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Atto V dei Gilets Jaunes: vittoria del potere, sconfitta della democrazia

Ce l’avranno fatta alla fine ad avere quelle immagini tanto volute: gli Champs Elysées quasi disertati dai gilet gialli, le strade di Parigi tranquille, la situazione sotto controllo. Il governo e i media potranno annunciare la fine del movimento, dire che i gilet gialli sono stanchi della violenza e/o convinti delle misure di Macron.

Tranne che ad un esame più attento (esercizio che i media sembrano aver abbandonato molto tempo fa), la situazione sembra molto più complessa.

Sì, il governo ce l’ha fatta.

Ciò nonostante, no, non è stata una sconfitta per i gilet gialli.

È per la democrazia, per il diritto di manifestare e per la libertà di espressione che è stata una sconfitta molto violenta, un K.O.

Sabato 15 dicembre, sotto una pioggia gelida, la RATP ha deciso di chiudere 56 fermate della metropolitana. Tutte le strade principali che portano agli Champs Elysées sono bloccate da cancelli e furgoni dei CRS, la celere francese. Vengono svolti controlli a tappeto di in tutte le stazioni ferroviarie e nei principali caselli autostradali che portano a Parigi, e diversi autobus che trasportano membri dei gilet gialli verso Parigi vengono addirittura bloccati per diverse ore. Per arrivare agli Champs, devi camminare per più di un’ora, in assenza di mezzi di trasporto.

I raduni annunciati da diversi gruppi a Gare du Nord, Opéra o République vengono sistematicamente accerchiati e bloccati dai CRS per diverse ore, impedendo fisicamente ai manifestanti di uscire dagli accerchiamenti per unirsi agli altri gilet gialli.

Ovviamente, intorno agli Champs, la folla è molto ridotta rispetto al sabato precedente. E a chi riesce ad arrivare sul famoso viale non va meglio delle migliaia di gilet gialli rimasti altrove: i CRS hanno deciso di disperdere sistematicamente la mobilitazione per impedire la formazione di un corteo di gilet gialli in numero significativo. Diverse unità CRS sono state poi viste correre verso la folla e dividere i gilet gialli in piccoli gruppi.

Stanchi di questa strategia aggressiva, che impedisce qualsiasi dinamica collettiva, i dimostranti che desiderano lasciare gli Champs devono farsi perquisire di nuovo! E lì, per poter passare i controlli e andarsene, bisogna dare ai poliziotti tutto il materiale utile per proteggersi (maschere a gas, occhiali da piscina) ma anche il gilet giallo (vedi foto). Le istruzioni date alla polizia vanno dunque ben oltre il mantenimento dell’ordine.

Un altro esempio lampante: intorno alle 16:00 circa, un migliaio di manifestanti sono riusciti a formare un corteo in rue de Rivoli. La Fanfare Invisibile, una banda di fiati, musicisti-militanti, è presente. L’atmosfera è molto festosa e totalmente pacifica. La Fanfare inizia a intonare canti di lotta, diverse centinaia di gilet gialli li seguono partecipando ai cori. Tutti ballano, senza preoccuparsi della polizia. Pochi minuti dopo, nonostante che nessun manifestante abbia accennato a commettere gesti violenti, i CRS sparano lacrimogeni a tappeto e disperdono la folla. Per l’ennesima volta, non si trattava più di mantenere l’ordine, ma di disperdere tutti i gilet gialli e di impedire il formarsi di una folla numerosa, motivata e pacifica.

Adesso il governo potrà impettirsi e trattare con disprezzo il movimento sociale. L’analisi dei media si contenterà dell’immagine degli Champs semivuoti, senza macchine bruciate, per dedurre che il movimento si sta esaurendo.

Ma le fortissime mobilitazioni in molte città dimostrano che è proprio il contrario. E il caso parigino offre una visione distorta, a causa della strategia ultra-aggressiva del governo, che ha trasformato Parigi in una trappola gigante, impedendo di fatto qualsiasi riunione di folla.

Ma è meglio che Macron e il suo mondo non pensino troppo in fretta di avere vinto. I gilet gialli sono ben lungi dall’arrendersi. Ci vorranno ingegno e determinazione per aggirare la macchina anti-manifestazione che il Ministero dell’interno di Castaner ha costruito nelle ultime settimane.

E sarà bene che il resto della società (giornali, radio, tv, sindacati, partiti, o semplicemente i singoli cittadini) comincino a preoccuparsi seriamente per la svolta decisamente autoritaria che ha preso questo governo. Ciò che sta accadendo annuncia una nuova politica di mantenimento dell’ordine, che presuppone di sacrificare sull’altare della sicurezza la libertà di manifestare la propria opposizione al governo. Accettare questa situazione per ottenere (finalmente) la pace sociale ed economica sarebbe un errore storico, e non solo per i gilet gialli.

 

Traduzione a cura di Potere al Popolo Parigi dell’articolo a cura di “Cerveaux non disponibles” pubblicato su: https://www.facebook.com/cerveauxnondisponibles/posts/1932026113562931

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