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Il TAR respinge i ricorsi contro Malagrotta 2: comune e regione abbandonano i cittadini di Valle Galeria

Il TAR respinge i ricorsi contro Malagrotta 2: comune e regione abbandonano i cittadini di Valle Galeria

Anni di lotte e l’evidenza, ma il Tar respinge comunque i ricorsi per fermare la costruzione della discarica di inerti e fanghi a Monte Carnevale, Valle Galeria, davanti all’ex discarica di Malagrotta. Malagrotta 2, così è ormai chiamata quest’area, è anche il sito scelto dalla giunta comunale per ospitare la nuova discarica per i rifiuti solidi urbani di Roma. Nella stessa area, quindi, la società proponente New Green Roma Srl, non solo ha avuto l’autorizzazione per procedere con i lavori per la discarica di inerti e fanghi, ma sta anche portando avanti la procedura autorizzativa per quanto riguarda la discarica di rifiuti urbani mirando ad un iter senza tutele né per l’ambiente né per la salute di chi a Valle Galeria ci vive.

Tutto questo, nonostante pareri tecnici contrari, come quello dell’ISPRA che ha dichiarato l’assenza di una barriera geologica naturale del sito e lo stato fortemente inquinato delle diverse matrici ambientali.

E di chi sono queste scelte? Della stessa giunta comunale che nel 2016 fondò la propria campagna elettorale anche sulla difesa di questo territorio da ulteriore sfruttamento. Ma anche della Regione che dopo anni senza un piano dei rifiuti a seguito della chiusura di Malagrotta, ha avvallato la costruzione della nuova discarica proprio a Monte Carnevale.  La volontà politica è chiara sia a livello comunale che regionale, nonostante le promesse fatte: arginare il problema dei rifiuti senza affrontarlo sostanzialmente, senza intervenire sull’efficientamento della raccolta differenziata e senza ascoltare i pareri tecnico-scientifici e la voce dei cittadini impegnati da anni nella lotta contro il depauperamento ambientale e per la tutela della salute.

Continuiamo a sostenere la battaglia di Valle Galeria così come le tante lotte del territorio, da Rocca Cencia ai quartieri che si oppongono alla chiusura del porta a porta, sapendo da che parte stare e chiedendo investimenti, gestione pubblica e assunzioni stabili per riqualificare e affrontare in modo efficace la questione dei rifiuti a Roma.

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