinare almeno 6 milioni a pacchi alimentari e buoni economici, fondi per il sostegno alle famiglie per pagare le bollette e gli affitti, oltre a altri interventi per rendere meno gravosa la crisi nelle fasce di lavoratori e lavoratrici più colpite. Nulla, nessuna risposta, mentre da qui a settembre la crisi alimentare peggiorerà. Si daranno le colombe avanzate da Pasqua?

Riteniamo inoltre grave DAL PUNTO DI VISTA DEL FUNZIONAMENTO DEMOCRATICO, che di fronte a un atto di indirizzo del Consiglio Comunale, che indubbiamente è l’organo più rappresentativo della cittadinanza, la Giunta non abbia dato risposte adeguate, che ignori la volontà e l’indirizzo del consiglio, rimandando allo stesso Consiglio, a settembre, l’analisi degli equilibri di bilancio. Da Nardella e dalla maggioranza non possiamo che pretendere coerenza con il voto della mozione che è stata approvata due mesi fa e che si intervenga attivamente senza che si dia ogni responsabilità al livello regionale e nazionale, di cui lo stesso Pd fiorentino è comunque parte integrante.

Li abbiamo aiutati a cercare i soldi, a Gianassi abbiamo portato anche una mappa del tesoro. Era così facile che non hanno mosso un dito da Palazzo Vecchio. Capiamo che siano stati impegnati nel coprire i buchi, anzi le voragini economiche, solo in parte imputabili alla imprevedibilità dell’emergenza Co

vid, ma che in gran parte si sarebbero potute evitare con scelte oculate in materia di entrate e se si fossero evitate elargizioni e prebende e spese inutili al grido del ‘tanto paga il turista’. La colpa della crisi, se è innegabile che sia dovuta in parte alla imprevedibile e drammatica pandemia, dalle politiche di Nardella e della sua maggioranza è stata sicuramente amplificata piuttosto che limitata.

Oggi, ancor prima di ieri, è necessario intervenire tanto a Firenze quanto a livello statale per applicare il principio di progressività fiscale. A partire dall’addizionale IRPEF comunale, che è scandalosamente piatta, lo 0,2%, tanto per le famiglie popolari tanto per quelle ricche. Si può e si deve prevedere UNA BILLIONAIRE TAX nei confronti di quei patrimoni milionari che si sono ingrossati anche e soprattutto durante gli ultimi 10 anni di crisi, come dimostrano tutti gli studi sulla diseguaglianza in Italia. L’Italia è un paese di grandi ricchezze private, 10.000 miliardi, in mano a poche famiglie.

Sono soldi che potrebbero essere usati per istituire misure di emergenza per chi lavora ed è in grossa difficoltà economica, e per far ripartire il paese attraverso un rinnovato intervento pubblico, volto a riequilibrare servizi essenziali come la sanità e la scuola, ad avviare la riconversione ecologica dell’economia, a partire da Ilva, Piombino etc; un intervento volto a favorire l’agricoltura di prossimità, il ripopolamento delle aree interne, la lotta contro il dissestoidrogeologico, una vera politica per la casa che punti al riutilizzo del patrimonio edilizio esistente (sono più di 7 milioni le case vuote in Italia, decine di migliaia a Firenze, che si potrebbero ammodernare e ripopolare a costi contenuti e creando lavoro buono), una cultura attenta al patrimonio del passato, ma viva e produttiva nella contemporaneità.

Quello che manca, evidentemente, è la volontà politica. La crisi purtroppo non finirà. Caro Nardella, Caro Gianassi, a settembre torneremo.

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