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[TORINO] RIAPRITE LO SPAZIO “NON SOLO MAMME”!

Le donne vivono da sempre un’enorme difficoltà nel conciliare il lavoro di cura dei figli a tempo pieno – che spesso ricade solo sulle loro spalle – con il diritto a studiare e formarsi. Questo accade anche e soprattutto alle donne migranti che desiderano frequentare corsi di terza media o di alfabetizzazione in lingua italiana presso i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) della nostra città.

Fino a poco tempo fa a Torino esisteva lo Spazio Non-Solo Mamme in via Poma 14, presso il CPIA 3 Torino Tullio De Mauro, che garantiva il diritto allo studio alle studentesse madri, offrendo loro la possibilità di lasciare i propri figli a personale qualificato in uno spazio 0-6, mentre frequentavano le lezioni: un’opportunità di studio, educazione e partecipazione attiva per le donne e insieme per  bambine e bambini.

Lo Spazio Non-Solo Mamme però non esiste più: dopo la pausa estiva, non ha mai riaperto, a causa di alcuni vetri rotti, e qualche escremento sul pavimento per un’effrazione avvenuta all’inizio di settembre.

Da allora il silenzio dell’amministrazione comunale è assordante.

Le stime dei tecnici del comune intervenuti per un sopralluogo – sollecitato con forza dalla scuola – parlano di un danno di circa 2000 €, sufficienti a riaprire il plesso e permettere il riavvio delle attività.

Il Comune di Torino, nello specifico l’Assessore Rosatelli – responsabile delle politiche migratorie e sulle pari opportunità  – e l’assessora all’istruzione Salerno – che dovrebbe occuparsi dell’edilizia scolastica – non hanno ancora mosso un dito, nonostante la mozione presentata in Consiglio Comunale.

Sono passati cinque lunghissimi mesi, cinque mesi in cui il plesso di via Poma è rimasto chiuso e vuoto, cinque mesi in cui le donne iscritte al CPIA 3 Torino non hanno potuto studiare, un tempo interminabile capace di inficiare le attività di un intero anno scolastico.

Purtroppo questa situazione non sembra trovare altra giustificazione se non l’incuria, l’indifferenza verso chi viene costantemente invisibilizzato nelle politiche pubbliche: dove sono le pari opportunità, dove sono i diritti delle donne e dei bambini migranti, dov’è il diritto allo studio di chi è madre e desidera andare a scuola?

Accanto a tutto questo, non solo vogliamo fare pressione affinché il diritto allo studio delle studentesse madri di via Poma sia garantito, ma vigileremo su tutto quello che si muove attorno a questo ennesimo processo di smembramento dell’accessibilità dei CPIA e dell’istruzione pubblica per tutte e tutti. Anche nella nostra città, infatti, siamo abituati a veder lasciar morire via via le esperienze virtuose, mentre si preparano i copiosi regali al terzo settore: da anni nel Comune di Torino si tolgono fondi, spazi e competenze al pubblico per poi delegare e regalare sempre più al privato sociale.

Vogliamo che la mozione che riguarda i lavori  di ripristino del plesso di via Poma sia calendarizzata al più presto, vogliamo che la scuola venga riaperta, vogliamo che lo Spazio Non-Solo Mamme torni a vivere! 

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