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Vaccinazione anticovid in Toscana: si salvi chi può!

Non esiste un piano vaccinale regionale. Nell’assenza di questo sono fioriti gli interessi corporativi, lasciando indietro chi aveva più bisogno del vaccino. Secondo stime attendibili (ma parziali), in Italia 464.000 dosi di vaccino sono state sottratte agli aventi diritto

La vaccinazione contro il covid 19 procede a rilento in tutto il Paese, nonostante gli annunci roboanti del governo, perché i vaccini, sotto la pressione degli interessi delle multinazionali del farmaco e degli stati che le spalleggiano, scarseggiano, e, nel contempo, alcune Regioni, tra cui spicca la Lombardia delle “eccellenze sanitarie”, arrancano malamente.

Come se ciò non bastasse, un pò’ in tutte le Regioni, dove più dove meno, e, in alcuni casi, per loro volontà e responsabilità diretta, stanno avvenendo distorsioni gravissime per quanto riguarda la scelta dei soggetti da vaccinare, a vantaggio di potenti corporazioni, quali avvocati, magistrati o giornalisti, o di reti familiari e clientelari. Ciò a discapito, naturalmente, di coloro che sono più bisognosi di protezione, cioè degli ultraottantenni e dei soggetti super-fragili a causa di gravi patologie.

Tutto questo in palese violazione delle priorità fissate nel piano di vaccinazione del governo nazionale. Quest’ultimo dissente, a parole, ma non fa niente; del resto sono gli stessi che governano a Roma e in periferia! Il fenomeno ha assunto dimensioni quantitative rilevanti: secondo stime attendibili (ma parziali) 464000 dosi di vaccino sono state sottratte agli aventi diritto. Per quanto concerne le categorie forti, la cosa è avvenuta alla luce del sole da parte delle Regioni, con la massima naturalezza.

La Toscana non è stata da meno di altre Regioni. Anzi, sommando i vaccinati con una e con due dosi, ha conquistato un non invidiabile primato: al 19 marzo risulta avere la più bassa percentuale di ultraottantenni vaccinati in Italia, pari al 27,4% del totale. Essa ha privilegiato avvocati e magistrati; inoltre le ASL toscane, per tutelare i loro interessi aziendali, hanno vaccinato anche il personale non sanitario, certamente non più esposto di tanti altri dipendenti pubblici e privati. Le motivazioni ufficiali di tutto questo, per giunta, non si conoscono perché, da ricerche effettuate, è venuta fuori l’assenza di un piano regionale di vaccinazione come atto ufficiale della stessa Regione. Insomma qualcuno ha deciso, ma non si sa chi e in che modo. Ancora una volta, una impareggiabile prova di non trasparenza oltre che di disprezzo dei valori di giustizia sociale e democrazia!

Serve liberalizzare i brevetti sui vaccini, e un piano di vaccinazione regionale ORA!

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