28 MAGGIO - VII ASSEMBLEA NAZIONALE

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SABATO A LIVORNO CONTRO APPALTI, SFRUTTAMENTO E LICENZIAMENTI!

POTERE AL POPOLO RISPONDE ALL’APPELLO DEI LAVORATORI PORTUALI E OPERAI LIVORNESI.

Contro il sistema degli appalti, sfruttamento e licenziamenti anche noi scenderemo in piazza il 29 gennaio alla manifestazione chiamata da USB Livorno!

Dopo due anni di pandemia, mentre le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici nel nostro Paese si fanno sempre più drammatiche con una media di tre morti sul lavoro al giorno, licenziamenti di massa, disoccupazione, lavoro povero e precario, la classe politica e imprenditoriale sta approfittando della situazione per portare avanti una ristrutturazione del sistema produttivo che si concretizza con una perdita progressiva di diritti e salari.

Il sistema degli appalti è ormai diventato un elemento strutturale sia nel settore privato che pubblico che produce insicurezza e ricattabilità per i lavoratori e una minore qualità dei servizi. Lo abbiamo visto in modo particolarmente feroce nel settore della logistica dove, nonostante il settore abbia visto un enorme incremento del fatturato, i lavoratori sono sempre più sottoposti a condizioni di schiavitù e in cui la forte conflittualità viene repressa duramente con licenziamenti e manganelli fino ad arrivare all’omicidio come nel caso di Adil, ammazzato durante un picchetto.

E mentre sul lavoro si consuma una strage quotidiana le risposte del governo sono lacrime di coccodrillo mentre intanto si continua a tagliare le risorse per la prevenzione e il monitoraggio della sicurezza sui posti di lavoro e si manganella chi osa pretendere giustizia, come è successo domenica sera agli studenti romani scesi in piazza per gridare la loro rabbia per la morte di Lorenzo, il ragazzo di 18 anni morto l’ultimo giorno di Alternanza Scuola-Lavoro.
E infatti anche gli studenti e le studentesse hanno aderito all’appello e scenderanno in piazza al fianco dei lavoratori per pretendere l’abolizione dell’Alternanza Scuola-Lavoro e un modello di scuola come luogo di emancipazione e sapere e non al servizio delle imprese, per formare i nuovi schiavi di domani.

Anche noi saremo in piazza per Lorenzo e per tutti i lavoratori e le lavoratrici ammazzati da questo sistema, per pretendere l’introduzione di una legge che istituisca il reato di omicidio sul lavoro, per pretendere la fine del sistema degli appalti e condizioni di lavoro e vita dignitose per tutti e tutte, la reinternalizzazione di tutti i servizi, l’introduzione di un salario minimo e una legge contro le delocalizzazioni.

Per queste motivazioni sosteniamo le dure lotte che stanno portando avanti i lavoratori portuali e della logistica di Livorno e aderiamo convintamente alla manifestazione di sabato 29 gennaio con ritrovo alle 15 in Piazza Grande a Livorno.

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