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[BOLOGNA] CITTÀ DEL CEMENTO, DELLA REPRESSIONE, DELLA SPECULAZIONE

Bologna, febbraio 2024 la città più progressista d’Italia, un cittadin* si sveglia per scappare di fretta verso il lavoro. Ad abbellirla rimane qualche spot pubblicitario, campagne social, come quelle con le bandierine blu proiettate in digitale, su una chimerica Unione Europea tollerante, accogliente e giardino felice. Ma Bologna, più che assomigliare ad un giardino felice, assomiglia invece all’ambientazione di Essi vivono, il film di John Carpenter.  Messi gli occhiali da sole, scopriamo con sgomento un mondo molto diverso dalle apparenze. Il nuovo filtro rivela una Bologna tappezzata di messaggi di propaganda, sull’amministrazione comunale, sulle nuove infrastrutture, pubbliche e private e sul modello di sviluppo di questa città, laddove prima c’erano i cartelloni pubblicitari.

Nella “città più progressista d’Italia”, negli anni ’20 del XXI secolo possiamo addirittura scegliere fra liberismo progressista con economia di guerra, e liberismo conservatore con stato poliziesco per il nostro futuro di cittadini!

Bologna città del Cemento

Il casus belli degli ultimi tempi è un gruppo di cittadini preoccupati, realtà locali e comitati che provano a mostrare il loro turbamento, per l’ennesima violazione del verde urbano del comune, con lo scopo di distruggere l’area verde del parco Don Bosco. Il progetto ha il fine di portare in questa sede le Scuole Besta, al posto di ristrutturare l’attuale plesso e risparmiare il deturpamento del verde cittadino.

E quando dei vigili inciampano e cadono a terra, il sindaco sceriffo usa parole di fuoco contro i manifestanti che al parco si sono opposti all’ennesima cementificazione assurda. Il comitato Besta si è dovuto scontrare con il solito autoritarismo mascherato da percorsi partecipativi tanto cari al PD, in cui i soggetti che si legano agli alberi per impedire la devastazione del verde pubblico sono i vandali.

È l’ennesimo esempio di come il Partito Del Cemento si scaglia contro i comitati che germogliano come casi di opposizione popolare che nascono dal basso contro la speculazione ambientale della giunta, come il Comitato No Passante e il Comitato No Palazzoni Due Madonne. Solo che stavolta il comune, visto il generalizzato clima di tensione nascente, e con la volontà di porre un freno alle spinte centrifughe, tenta un colpo di mano.

È impossibile contare gli ecomostri appoggiati da questa giunta fra il Passante di mezzo, il Nodo di Rastignano, Fiera, Tecnopolo , Ex Caab, Poli logistici, Palazzoni Due Madonne e molto altro ancora

Bologna città della Repressione

Ormai è impossibile nascondere come sia inesorabilmente caduto il cavallo di Troia portato avanti dal comune per nascondere il suo complesso dispotico.

L’accordo fra comune e il ministro degli interni Piantedosi da molti mesi a questa parte porta avanti un piano repressione del dissenso, troppi ne sono gli esempi degli ultimi mesi, dall’aumentata militarizzazione con continui controlli, fermi, chiusure e pressioni attutate nei quartieri della Bolognina e del Pilastro. La chiusura di esercizi commerciali come il Sunshine e altri, con ordinanze pretestuose, che celano in realtà la somiglianza di tali misure con il reato di opinione. Questa amministrazione vuole controllare cosa fanno i suoi cittadini nel tempo libero, dove bevono, cosa si dicono e dove si vedono. È montante la riottosità della comunità allo sventramento del quartiere della Bolognina, fra gentrificazione edilizia speculativa, i progetti delle linee del tram e del sottopasso.

Il comune vuole anche arroccarsi il diritto di scegliere quali film è consentito proiettare negli spazi, come visto a Villa Paradiso. Lo scorso mese, infatti, Il comune di Bologna, supportato dai Radicali, ha convocato il gestore della casa di quartiere perché riteneva inaccettabile la proiezione di una pellicola russa, chiedendo l’immediata cancellazione della proiezione. Tale spirale ha generato una caccia alle streghe e ora Comune e Questura pretendono di avere in anticipo la lista degli eventi nelle sale pubbliche con la scusa di “assicurare l’ordine pubblico”.

Il comune, indossando l’elmetto e schierandosi come sempre dal lato di chi con le proprie azioni brama guerra, morte e acutizzazione delle condizioni economiche e di vita in una città dove l’inflazione colpisce le fasce più fragili e vulnerabili della popolazione oggi più che mai con questo conflitto.

Bologna città della Speculazione

Se anche oggi tocca sbattere la testa, fra affitti e mutui alle stelle, lavoro povero e gentrificazione dei quartieri, lo dobbiamo a delle politiche deliberate di questa amministrazione. Trasformare Bologna in una vetrina culinaria e del turismo hanno portato alla proliferazione di AirBnB e Bed and Breakfast, rendendo inaccessibile il mercato immobiliare ai più. I progetti di infrastrutture pubbliche prevedono la solita formula dei finanziamenti pubblici coi profitti privati per le solite cordate imprenditoriali, deturpando il volto della città e rassegnandola a una nube di smog. Il passante di mezzo, un’autostrada a 18 corsie, tenta di portare in casa nostra quotidianamente, tutto l’inquinamento, il traffico e il rumore che non abbiamo mai chiesto, al posto di cercare di potenziare il trasporto pubblico ed il verde urbano. E se anche andare in aeroporto ti costa 23€ da quando hanno deciso che una navetta privata avrebbe gestito il servizio, possiamo essere certi che è il fiuto degli affari quello a cui vanno dietro

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