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[CATANIA] IL CPO COLAPESCE E’ TORNATO

IL CPO COLAPESCE E’ TORNATO, OCCUPATO L’EX VITA’ DI VIA CRISTOFORO COLOMBO 50
(ingresso via fornaciai)!

L’avevamo promesso a giugno, subito dopo lo sgombero dell’ex Hard Rock Cafè di Via Cristoforo Colombo 10. L’avevamo promesso alle bambine e ai bambini del doposcuola popolare, alle loro famiglie, alla comunità bengalese della nostra città e ai riders di Union Rider Catania che hanno spesso e volentieri vissuto quello spazio, agli ex lavoratori LTM – Abate in lotta e alle lavoratrici e ai lavoratori a nero che hanno avuto il coraggio di iniziare una vertenza grazie al nostro sportello contro lo sfruttamento, ai migranti sostenuti con lo sportello legale e a quelli che frequentavano la nostra scuola d’italiano, lo avevamo promesso alle famiglie supportate dal nostro sportello di solidarietà popolare e dal nostro banco alimentare. L’avevamo promesso al nostro quartiere, alla gente che vive tra la pescheria e gli Angeli Custodi, l’avevamo promesso a tutte e tutti quelli che dal 17 gennaio 2018 fino allo scorso giugno avevano attraversato la nostra Casa Del Popolo, ci hanno seguito e sostenuto, convinti che la solidarietà tra gli sfruttati sia l’unico modo per migliorare le nostre vite, organizzarci e riprenderci il diritto a una vita dignitosa.
L’avevamo promesso ed eccoci qui, il CPO Colapesce in Via Cristoforo Colombo è di nuovo aperto e possiamo finalmente riprendere il nostro lavoro.
Mentre guardie armate di pistola pagate dall’Unicredit sorvegliano ancora giorno e notte l’ex Hard Rock Cafè, ormai tornato un enorme immobile senza vita utile soltanto alla speculazione della banca amica del Sindaco Pogliese, noi abbiamo deciso di riaprire un altro degli enormi immobili abbandonati su quella stessa via. Si tratta dell’ex Vità, una enorme discoteca che ha chiuso 5 anni fa e i cui locali sono stati abbandonati al degrado dalla proprietà, un’azienda di edilizia residenziale dal nome Edil re che nessuna nuova destinazione ha mai proposto.
Sinceramente a noi, però, dei progetti e delle speculazioni di aziende e padroni interessa poco e molto più a cuore abbiamo il destino di un quartiere storicamente fondamentale per la nostra città. Nato dopo il terremoto nel 1693, infatti, il quartiere degli Angeli Custodi fu abitato da lavoratori provenienti da zone rurali che si dedicarono prima all’edilizia e poi all’industria, fino alla seconda metà del ‘900, quando, a seguito della distruzione provocata dai bombardamenti angloamericani durante la guerra, il quartiere fu ricostruito e vi furono ammassate famiglie a cui nessuna speranza per un futuro migliore era concessa. E se nell’800 la vita dei suoi abitanti era tormentata da un tasso di mortalità annua equivalente a quasi il doppio della media cittadina, dalla seconda metà del ‘900 fino ai giorni nostri è il tasso di criminalità organizzata e giovanile ad essere tra i più alti della nostra già martoriata città. L’unica volontà di istituzioni e padroni locali, però, sembra essere adesso spaccare in due il quartiere: mentre la parte più vicina al centro storico vive un rapido processo di gentrificazione che sta distruggendo lo storico mercato del pesce e costringerà gli abitanti a lasciare le loro case per fare spazio a nuovi punti d’attrazione per turisti e vacanzieri, per la parte più lontana dal centro, dove ora sorge il nuovo CPO, l’unico vero progetto sembra l‘ulteriore mortificazione dei suoi abitanti, privi di qualsiasi servizio e spesso lasciati anche senza illuminazione stradale…
Ecco, noi siamo interessati a questo. Alle vite delle migliaia di persone che vivono qui, ai loro bisogni, ai loro diritti, alla loro felicità. Siamo interessati a fornire a tutte le bambine e i bambini la possibilità di studiare e superare le difficoltà, a salvarli dalla mala vita e dalla rassegnazione, a dare a ogni famiglia una speranza per una vita migliore, a ogni lavoratore la sicurezza di non essere mai solo contro le angherie dei padroni, a ogni povero supporto materiale e strumenti di riscatto. Siamo interessati a contrastare la gentrificazione utile ai potenti e promuovere lo sviluppo invece di aree verdi e servizi per tutti, a ottenere la luce in ogni via del quartiere, a ripulire le strade dalla sporcizia, a vigilare sulle scelte che per questo territorio compirà l’amministrazione, a promuovere l’antimafia sociale con la denuncia e l’educazione, la costruzione di alternative sociali per tutte e tutti. Siamo interessati a dialogare con chi come noi opera nei quartieri difficili, con le associazioni e i cittadini, ai consigli e alla solidarietà reciproca tra chi crede che un mondo migliore sia possibile.
Molti, certo, ci diranno ancora una volta che occupare, secondo la legge, è un reato. Bene, noi questo lo sappiamo benissimo, lo paghiamo spesso sulla nostra pelle con denunce e misure repressive che ci rovinano la vita. Sappiamo anche, però, che dinanzi alla speculazione, allo sfruttamento e alla devastazione di banche, privati e padroni nessuna retorica legalitaria può ancora reggere, che dinanzi all’abbandono delle istituzioni soltanto l’attivazione di processi di partecipazione dal basso delle donne e degli uomini che subiscono sulla propria pelle le ingiustizie di questo sistema potrà migliorare le nostre condizioni di vita e trasformare l’esistente. Occupare, insomma, non è certo un gioco, una bravata, ma nemmeno un fine: occupare è per noi uno strumento necessario per dimostrare che l’assenza cronica di servizi e alternative non è una questione di possibilità, ma di volontà, per dimostrare che uniti siamo più forti, che dal basso e senza soldi possiamo fare tanto, tantissimo, per cambiare in meglio un quartiere, una città, le nostre vite. Occupare non significa nemmeno rifiutare il dialogo, il confronto con istituzioni o eventuali privati: se qualcuno avesse voglia di conoscere i nostri progetti, di sapere cosa vogliamo fare, di darci un consiglio o proporci un’alternativa, noi rimaniamo disponibili, ma non spetta a noi chiedere giustizia, noi la pretendiamo e la conquisteremo con lotta, l’unico modo in cui storicamente i subalterni sono riusciti a conquistare i propri diritti.

Per questo occupiamo questo stabile, per questo ci assumiamo tutte le responsabilità del caso senza paturnie, convinti di essere sulla strada del giusto, storicamente non sempre fondata sulle leggi, ma da sempre invece tracciata sulla via della giustizia sociale. Per questo rimaniamo in Via Cristoforo Colombo, perché abbiamo deciso di trasformare questa città e abbiamo deciso di iniziare da questo quartiere che per noi è il simbolo di una città meravigliosa, dalla storia tormentata e dal futuro sempre incerto, un futuro che però vogliamo riscrivere!

VENITE SUBITO A DARCI UNA MANO, OGNI AIUTO, DA MATERIALE PER LAVORARE E PULIRE FINO A SEDIE, TAVOLI E MOBILI, PASSANDO OVVIAMENTE PER LE BRACCIA DI TUTTE E TUTTI, E’ FONDAMENTALE. IL CPO COLAPESCE HA DI NUOVO UNA CASA, VENITE A SCOPRIRLA, UNITEVI A NOI. COSTRUIAMO IL POTERE POPOLARE!

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