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Messina: costruiamo il potere popolare

È questo lo slogan che sintetizza, meglio di qualsiasi altro, cosa c’è alla base di questo nuovo movimento politico (qualcuno dirà l’ennesimo) della sinistra, anche se stavolta il tutto parte dai territori, dalla gente, dal popolo appunto e non dai partiti come avvenuto, fino a qualche tempo fa,  con “Liberi e Uguali”, ad esempio. Una differenza non di poco.

Lo scorso 17 dicembre, al teatro “Ambra Jovinelli” di Roma, è stata presentata ufficialmente alla Nazione questa lista denominata “Potere al Popolo” che parte, come detto, dai territori e voluta fortemente da un nucleo di giovani attivisti del centro sociale ex O.P.G. Je so pazzo di Napoli. La chiamata partita da questi giovani napoletani ha raccolto ben presto l’adesione di migliaia di cittadini che non si sentono rappresentati dalle attuali formazioni politiche, oltre a realtà sociali e sindacali, comitati ambientali, reti civiche, associazioni e collettivi ed infine alcuni partiti della sinistra tra cui Rifondazione Comunista.

Nel manifesto di lancio dell’iniziativa si legge che la “lista nasce per ridare senso alla parola democrazia, per tornare a decidere insieme delle nostre vite e del nostro futuro, partendo dalle periferie e dalle province d’Italia, per rispondere all’emergenza sociale che viviamo, mettendo al centro le persone, i diritti, la solidarietà, l’accoglienza, la redistribuzione della ricchezza, in sintesi semplicemente i principi fondanti della Costituzione, mai veramente applicati”.

All’assemblea dello scorso 17 dicembre a Roma hanno partecipato rappresentanti della sinistra spagnola come Podemos, francese come France Insoumise e altri rappresentanti della sinistra europea. Anche Messina ha risposto a questa chiamata, si sono raccolte le firme per partecipare alle prossime elezioni politiche del 4 marzo (circa 400) e scelti i candidati per la Camera e il Senato e il prossimo 3 febbraio al Salone delle Bandiere saranno presentati alla cittadinanza.

Ci dice qualcosa di più il consigliere del Quinto Quartiere, Francesco Mucciardi, che ha subito aderito con entusiasmo a questa iniziativa politica, soprattutto perchè partita da giovani come lui. “Ho aderito a questo progetto – dichiara Mucciardi – principalmente per due motivi: il primo perchè è nato spontaneamente e veramente dal basso e non dai soliti dirigenti nazionali, non dai soliti partiti, ma nato da un centro sociale di una singola città. Quanto di più “basso” ci possa essere sia a livello territoriale che a livello di soggetto come il centro sociale e non un partito organizzato. L’altro aspetto – spiega – perchè è stato promosso da giovani che ci ha entusiasmato parecchio.”

“Sulla base di questo – prosegue il consigliere – si è voluto costituire una lista che parte dai territori e che corrisponde a quello che io, nel mio infinitamente piccolo! ho voluto portare avanti in questi anni nel Quinto Quartiere, creando questa rete di soggetti, di comitati, di associazioni che poi si esplica, tra l’altro nello Sportello Sociale del Quartiere. Poi, si sono uniti soggetti politici come Rifondazione Comunista, Partito Comunista, Euro stop di Cremaschi. Certo questo è normale dovesse succedere, perchè se poi vuoi fare qualcosa che abbia uno sbocco elettorale immediato, non puoi che affidarti a strutture organizzate, l’importante che queste vengono dopo in ordine di tempo e di organizzazione della lista che è guidata da questo centro sociale di Napoli.”

“Per la presentazione della lista abbiamo raccolto, per la provincia di Messina, circa 400 firme, – spiega – cosa avvenuta nel resto d’Italia, quindi la lista si presenterà senza problemi alle elezioni politiche di Marzo. I più impegnati a Messina, in “Potere al Popolo”, sono persone provenienti dall’associazionismo come Antonio Currò, dai sindacati come Daniele David, oltre a Lucia Intruglio e Alfredo Crupi di Rifondazione Comunista. Impegnati assieme al sottoscritto. Si stanno formando comitati territoriali come quello all’ex scuola “Ugo Foscolo”, la “Buganville”, “Casa Paradiso”, con pezzi di Cambiamo Messina dal Basso, tutta Rifondazione Comunista, una parte del Partito Comunista, ex appartenenti al Comitato Pinelli, pezzi della C.G.I.L..”

“Il prossimo 3 febbraio al Salone delle Bandiere ci sarà la presentazione alla città di questo progetto politico, con la lista e i candidati di Messina che saranno tra gli altri, al Senato l’attuale consigliere del Quarto Quartiere Santino Buonfiglio e alla Camera uno dei più giovani e attivi ragazzi della sinistra messinese proveniente dal movimento “Agende Rosse” e da Cambiamo Messina dal Basso e dalla “Casa Rossa”, Andrea Abate figlio dell’ex Preside del Maurolico.”

Ma adesso passiamo la parola ad una attivista del centro sociale Je so pazzo di Napoli da dove è partito tutto: “siamo studenti, lavoratori, disoccupati, e condividiamo le problematiche di ogni giorno che questo paese si trova ad affrontare. Non abbiamo una prospettiva di vita che sia veramente vissuta, non abbiamo servizi sociali all’altezza, non abbiamo una istruzione dignitosa, non abbiamo la sanità garantita per tutti, non abbiamo la possibilità di decidere su quello che accade nei nostri territori. Abbiamo periferie disastrate. Siamo arrivati alla conclusione che alle prossime elezioni politiche nessuna forza politica si farà mai carico dei problemi della popolazione. Di fronte abbiamo due possibilità, la prima a cui ci hanno sempre abituato, di rassegnarci al meno peggio, la seconda possibilità prendere in mano i nostri destini, dato che nessuno in questo paese ci rappresenta.”

“Infatti, noi ci vogliamo candidare con un soggetto politico cui hanno creduto migliaia di persone in questi mesi.  – e conclude – Quello che facciamo ci restituisce il senso della comunità, consapevoli che le cose possono cambiare, e cambiare da subito. Il nostro progetto poggia sul fatto di ridare senso alla parola democrazia.” Ecco spiegato cos’è “Potere al Popolo” un raggruppamento politico voluto dai cittadini, soprattutto giovani che vogliono dare il loro contributo fattivo di idee, di proposte, di azione per cambiare il Paese e far sì che la democrazia sia veramente compiuta.

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