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Una breve storia della Maison du Peuple a Marsiglia

Traduzione a cura di Andrea Mencarelli (Potere al Popolo)

 

La Maison du Peuple [Casa del Popolo, ndt] ha aperto sabato 1 giugno 2019, sulla scia dell’Atto 29 dei Gilets Jaunes. Nasce dal desiderio di avere un luogo di convergenza, organizzazione, vita collettiva, mobilitazione, autodifesa, formazione e diffusione della cultura politica in uno spazio pubblico aperto a tutti.

 

All’interno dinamica del movimento dei Gilets Jaunes, non è un caso che la Maison du Peuple sia stata creata sotto forma di requisizione di uno spazio vuoto. A Marsiglia, questo approccio all’occupazione popolare è un segnale forte in una città caratterizzata da alloggi scadenti, sfitti e sgomberi, come il mantenimento per strada delle persone più vulnerabili. Non è un caso che il progetto della Maison du Peuple sia maturato collettivamente negli incontri al 59 Saint Just, regina delle requisizioni marsigliesi, fiore all’occhiello della lotta contro gli sfratti e per la riappropriazione della città contro gli speculatori.

 

La Maison du Peuple ha preso un ex centro per l’impiego abbandonato da tre anni e divenuto proprietà di una società immobiliare (SIC della famiglia Guedj) totalmente legata a costruttori metropolitani e a grandi progetti imprenditoriali privati (in particolare Terrasses du Port, grandi aree commerciali sull’Etang de Berre riacquistate dopo la chiusura delle raffinerie).

 

È stato appena firmato un accordo di vendita tra la famiglia Guedj (SCI Promogest) e Martine Vassal (presidente del Consiglio Dipartimentale 13, quello dove si trova appunto Marsiglia). In questo luogo doveva essere sviluppato un nuovo strumento per il supporto ai poveri, pilotato dal Consiglio Dipartimentale, sfacciatamente chiamato “centro di integrazione”, mentre l’obiettivo era quello di aumentare il controllo sempre più coercitivo dei beneficiari della Revenu de Solidarité Active.

 

Noi siamo capitati a pennello!

 

La Maison du Peuple ha trovato rapidamente il suo ritmo: attività di condivisione di saperi con laboratori di fai-da-te e costruzione, corsi di lingua, registrazioni radiofoniche, apertura di abitazioni vuote; attività sportive con pugilato popolare e chamaboxing; conferenze e incontri pubblici, sulla democrazia diretta, con il comitato Adama, squatting compagni baschi di Errekaleor, assemblee di lotta si riuniscono lì (assemblea di quartiere, collettivo di migranti, gilets gialli, lavoratori sociali); l’organizzazione di manifestazioni e atti, come quello contro la violenza della polizia e i numerosi cortei e commemorazioni a Zineb Redouane; il lancio di iniziative in altri quartieri e lotte, come quella delle cameriere dell’Hotel NH e il conflitto di Mc Donald’s Sainte Marthe. E poi la Maison du Peuple è un luogo di reciproco aiuto, di rottura dell’isolamento molto semplicemente.

 

La Maison du Peuple è anche la vera casa di un buon gruppo di compagni che la sostengono quotidianamente, giorno e notte, preparando spesso grandi pasti collettivi, facendo in modo che rimanga aperta e accogliente, organizzando settimanalmente barbecue alla rotonda di Plaine, sempre in solidarietà con i detenuti e arrestati del movimento dei Gilets Jaunes, o a sostegno di persone brutalmente e abusivamente sfrattate dalle autorità.

 

La Maison du Peuple combatte la pulizia sociale di Marsiglia con la sua gentrificazione attraverso l’espulsione dei poveri dal centro città, il saccheggio dei quartieri e dei legami sociali, i controlli della polizia.

 

Alla Maison du Peuple ci sono anche porcellini d’India, due iguane-dinosauri. Anche i passeri feriti vengono curati lì.

 

Quindi giù le mani dalla Maison du Peuple! La Casa deve rimanere nelle mani del popolo!

Ci vengono a sfrattare? Noi occupiamo!

A Marsiglia come altrove, chi specula e chi sfratta deve essere bandito dalla città!

 

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