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Calabria

Cosenza: report dell’assemblea

Cosenza report dell'assemblea potere al popolo

Il 12 dicembre ha visto anche Cosenza contribuire con un’assemblea territoriale al confronto partito il 18 novembre a Roma, al Teatro Italia, sull’opportunità della costituzione di una lista di vera sinistra alle prossime competizioni elettorali nazionali.

Nella definizione dei punti del programma sono stati richiamati:

il contrasto ai Trattati europei, nella misura in cui sono funzionali alla mortificazione socio-economica delle classi popolari;

il contrasto ai trattati internazionali, sia militari che economici, nella misura in cui diventano strumento globale di sfruttamento delle classi popolari e di oppressione degli altri popoli;

In ambedue i casi, da più parti è stata invocata la richiesta della loro rescissione. E su questi punti non è inutile sottolineare che il carattere di tale critica non è becero nazionalista quanto diretto a contrastare un quadro che, sempre più spesso, diventa un doppio vincolo alle nostre lotte sul territorio nazionale, risultando un comodo alibi – da parte della classe dirigente – a consolidate pratiche di sfruttamento delle classi popolari, pratiche che risultano rinforzate in questo contesto.

il contrasto alla deregolamentazione del lavoro ed il ripristino della tutela della dignità delle persone coinvolte nel rapporto di lavoro, nei suoi aspetti economici e normativi;

la richiesta di un reddito minimo dignitoso ed incondizionato per chi non lavora;

a questo proposito, forte è stato il richiamo alle condizioni di estrema povertà che sta vivendo la Calabria

il ripristino del diritto allo studio, mortificato dalla mancanza di fondi pubblici;

questione molto sentita a causa di una grande parte di studenti dell’Università della Calabria che, pur risultando idonea e meritevole di tale agevolazione, si trova nell’impossibilità pratica di ususruirne

il rispetto del diritto pubblico alla salute;

il rifiuto delle grandi opere in nome della messa in sicurezza di ampie zone del territorio nazionale a rischio sismico ed idrogeologico.

Questi ultimi due punti sono strettamente legati al dramma ambientale che vive la Calabria; cosa che è un tutt’uno con la pessima gestione delle risorse del suo territorio.

E’ pure emersa, da determinate frange della sinistra interessata al percorso unitario (il PCI, segnatamente), la richiesta dell’utilizzo di un simbolo legato alla tradizione comunista e, precisamente, la falce ed il martello, oltre alla richiesta di un’istanza organizzativa forte, tipicamente formulata in partito.

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